A Lamezia il concerto-spettacolo “Lévat ‘a pistol down!”

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Venerdì 17, alle 19

A Lamezia il concerto-spettacolo “Lévat ‘a pistol down!”

Venerdì 17, alle 19

 

 

È con la musica che ci si innamora, è con la musica che si sogna, è con la
musica che si lanciano messaggi. Ecco allora che le più grosse
organizzazioni criminali, dopo essersi appropriate di alcuni termini
appartenenti al vocabolario dei cittadini onesti (onore, famiglia,
rispetto…), non potevano non utilizzare le *parole in musica* per lanciare
i loro di messaggi. La musica ha un potere fortissimo e le mafie questo lo
sanno. Questo il tema del concerto-spettacolo *Lévat ‘a pistol down!* di e
con *Vincenzo Mercurio*, regia di Claudio La Camera, in programma nell’Aula
Magna del Parco Peppino Impastato di Lamezia Terme venerdì 17 gennaio alle ore
19. L’esibizione sarà preceduta alle ore 10, dal laboratorio *Tempo
rubato alla ndrangheta*, da cui lo stesso spettacolo trae origine.

Entrambi gli eventi sono prodotti dall’Osservatorio sulla ndrangheta di
Reggio Calabria e organizzati dal circolo Arci Buster Keaton e dall’impresa
sociale Talìa.

Il racconto è principalmente musicale e viaggia dalla tradizione classica
alla sceneggiata, al neomelodico. Tutto a Napoli è musica, perfino la
sotto-cultura criminale ha la sua espressione, che non manca di essere
stigmatizzata nello spettacolo. Tra guappi, onore e contrabbando, la vita
di Assunta Maresca detta “Pupetta” è il filo conduttore e pretesto per un
ritratto di comportamenti e vizi della società oltre la soglia della
legalità. Vincenzo Mercurio, attore e musicista, parte dalla storia della
sua famiglia materna emigrata dalla Calabria verso un paese campano negli
anni ’70 per raccontare un cinquantennio nella provincia napoletana.

Il laboratorio, che vedrà la partecipazione di alcune classi degli Istituti
Superiori di Lamezia Terme, analizza come il crimine organizzato
strumentalizza spesso alcune forme espressive e di comunicazione per
mitizzare i suoi capi e per esaltarne le gesta. Dai narco-corridos dei
gruppi musicali messicani che narrano le gesta dei capi narcotrafficanti,
ai gruppi musicali tedeschi che inneggiano al neonazismo, ai canti di
malavita degli ndranghetisti e dei camorristi, assistiamo alla sempre
maggiore diffusione di forme suggestive che fanno “audience” soprattutto
tra i giovani.