Fresco di stampa “Uomo infinito. La lezione di Giovanni Papini” di Mauro Mazza
Lug 24, 2014 - redazione
Il libro si incentra sulla figura e sull’opera di Giovanni Papini, esponente di primo piano nella cultura interventista
Fresco di stampa “Uomo infinito. La lezione di Giovanni Papini” di Mauro Mazza
Il libro si incentra sulla figura e sull’opera di Giovanni Papini, esponente di primo piano nella cultura interventista
In occasione del Centenario dello scoppio della Prima Guerra Mondiale e del dibattito
intorno all’interventismo e neutralismo la Casa editrice
Pellegrini pubblica un saggio di Mauro Mazza, direttore di Rai Sport e già Direttore
Generale di Rai Uno, che porta sulla scena la presenza degli
intellettuali italiani che si confrontano proprio con la Grande Guerra. In modo specifico
il saggio di Mazza dal titolo: “Uomo finito. La lezione di
Papini”, si incentra sulla figura e sull’opera di Giovanni Papini, esponente
di primo piano nella cultura interventista.
Infatti, secondo Mauro Mazza, Giovanni Papini segnò un percorso preciso nella storia
della letteratura in quella del pensiero filosofico del
Novecento. Un percorso in cui la testimonianza diventa un rapporto costante tra la
vita e la letteratura, e la stessa letteratura, diventa il più
delle volte una dichiarazione esistenziale. La Prefazione al volume è di Pierfranco
Bruni.
L’attualità e l’inattualità sulle quali Mazza si sofferma, in una riflessione
a tutto tondo su un Novecento che comincia ad aprirsi ai nuovi
“valori” e al nuovo modello di uomo: da quello “finito” a quello della “rivelazione”,
costituiscono la chiave di lettura in una temperie
che ha vissuto l’intreccio tra moderno e tradizione anche nella contemporaneità.
Dalla rivista “La Voce” a “Lacerba” Mauro Mazza analizza
il percorso storico di Papini sino alla conversione, alla quale dedica pagine di
un grande splendore umano.
Inoltre nel saggio, tra le diverse incisioni riguardante il Novecento italiano, Mazza
dedica un capitolo anche a “Prezzolini,
l’anticonformista”. Un capitolo che si apre a chiavi di lettura significative.
In Papini d’altronde la consapevolezza della crisi è la
ritrovata memoria. Un libro, questo di Mauro Mazza, che permette, soprattutto nel
nostro tempo, di rileggere e anche ricontestualizzare uno scrittore
e un filosofo che supera il tempo della leggerezza e della fragilità, per vivere
e farsi vivere in quella metafisica dell’anima che è punto
centrale per riprendere il cammino verso una nuova speranza.
L’Autore
Mauro Mazza, giornalista, Roma 1955.
Ha lavorato per il Secolo d’Italia e per l’agenzia AdnKronos, prima di entrare in
Rai nel 1990.
Dopo tre anni al Gr1 è passato al Tg1. Nel 1998 diventa vicedirettore del principale
telegiornale Rai, rimanendovi fino al 2002, quando viene
nominato direttore del Tg2, testata che ha guidato per sette anni. Dal giugno 2009
al dicembre 2012 ha diretto Rai Uno. Dal giugno 2013 è direttore
di Rai Sport.
Ricordiamo alcuni suoi saggi:
“Giovanni Papini, l’inquietudine di un secolo” (Volpe 1981)
“TV – moglie, amante, compagna” (Rai-Eri 2004) con Biagio Agnes
“I ragazzi di via Milano. Cronache e ricordi di un secolo fa”( Fergen 2006)
“Vent’anni e una notte” (Castelvecchi 2013) con Adolfo Urso.
Nel 2012, con il suo romanzo “L’Albero del Mondo” (Fazi) ha vinto il premio
Acqui Storia.




