L’appello dello zio dell’uomo: “Costituisciti”
Mary uccisa dal marito davanti al figlio di due anni
L’appello dello zio dell’uomo: “Costituisciti”
MONASTERACE (RC) – Il figlio più piccolo – due anni – di Giuseppe Pilato e Mary Cirillo era presente in casa nel momento in cui, nel pomeriggio di lunedì 18 agosto, l’uomo ha ucciso la moglie con un colpo di pistola al culmine di una discussione tra i due. E’ la ricostruzione fatta dai carabinieri del Gruppo di Locri e della Compagnia di Roccella Ionica. L’uomo, infatti, si è presentato a casa dei genitori, dove c’erano gli altri figli, portando il piccolo e spiegando alla madre che la moglie non era in casa e che, quindi, aveva deciso di portare il bambino da loro.
E’ stata proprio questa circostanza a fare scattare l’allarme. I familiari infatti, allarmati, hanno iniziato a telefonare alla donna, a casa e sul cellulare, senza ricevere risposta. Da qui una prima chiamata ai carabinieri per denunciare la scomparsa di Mary Cirillo. Un’ora dopo la prima telefonata, mentre i militari erano già in cerca della donna, un’altra chiamata è giunta al 112 per segnalare una lite in famiglia nell’appartamento della coppia.
Ma quando i carabinieri sono giunti sul posto si sono resi conto che le urla sentite da una vicina non erano di marito e moglie, ma della figlia di dieci anni della coppia che, tornando a casa, aveva trovato il corpo della madre riverso in una pozza di sangue. E’ stato allora che sono scattate le ricerche di Pilato, che nel frattempo aveva fatto perdere le proprie tracce. Secondo la ricostruzione fatta dai carabinieri, tra moglie e marito i rapporti erano tesi già da tempo e in paese c’è chi parla di una separazione imminente.
Nel pomeriggio di ieri Pilato è andato a casa della moglie e la discussione è ripresa. Al culmine della lite l’uomo ha estratto una pistola ed ha sparato, colpendo la donna alla fronte e uccidendola sul colpo. Quindi ha portato il figlio di due anni dai genitori e se n’è andato portando con sé, ritengono gli investigatori, anche la pistola usata per il delitto che, infatti, non è stata ancora trovata. Secondo quanto accertato dagli investigatori, Pilato non avrebbe una situazione economica florida. Pare, anzi, che avesse
dei problemi.
Intanto, mentre si chiariscono i contorni in cui è maturato il delitto, proseguono senza sosta le ricerche di Pilato. Le ricerche sono condotte con l’ausilio di unità cinofile, di un elicottero e dei carabinieri dello squadrone Cacciatori e sono concentrate nella zona compresa tra Monasterace e Guardavalle Marina, nel catanzarese, dove è stata trovata l’auto dell’uomo.
Una decisione motivata dal fatto che una delle ipotesi degli investigatori è che l’uomo possa decidere di suicidarsi. La ricerca, comunque, è stata estesa a tutto il territorio nazionale, anche in considerazione del fatto che la vettura dell’uomo, con dentro le chiavi, bancomat e carte di credito, è stata trovata vicino ad una stazione ferroviaria.
Questa circostanza, secondo gli investigatori, potrebbe avere anche un’altra duplice chiave di lettura: un tentativo di depistaggio per far credere di essere partito mentre invece potrebbe avere trovato rifugio da qualche conoscente, o, più semplicemente, il gesto di un uomo disperato che ha abbandonato l’auto dove gli è capitato per poi allontanarsi a piedi nelle campagne circostanti.
Mentre i carabinieri stanno cercando Pilato arriva dallo zio dell’uomo l’appello, tramite le telecamere del Tg della Rai a presentarsi alle forze dell’ordine: «Ancora non sappiamo niente. Invitarlo a costituirsi? Certo, è meglio per tutti». Dall’esame del profilo facebook dell’uomo, poi, emergono una serie di post che lasciano riflettere come quello dell’8 marzo del 2013 in cui Pilato scrive: «Arriveranno giorni migliori anche per me». E pochi giorni dopo, in successione: «Nessuno nasce cattivo… La vita ti porta ad esserlo!» e «Il tradito può essere ingenuo… Ma il traditore rimarrà sempre un infame!!!»
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