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TAURIANOVA (RC), LUNEDì 29 APRILE 2024

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Troppo alluminio negli spaghetti: lo segnala Rasff Scatta il ritiro in Europa ma in Italia non si avvertono i consumatori

Troppo alluminio negli spaghetti: lo segnala Rasff Scatta il ritiro in Europa ma in Italia non si avvertono i consumatori
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Scatta di nuovo un’allerta alimentare per eccesso di alluminio in spaghetti provenienti
dall’Italia e distribuiti in Irlanda. C’è la possibilità che diversi lotti di
prodotto siano nelle dispense di ignari consumatori anche in Italia e vengano consumati
nei prossimi giorni. Il RASFF poche ore fa ha attivato un avviso di sicurezza (2017.1656)
per alto contenuto di alluminio negli spaghetti prodotti in Italia e commercializzati
in Irlanda. Trattandosi di un elemento ubiquitario, l’alluminio si trova nel suolo
e nelle acque di tutto il globo. Ciò significa che la maggior parte dei cibi lo
contiene “almeno”, facendolo entrare quotidianamente nell’organismo umano. Piccole
quantità di alluminio non causano alcun tipo di lesione ma, nel corso del tempo,
questo metallo potrebbe accumularsi nei tessuti. Ecco perché la sua presenza eccessiva
nella dieta va considerata potenzialmente nociva per la salute. L’alluminio è un
elemento fondamentale per certi additivi alimentari, contenuti soprattutto: nel lievito
chimico, nei formaggi fusi (sottilette, formaggino ecc) e nei sottaceti. La sicurezza
di questi ingredienti è tutt’ora oggetto di discussione. Nel settembre 2005, un
gruppo di ricerca conosciuto come “Department of the Planet Earth” ha presentato
una richiesta di esclusione degli additivi contenenti alluminio dalla lista dei GRAS
(Generally Recognized As Safe, ovvero generalmente riconosciuti come sicuri). A sostegno
della petizione, vennero riportati alcuni studi che tentavano di dimostrare una correlazione
tra l’alluminio e la malattia di Alzheimer. Tuttavia, questi approfondimenti non
si sono dimostrati statisticamente significativi. La segnalazione è pubblica solo
perchè il prodotto è esportato in Irlanda e in questi casi la norma europea prevede
l’obbligo di informare il Rasff. In Italia non c’è stata nessuna comunicazione,
nulla è stato detto ai consumatori che non hanno alcun modo per scoprire quale sia
il marchio e il lotto degli spaghetti sotto accusa. Per Giovanni D’Agata, presidente
dello “Sportello dei Diritti”, si ripete il solito schema poco responsabile
del Ministero della Salute italiano che ad oggi non ha indicato sul sistema di pubblicazione
on line del dicastero dedicato ai richiami di prodotti alimentari da parte degli
operatori, la marca del prodotto, nè vengono fornite foto ai consumatori, mentre
le catene di supermercati implicate nella vicenda non hanno diramato comunicati nei
propri siti. Tutto lascerebbe quindi supporre che il pericolo non sia grave, ma
diffondere la notizia è una questione di rispetto nei confronti dei cittadini. In
altri Paesi europei le notizie delle allerta vengono divulgate in rete da parte delle
stesse aziende o da parte delle autorità sanitarie che le raccolgono e le diffondono.
È un silenzio assordante che i responsabili del Ministero giustificano con argomenti
improbabili, visto che molti Paesi che aderiscono come l’Italia al Sistema rapido
di allerta (Rasff) ogni settimana diffondono i nomi, le marche e le foto dei prodotti
oggetto di richiamo e di allerta. Lo “Sportello dei Diritti”, per sopperire
a questa grave lacuna del ritardo di tali comunicazioni delle autorità sanitarie,
pubblica ogni settimana l’elenco dei prodotti ritirati o richiamati dal mercato
a causa di contaminazioni batteriche, presenza di corpi estranei, eccessiva presenza
di pesticidi, errori in etichetta, mancanza di avvertenze sulla presenza di allergeni,
errori nella data di scadenza, ecc…