Il silenzio parlato dei Democratici Calabresi

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Sto percorrendo strade ed ascoltando piazze in questi ore, quelle della mia regione; sto intercettando l’urlo di rabbia, soprattutto dei giovani, ed i silenzi parlati di chi ha paura di esporsi, nel vedere le condizioni di inagibilità del diritto di esercitare democrazia.

Clima politicamente invivibile per chi vuole un congresso vero. Tu costruisci occasioni di confronto, utili al partito democratico, loro, ciò che tessi la mattina lo sfilano la notte, senza tutelare il destino della nostra terra; mi è bastato percorrere la Cosenza Paola per capire che nella foto della Calabria in queste condizioni io non ci sono e tanti democratici come me, la maggioranza, non ci sono.

Indicazioni ed imposizioni, una gara a chi gestisce più numeri da portare alla corte dei conquistadores di turno, oggi primarie, ieri elezioni, domani? Domani cosa sarà messo in gioco oltre alla dignità dei calabresi?

La mia solita buona educazione nel fare politica, senza mai attaccare nessuno, deve per un attimo farsi da parte, voglio attaccare non persone ma metodi e se i metodi si individuano nelle persone, beh, voglio battermi per difendere il popolo democratico calabrese che ha storia e tradizioni da difendere per evitare che le nostre periferie politiche continuino ad essere esposte come merce di scambio.

Credo sempre di più che la mia candidatura è una opportunità, forse all’inizio non pensata in questa funzione, ma oggi con convinzione sempre di più, giorno dopo giorno, chilometro dopo chilometro, unica arma a difesa della dignità politica dei calabresi per evitare che ci vendano anche questa dividendosela come merce di proprietà.

I democratici in Calabria hanno davanti tappe importanti, il congresso regionale, le elezioni europee, le elezioni regionali, e, mentre i territori aprono dibattiti per pretendere giusto protagonismo, già da queste primarie, utilizzando il potere delle nostre tessere, si stanno ritagliando e dividendo posizioni garantite dai conquistadores che promettono rispetto.

Ma tutte le cronache degli ultimi anni non insegnano nulla? Ma è la Giustizia ad orologeria o il modo di imporre di chi comanda realmente partiti, politica ed istituzioni a suo piacimento, esponendo compagni ed amici alla ingiuria da bar o da marciapiedi cittadini? La colpa dei democratici di base è quella di difendere dignitosamente la nostra stupenda idea politica, oggi derisa per colpa di pochi.

Fidando nella capacità di reagire con lo strumento del voto, là dove sarà consentito, dove i congressi cittadini si svolgeranno occorre avviare alla chiamata alle armi della Politica, per ora, gli iscritti, poi sarà la volta degli elettori del partito Democratico.

In silenzio scegliete, senza tener conto delle imposizioni dei capi del territorio vassalli, valvassori e valvassini dei reucci calabresi pronti a vendervi alle corti dei blasonati acquirenti.

Occorre dire basta alla visione proprietaria di questo partito in Calabria.

I risultati li vediamo anche sulle spalle di quegli amministratori che, in assenza di partito, quello sano e non quello precotto, vengono lasciati orfani del controllo democratico, nelle scelte e nelle azioni amministrative esponendoli alle azioni della Giustizia, che fino al terzo grado di giudizio è da tanti ritenuta giustizialista o ad orologeria, mai pensata come tutela per i cittadini oltre che gli indagati.

Si, chiamate la mia, presunzione, ritengo però giunto il momento di aprire un dibattito vero in Calabria sul ruolo non giocato dal partito.

Sto ascoltando tante donne ed uomini di buona volontà dichiarare che sono pronti ad attivarsi affinché il partito non venga ancora di più asfissiato.

La gente democratica delle periferie politiche è stanca di essere trascinata in un rovinoso vortice regionale, tanti giovani, tante donne, tanti uomini che ci mettono la faccia nelle trincee dei circoli, in mezzo agli iscritti ed ai simpatizzanti sono ormai sfiancati dalla difficoltà politica non prodotta da loro.

Le Piazze mi stanno consegnando rabbia e voglia di reagire in democrazia.

Buona Vita Democratica alla mia Calabria.

Maria Saladino

Candidata a Segretaria Nazionale PD.