Gravissima crisi economica: serve un segnale dalla politica. Decurtatevi il vostro stipendio!

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Gravissima crisi economica: serve un segnale dalla politica. Decurtatevi il vostro stipendio!
La gravissima crisi economica impone una riflessione molto seria. Parlamentari, consiglieri regionali, sindaci, presidenti di Regione e assessori: decurtatevi il vostro stipendio.
Prendete come esempio un piccolo comune della provincia di Reggio Calabria, Polistena. Lì c’è un sindaco, Michele Tripodi, che naturalmente si è decurtato lo stipendio insieme ai suoi assessori per finanziare delle borse lavoro.
Certo, lo stipendio di Tripodi è stato aumentato dalla normativa introdotta dal governo Draghi. Questo grande economista ha pensato di fare questa legge per rafforzare ulteriormente il ruolo della politica, e c’è anche chi lo vorrebbe Presidente della Repubblica. Ecco come siamo messi.
Gli italiani stanno soffrendo e non hanno soldi per fare la spesa. La benzina sta per arrivare a 2,50 euro al litro, insieme al gasolio. Vi rendete conto di cosa significa per questo Paese?
La situazione, nei prossimi due o tre mesi, potrebbe precipitare. Non veniteci a dire che la guerra è sotto controllo, perché sotto controllo non c’è nulla. Lo Stretto di Hormuz, in questo momento, è una polveriera e da lì passa una parte fondamentale dell’economia mondiale e, di conseguenza, anche di quella italiana.
Siamo con le brache calate. Dopo anni di guerra tra Russia e Ucraina, bisogna rendersi conto che la situazione potrebbe evolvere verso un allargamento del conflitto e una nuova geopolitica mondiale, della quale nessuno può prevedere gli sviluppi.
Una situazione di questo tipo potrebbe peggiorare anche dal punto di vista militare. Per questo gli esponenti politici dovrebbero fare un passo indietro e decurtarsi gli stipendi: dai parlamentari fino alla Presidente del Consiglio.
Aveva promesso il taglio delle accise, ma abbiamo visto che, una volta arrivata al governo, ha fatto tutt’altro. Su questi temi bisogna essere seri, soprattutto in un momento di grande difficoltà per il popolo.