Taurianova, sanita’ nel caos, AFT bloccata, a pagare sono i più fragili. Chi ha interesse a far pagare i cittadini ( per chi ha i soldi) inviando i pazienti nelle strutture private?
Giu 10, 2026 - redazione
Taurianova, sanita’ nel caos, AFT bloccata, a pagare sono i più fragili. Chi ha interesse a far pagare i cittadini ( per chi ha i soldi) inviando i pazienti nelle strutture private?
La sospensione dell’attività dell’AFT da parte dell’ASP di Reggio Calabria apre una questione che va ben oltre gli aspetti organizzativi e burocratici. Al centro del dibattito non c’è soltanto il destino di un servizio sanitario territoriale, ma il diritto concreto dei cittadini ad accedere alle cure, soprattutto nelle aree dove le difficoltà economiche e logistiche rappresentano un ostacolo quotidiano.
I numeri raccontano una realtà che merita attenzione. In poco più di un mese, dal 6 maggio al 10 giugno, sono stati effettuati centinaia di prelievi, molti dei quali destinati a persone anziane, sole, prive di mezzi di trasporto e spesso impossibilitate a raggiungere strutture più lontane. Per questi cittadini il servizio non rappresenta una semplice comodità, ma una risposta essenziale a un bisogno primario: quello della tutela della salute.
La questione assume un peso ancora maggiore se si considera la situazione dei laboratori privati convenzionati. Con l’esaurimento dei budget regionali, molte prestazioni vengono erogate esclusivamente a pagamento. Per chi vive con una pensione minima o con un reddito modesto, sostenere il costo di esami diagnostici può diventare un sacrificio insostenibile. In questi casi il rischio è che la rinuncia alle cure non sia una scelta, ma una necessità imposta dalle condizioni economiche.
Naturalmente, le aziende sanitarie hanno il dovere di garantire il rispetto delle procedure, delle norme e degli standard organizzativi. Oggi nella sede della redazione di Approdo sono venuti a trovarci tanti cittadini e medici locali preoccupati della gravissima situazione. I medici ci hanno precisato che i prelievi vengono trasportati nella massima sicurezza in dei contenitori termici dotati di microchip.
Tuttavia, quando una decisione amministrativa produce effetti diretti sull’accesso ai servizi da parte delle categorie più vulnerabili, è inevitabile interrogarsi sulle conseguenze sociali di quella scelta. La sanità pubblica non può limitarsi a essere efficiente sul piano formale; deve essere anche capace di rispondere ai bisogni reali delle comunità.
In questo contesto appare secondaria la disputa su quale laboratorio debba processare i campioni. Che si tratti di Polistena, di Reggio Calabria o di altra struttura idonea, il principio da salvaguardare resta uno solo: garantire continuità assistenziale e qualità delle prestazioni. I cittadini chiedono risultati, non conflitti tra uffici o ritardi dovuti a questioni organizzative.
La vicenda dell’AFT richiama una problematica più ampia che riguarda l’intero sistema sanitario calabrese: il difficile equilibrio tra programmazione, risorse disponibili e tutela dei diritti. Ogni volta che un servizio viene ridimensionato o sospeso, il prezzo più alto rischia di essere pagato da chi dispone di meno strumenti per trovare soluzioni alternative.
Per questo motivo il confronto tra istituzioni, amministratori locali e vertici sanitari dovrebbe avere come priorità non le competenze o le responsabilità reciproche, ma la ricerca di una soluzione rapida ed efficace. Perché dietro ogni prelievo effettuato non c’è un numero, ma una persona che chiede semplicemente di poter esercitare un diritto garantito dalla Costituzione: quello alla salute.
In una società che vuole definirsi inclusiva e solidale, la misura della qualità delle istituzioni si valuta soprattutto dalla capacità di proteggere chi è più fragile. Ed è proprio da qui che dovrebbe partire ogni decisione.
Di tale iniziativa è stato informato anche il primo cittadino di Taurianova, Domenico Romeo, ed assumerà, nelle prossime ore, tutte le iniziative a tutela dei più deboli.




