IL PD NON É ABITUATO A TIRARE LA GIACCHETTA ALLA STAMPAIL DIRETTORE DI APPRODO RIVOLGA LO SGUARDO ALTROVE
Apr 03, 2026 - redazione
“Pubblichiamo la risposta del Partito Democratico di Cittanova. Ma, ancora una volta, assistiamo al solito copione: testa sotto la sabbia e nessuna assunzione di responsabilità. D’altronde, l’insofferenza verso il lavoro della nostra redazione è ormai sotto gli occhi di tutti.
Eppure i fatti parlano chiaro: abbiamo pubblicato i loro articoli, ne abbiamo ospitati molti, abbiamo realizzato numerose interviste. Abbiamo dato spazio, voce e piena libertà di espressione, consentendo loro di dire esattamente ciò che ritenevano opportuno.
Quello che evidentemente non vogliono comprendere è che noi non entriamo nelle dinamiche politico-amministrative di Cittanova. Non lo abbiamo fatto e non intendiamo farlo.
La nostra linea è chiara: garantire spazio a chi scrive, senza trasformare ogni intervento in una polemica o in una replica forzata. Anche quando non condividiamo contenuti, toni o impostazioni, scegliamo consapevolmente di non intervenire.
È una scelta precisa, che rivendichiamo. Si chiama libertà di informazione. Si chiama rispetto del pluralismo. È, in una parola, democrazia.
E su questo non arretriamo di un millimetro”.
La redazione di Approdo
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
IL PD NON É ABITUATO A TIRARE LA GIACCHETTA ALLA STAMPA
IL DIRETTORE DI APPRODO RIVOLGA LO SGUARDO ALTROVE
Registriamo con stupore e prendiamo atto,dispiaciuti, del tono e dei contenuti dell’intervento pubblicato della redazione da Approdo che, ancora una volta, sceglie la strada dell’attacco al Partito Democratico di Cittanova.
Respingiamo con fermezza il tentativo di trasformare una legittima opinione in un attacco alla libertà di stampa. Nessuno ha mai messo in discussione il diritto di Approdo di fare informazione, né tantomeno la sua storia o i suoi numeri. Ma proprio perché si tratta di una testata strutturata, riteniamo doveroso poter esprimere valutazioni sul modo in cui un’intervista viene proposta ai cittadini.
Il punto sollevato era, ed è, molto semplice: quando si realizza un’intervista a chi amministra, soprattutto in una fase politica delicata e con la situazione delpaese sotto gli occhi di tutta la comunità cittanovese, è lecito aspettarsi domande puntuali, incalzanti e capaci di approfondire i temi più rilevanti per la comunità. Farlo non significa “fare propaganda”, ma esercitare fino in fondo il ruolo critico che è proprio del giornalismo.
Trasformare questa osservazione in un attacco personale o in un tentativo di delegittimazione appare francamente fuori luogo e contribuisce solo a tentare di sviare dalla sostanza dei problemi che il paese sta vivendo.
Per quanto riguarda il Partito Democratico di Cittanova, non sfuggiamo certo al confronto sui risultati politici. Siamo ben consapevoli del giudizio espresso dagli elettori, senza bisogno di lezioni da parte di chi dovrebbe limitarsi a raccontare i fatti.
Ciò che non accettiamo è la comoda semplificazione: ridurre tutto a una “disfatta”, sulle cui cause e responsabilitàdovrebbero riflettere in molti, usandola come argomento per liquidare qualsiasi critica è un modo intellettualmente poco onesto di affrontare il dibattito pubblico.
Il confronto tra politica e informazione è sano quando resta sul merito. Diventa sterile quando si trasforma in uno scambio di accuse gratuite.
Noi continueremo a fare il nostro lavoro con serietà e responsabilità, così come ci auguriamo possa fare Approdo, nel rispetto reciproco dei ruoli.
D’altronde, l’imparzialità del direttore di Approdo nelle vicende politico-amministrative cittanovesiè nota a tutti.
Prendiamo atto che egli preferisce attaccare il PD, partito attualmente all’opposizione, piuttosto che rivolgere doverosamente domande vere a chiattualmente amministra il paese.
I cittadini meritano un dibattito più utile e meno pretestuosamente polemico.
Stia tranquillo il Direttore di Approdo, per quanto ci riguarda la sua giacchetta rimarrà intatta, se vorrà salvaguardarla dagli strappi rivolga lo sguardo in altre direzioni.




