Referendum giustizia, il parere del presidente emerito Commissione regionale Antimafia Vincenzo Pisano

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La conoscenza della legge:”Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare “, è il  presupposto fondamentale per esprimere consapevolmente il proprio voto al referendum del 22e23 Marzo. 

È una legge di riforma parziale del Titolo IV della Costituzione:”ordinamento giurisdizionale”, che non incide sui poteri,, ma sul riordino delle funzioni e delle carriere dei magistrati e conseguentemente sulla istituzione di due CSM.

L’unica novità sostanziale è l’istituzione della

Corte disciplinare e il metodo del sorteggio per la nomina

 dei componenti togati nei CSM.

La legge si compone di 8 articoli: 87(non compreso nel titolo IV), 102,104,105,106,107,110 con l’aggiunta in  delle  disposizioni transitorie, che disciplinano le modalità di attuazione nel tempo delle norme variate. 

Come si può desumere dalla lettura 

dell’articolato,le modifiche non hanno nulla di trascendentale. 

Consolidato il principio di autonomia e indipendenza. 

Inalterato  il potere del p. m. e l’obbligatorietà dell’azione penale come presupposto basilare dell’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge o meglio… che la legge è uguale per tutti: fondamento di democrazia. 

Nel corso degli anni, la presupponenza dei magistrati ha reso tale principio assoluto, discrezionale e arbitrario, vanificando e mortificando lo  stato di diritto e la democrazia, ciò grazie anche alla commistione tra p. m. e giudici. 

Le ripetute e continue distorsioni dell’apparato giudiziario, con un esercizio manicheo della funzione, insopportabili in un Paese democratico, hanno indotto il Parlamento a compiere ciò che anche i Padri costituenti avevano prefigurato, una metamorfosi evolutiva l’impostazione del titolo IV della Costituzione con adeguamento e re iscrizione dello stesso, temendo di fatto un possibile straripamento del potere giudiziario con conseguente e pericoloso  squilibrio tra i poteri dello Stato. (numerosissimi gli interventi in tal senso  di 

qualificati esponenti politici di diversa estrazione  nel dibattito all’interno dell’Assemblea Costituente).Nel corso degli anni molti articoli sono stati modificati (vedi Titolo V). 

Oggi, finalmente ,si è messa in atto un’operazione di riequilibrio all’interno dell’ordinamento giurisdizionale, indispensabile e indifferibile sul piano democratico, etico-morale. 

È paradossale che una riforma come questa venga fatta da una maggioranza parlamentare di centro destra al cui interno la componente “giustizialista” è fortemente presente. 

Con l’istituzione dell’Alta Corte disciplinare si pone fine ad una obbrobriosa distorsione 

normativa:CSM (composto per 2/3 da nominati tra gli stessi magistrati con un sistema correntizio assai discutibile) che, oltre alle assunzioni, assegnazioni, trasferimenti, valutazioni professionali e conferimento di funzioni, aveva anche i poteri disciplinari. 

È scandaloso constatare che, in tutti questi lunghi anni, i magistrati non hanno mai rilevato o fatto rilevare questa vergognosa stortura giuridica, etico-morale. 

Faceva comodo regolare tutto “in famiglia”.

Il “caso Palamara” ha scoperchiato il vaso di Pandora e tutte le inqualificabile malefatte sono emerse in modo incontestabile: uno squallore! 

Tratta di posti nel CSM, nelle varie assegnazioni, promozioni e disciplina delle funzioni (pm.e giudice), ingerenze indebite, manipolazioni della verità. 

Azioni pianificate sovvertitrici di ogni regola, stimolatori dello sciacallaggio mediatico funzionale ad attrarre consenso popolare ed esercitare un forte condizionamento sulla politica. 

Anni di errori per indolenza e supponenza. 

Mai pentimenti:mostruoso! 

Invadenza e sopraffazione sulla funzione politica con azioni deliberatamente prevaricatrici sugli altri poteri dello Stato. La deriva giustizialista  ha avuto il sopravvento sul potere esecutivo (il Parlamento) che ha ceduto parte della sua sovranità e, anche sotto la spinta di un’orda populistica manovrata ,ha abolito l’immunità parlamentare, concepita dai Costituenti non come privilegio rispetto ai cittadini, ma un contrappeso e bilanciamento dei poteri come garanzia e fondamento democratico. 

