Francesco Sposato, “La mia verità: due anni da innocente in carcere e l’amore per Taurianova. Dedicato ai più giovani”

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Riceviamo e pubblichiamo

Sono Francesco Sposato, per gli amici Ciccio, ho deciso di scrivere queste parole
perché negli ultimi tempi ho sentito il bisogno di chiarire pubblicamente la mia
posizione e la mia storia. Non lo faccio per polemica, né per cercare visibilità. Lo
faccio per rispetto della verità e soprattutto per rispetto dei cittadini che hanno il
diritto di conoscere i fatti per come sono realmente accaduti. Negli anni ho visto
spesso sguardi abbassarsi o atteggiamenti diffidenti; ho scelto spesso il silenzio,
lasciando che fossero gli atti giudiziari e le sentenze a parlare per me; ma quando
si continua a tentare di gettare ombre su una persona, quando si insinua il dubbio
o si alimentano pregiudizi — perfino legati al cognome — allora diventa un dovere
morale raccontare la propria storia con chiarezza. Non auguro a nessuno di vivere
ciò che ho vissuto io: trascorrere quasi due anni in un carcere di massima sicurezza
da innocente è un’esperienza che segna profondamente un uomo, la sua famiglia e
la sua vita. È qualcosa che ti cambia per sempre, perché la libertà, quando ti viene
tolta ingiustamente, assume un valore che solo chi l’ha perduta può comprendere
davvero. Fino al 12 dicembre 2017 la mia fedina penale era completamente pulita:
nessun procedimento, nessuna condanna, neppure una semplice multa per divieto
di sosta. Ho sempre condotto la mia vita con onestà, lealtà e rispetto delle
regole;poi, improvvisamente, mi sono ritrovato travolto da accuse pesantissime, che
mi hanno portato a vivere dal 12 dicembre 2017 al 29 novembre 2019 in un’altra
dimensione. In quel periodo ho conosciuto il volto più duro dell’ingiustizia.
Qualcuno ha pensato di potermi giudicare sulla base di voci e di pettegolezzi, io
invece ho sempre creduto che un uomo si giudichi per la sua vita, per i suoi
comportamenti, per i valori che dimostra ogni giorno. La mia storia, però, ha una
particolarità che merita di essere raccontata con trasparenza. A differenza di altri
casi che hanno segnato la storia della nostra città, la mia vicenda non nasce da un
errore della giustizia. La Magistratura ha fatto il suo lavoro e alla fine la verità è
venuta fuori. La mia vicenda nasce invece da un preciso schema costruito da
avversari/amici politici che avevano un duplice obiettivo: togliermi dalla scena
pubblica perché ero diventato una voce scomoda e “ripulire” la loro immagine. La
storia si sviluppa in due momenti e risponde, come anticipato, a due precise
necessità: nel 2012, quando si pensò di bonificarsi ed al contempo scaricare la
responsabilità politica sulla mia persona e poi qualche anno dopo quando
qualcuno invio delle lettere minatorie al Sindaco ed a sé stesso per camuffare di
bontà la perfidia che aveva in grembo. Fece(ro) cadere la colpa su di me; in quel
momento svolgevo il mio ruolo in consiglio comunale con determinazione, con
rispetto delle istituzioni ma senza piegarmi a logiche di
compromesso.Evidentemente questo dava fastidio e mi calunniarono. Ciò che
rende questa vicenda ancora più amara è che il mittente è stata una persona che
prima del mio arresto consideravo un amico d’infanzia. Una ferita umana, prima
ancora che politica, che non potrà mai essere cancellata. In politica, purtroppo,
spesso si incontrano lupi travestiti da agnelli: persone che in pubblico parlano di
legalità, amicizia e bene comune, ma che dietro le quinte lavorano per distruggere
chi ritengono scomodo. Io questo l’ho imparato sulla mia pelle. Ho affrontato due
procedimenti penali gravissimi; in entrambi i casi la verità ha prevalso: sono stato
prosciolto con scarcerazione immediata e le sentenze sono diventate definitive già
al primo grado di giudizio, senza che la Procura ritenesse di presentare appello.
Racconto tutto questo non per chiedere pietà o compassione. Lo racconto per
rispetto della verità e per rispetto dei cittadini. Perché credo che chi fa politica
debba avere il coraggio di guardare negli occhi la propria comunità e raccontare la
propria storia senza paura. Se un giorno dovessi decidere di tornare a impegnarmi
direttamente nella competizione elettorale, lo farei solo per una ragione, che è la
causa di tutto ciò che mi è capitato: contribuire con onestà e dignità al futuro della
nostra città. Ai miei concittadini, voglio dire una cosa semplice: non fermatevi alle
voci, alle etichette o ai pregiudizi. Guardate le storie delle persone, la loro coerenza,
il loro comportamento. Io non ho nulla da nascondere. Ho affrontato il momento
più difficile della mia vita e ne sono uscito da uomo libero e da cittadino pulito e
continuerò a difendere il mio nome, la mia dignità e la mia storia in ogni sede,
perché la verità — anche quando viene calpestata — trova sempre la forza di
tornare a galla. Viva Taurianova