Gestire il tempo quando ogni secondo separa la vita dalla morte è già la sfida quotidiana di chi lavora nelle unità operative ad alta complessità assistenziale. Ma cosa succede quando a quella stessa equazione si aggiungono il fragore delle esplosioni, la scarsità assoluta di risorse e la minaccia costante per la propria incolumità?
A dare una risposta scientifica, pragmatica e profondamente umana a questo interrogativo è la Dott.ssa Morena Ferragina, professionista in servizio in qualità di infermiera presso l’AOU Renato Dulbecco di Catanzaro, autrice del nuovo e cruciale volume intitolato “L’emergency care in guerra” pubblicato da Mario Vallone editore.
Il volume si propone come una guida indispensabile e un’analisi profonda su come coordinare i soccorsi sanitari nei contesti ad alto stress, con un focus specifico sui conflitti bellici. Non si tratta solo di un manuale tecnico, ma di un vero e proprio trattato di resilienza operativa, dove i protocolli standard della medicina d’emergenza devono flettersi e adattarsi a scenari imprevedibili. Infatti in guerra, il triage non è solo una valutazione clinica, ma una scelta strategica condizionata dall’ ambiente circostante. La priorità diventa massimizzare l’ efficacia del soccorso con ciò che si ha a disposizione.
Combinando il rigore accademico con l’ esperienza professionale, l’ opera della Dott.ssa Ferragina è costituita da un lavoro di ricerca in cui vengono analizzati diversi aspetti tra cui:
- La compressione del tempo: Finestre di intervento ridotte al minimo (la cosiddetta Golden Hour) in contesti tattici ostili.
- La logistica del deficit: Come gestire emorragie massive, traumi da scoppio e sindromi da schiacciamento quando i flussi di approvvigionamento delle risorse sono interrotti.
- Il fattore psicologico: Il carico emotivo e lo stress da combattimento che colpiscono non solo i pazienti, ma gli stessi operatori sanitari in prima linea.
In un panorama geopolitico sfortunatamente sempre più instabile ” L’ emergency care in guerra” sebbene mantenga un rigore scientifico che lo rende uno strumento di studio e di consultazione prezioso per i professionisti sanitari, la fluidità della scrittura riesce a catturare anche il lettore non specialistico.
Attraverso i capitoli emerge con forza il ruolo dell’infermiere moderno: un professionista autonomo, un decisore critico e un pilastro fondamentale della catena del soccorso, capace di fare la differenza anche – e soprattutto – dove l’umanità sembra essersi smarrita.
”L’emergency care in guerra” si preannuncia già come un testo di riferimento nel panorama della saggistica sanitaria contemporanea.