La democrazia è forte se il Parlamento è solido e consapevole della sua funzione. 

La continua delegittimazione dello Stato ( Parlamento e Governo), esercitata da schieramenti politici, apparati mediatici e magistrati attivisti politici, è una deriva imbelle che potrebbe provocare l’indebolimento dello Stato democratico. 

Il ricorso al referendum confermativo, per come previsto dalla Costituzione, è il suggello della sovranità popolare. 

La presa di posizione dei magistrati è assurda e inconcepibile, perché di fatto, è il sovvertimento del principio fondante della democrazia:l’equilibrio dei poteri. 

La scesa in campo dei magistrati (ANM-CSM) è un atto  al limite del rispetto costituzionale, prefigurando una violazione 

dell’articolo 101comma ll della Costituzione

(“I giudici sono soggetti soltanto alla legge”), ma la legge è prerogativa assoluta dell’organo legislativo:il Parlamento. 

Da molti anni , ad ogni tentativo di correggere storture è ipotizzare riforme del sistema giudiziario, la “casta”, con il suo sistema corporativo, si è sempre ribellata, anche con forme estreme non proprio legittime. 

Un comportamento scandaloso e una messinscena sconvolgente. 

Considerazioni maniche, demagogiche è falsamente interpretative. Una veemente campagna denigratoria, irrispettosa e

illogica contro il principale organo costituzionale dello Stato democratico Repubblicano: il Parlamento, unico diretta espressione della sovranità popolare. 

Argomentazioni paradossali, strumentali e false come le affermazioni sulla dipendenza del pm dall’Esecutivo(Governo). Un falso monumentale. La legge nulla ha modificato in riferimento  alla funzione e ai poteri del pm. Le  falsità di questa campagna sono gravi e indecenti. Si può più avere fiducia nella giustizia? La delegittimazione se la sono  procurati da soli. 

La verità è che la “casta” si considerava ormai come i Satrapi dell’antica Grecia, una oligarchia giudiziaria con potere assoluto, sopraffattorio su ogni cosa. La contestazione sull’istituzione dell’Alta Corte disciplinare evidenzia chiaramente l’intolleranza a qualsiasi controllo. In quanto all’autonomia è indipendenza, un’altra falsità. Nulla è stato variato anzi, per un eccesso di zelo, sussequioso verso lla casta, questo principio è stato ribadito in modo esplicito. 

Approfittare della buona fede dei cittadini, ignari dei contenuti della legge ,è inqualificabile come la contestazione per l’introduzione del sorteggio nella scelta dei  magistrati componenti dei due CSM. Questo metodo sana il vecchio sistema perverso che affidava la scelta alle varie correnti interne alla magistratura.Sappiamo bene quali torbide manovre e condizionamenti si mettevano in atto per essere controllati e controllori. Una presunzione d’intoccabilita’ è impunità. Eclatante sovversione e s confessione del principio fondamentale della Costituzione:”la legge è uguale per tutti “, 

imprescindibile garanzia di libertà. 

Senza pudore, qualche magistrato si è fatto sfuggire una affermazione:” con il sorteggio si può indicare gente che non è della nostra 

cerchia è non ci rappresenta “.È solo una delle tante affermazioni rivelatrice di una posizione conservatrice è integralista a difesa di interessi di casta e di convenienza propria, prefigurandosi come un corpo separato dello Stato, prescindendo dal popolo, dalla giustizia giusta e dai dettami costituzionali. Dai contestatori della legge abbiamo sentito, in questi giorni, qualcosa di incredibile, in delirio d’onnipotenza, di napoleonica memoria, qualche magistrato ha esternato considerazioni folli, offensive verso i cittadini onesti che convintamente voteranno SI a conferma della legge. 

Anche il Presidente Emerito della Corte Costituzionale, A. Barbera, si è espresso in modo inequivocabile contro questo tipo di propaganda oscena, definendola “al limite dell’eversione. 

Il voto  SI, a conferma della legge, è giusto è inoppugnabile. 

Enzo Pisano

Presidente Emerito Commissione regionale Antimafia.