Fondazione “Corrado Alvaro!: L’80esima edizione del Premio Strega celebra “Quasi una vita”
Mar 21, 2026 - redazione
In occasione dell’80ª edizione del Premio Strega (2026), il claim scelto – “Quasi una vita” – rende omaggio all’omonimo libro di Corrado Alvaro, vincitore dell’edizione 1951. Una citazione che attraversa il tempo e celebra non solo la storia del premio, ma anche la sua costante presenza nella cultura italiana, evocando al contempo una delle parole più ricorrenti nei titoli delle opere vincitrici.
Il claim assume un valore simbolico ancora più significativo in questo anniversario: rievoca infatti la storica edizione del 1951, anno in cui venne introdotto il primo regolamento formale del Premio Strega, e intende celebrare la letteratura quale strumento privilegiato per raccontare le esistenze, le esperienze e le trasformazioni della società.
Per questa edizione speciale, la serata finale si terrà l’8 luglio 2026 in Piazza del Campidoglio a Roma, segnando un importante cambiamento: la proclamazione del vincitore si sposterà dal tradizionale Ninfeo di Villa Giulia a uno dei luoghi più simbolici della cultura capitolina.
Le celebrazioni per l’ottantesimo anniversario includeranno inoltre una mostra dedicata agli 80 anni del premio, curata da Maria Luisa Frisa e Mario Lupano, che sarà inaugurata il 29 aprile presso il Museo MACRO di Roma.
Tra i titoli proposti per questa edizione figurano opere di grande rilievo nel panorama letterario contemporaneo, tra cui “I convitati di pietra” di Michele Mari, “Donnaregina” di Teresa Ciabatti e “L’amica tedesca” di Edith Bruck. Di particolare orgoglio è la presenza, tra le 79 opere selezionate, di due autori reggini: “Col buio me la vedo io” di Anna Mallamo e “Calùra” di Saverio Gangemi.
La presenza di ben due autori reggini nell’anno in cui il Premio Strega adotta come slogan il titolo di un’opera di Corrado Alvaro rappresenta per noi un segnale di grande auspicio e un motivo di profonda soddisfazione.
L’edizione del 1951, vinta da Corrado Alvaro con “Quasi una vita” (Bompiani), è ricordata come la “grande cinquina” per l’altissimo livello dei finalisti: accanto ad Alvaro figuravano infatti Alberto Moravia con “I racconti”, Carlo Levi con “L’orologio”, Domenico Rea con “Gesù, fate luce” e Mario Soldati con “A cena col commendator”. Un’edizione che contribuì in modo decisivo a consolidare il prestigio del premio, confermando la centralità della letteratura italiana nel secondo dopoguerra.
A ottant’anni di distanza, il Premio Strega continua a rappresentare un punto di riferimento imprescindibile per la cultura del nostro Paese, rinnovando il dialogo tra tradizione e contemporaneità nel segno della letteratura.
La Fondazione Corrado Alvaro desidera infine rivolgere al Premio Strega i più sentiti auguri per questo importante traguardo, con l’auspicio che continui a promuovere e valorizzare la letteratura italiana, mantenendo vivo il legame tra memoria storica e nuove voci narrative.
Franco Arcidiaco
Presidente Fondazione Corrado Alvaro




