L’I.C. “L. Chitti” vola a Roma: il trionfo della resilienza contro il caos burocratico

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L’Istituto Comprensivo si conferma un’eccellenza dello sport studentesco, ma quest’anno la
vittoria ha un sapore diverso: quello della sfida vinta contro l’impossibile. Dopo la fase
provinciale di Gioia Tauro e lo straordinario successo alla finale regionale di Cosenza del 23
aprile, la scuola ha ufficialmente staccato il pass per le Finali Nazionali allo Stadio Olimpico
di Roma.
Dietro i podi e il dominio assoluto nelle staffette si nasconde però una realtà paradossale.
Per tutto l’anno scolastico, infatti, circa 400 alunni e i loro docenti sono stati privati del
Palazzetto dello Sport, rimasto inagibile a causa di lungaggini burocratiche tra
l’amministrazione comunale e la Città Metropolitana.
“Un’istituzione scolastica non può essere lasciata sola a gestire le inadempienze della
politica. Lo sport non è un optional, ma un pilastro della formazione”, è il grido che
emerge da una comunità che ha visto la propria didattica stravolta da un caos logistico che
dura da mesi.
Nonostante l’assenza di una struttura idonea che ha reso impossibile la normale
programmazione degli allenamenti pomeridiani e della preparazione atletica, la “macchina
dell’eccellenza” del “Chitti” non si è fermata.
Con la guida sapiente del prof. Antonio Ferro, la sua dedizione e tenacia e il supporto dei
docenti Mezzatesta e Sergi, si è riusciti a sopperire alla mancanza di spazi, trasformando il
disagio in motivazione.
La Dirigente Scolastica, Dott.ssa Maria Antonella Timpano, ha continuato a difendere il
valore educativo dello sport, garantendo pieno sostegno a ragazzi e famiglie, che si sono
adoperate a sostenere gli allenamenti dei propri figli in impianti sportivi al di fuori del
comune. Nonostante l’isolamento istituzionale, il risultato è stato un traguardo che non è
solo sportivo, ma una vera e propria lezione di civiltà.
Dal 26 al 29 maggio, gli alunni del “Chitti” rappresenteranno la Calabria a Roma.
Porteranno in pista non solo la loro tecnica atletica, ma l’orgoglio di chi ha saputo vincere
anche quando gli è stato tolto lo spazio vitale per crescere.
Questo trionfo è il coronamento di un impegno collettivo che va oltre il nastro del
traguardo: è la dimostrazione che il talento e la passione, se uniti, sono più forti di
qualsiasi intoppo burocratico.