Marziale rompe gli indugi: “Basta leggi nei cassetti, l’età del consenso sessuale 16 anni o abbiamo scherzato?”
Giu 15, 2026 - redazione
Accelerare l’iter parlamentare della Proposta di Legge n. 1616 per innalzare l’età del consenso sessuale in Italia dagli attuali 14 a 16 anni. È questo l’obiettivo condiviso che unisce istituzioni locali e parlamentari nella battaglia per la tutela dei minori e il contrasto alla pedofilia.
Il progetto di legge, a prima firma dell’onorevole Alfredo Antoniozzi (FdI), nasce da una forte sinergia territoriale avviata dal sociologo Antonio Marziale, già Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Calabria. La proposta ha preso il via dopo il voto unanime di una mozione specifica nel Consiglio regionale calabrese, per poi essere incardinata alla Camera dei Deputati con il sostegno dei parlamentari Cannizzaro (oggi sindaco di Reggio Calabria), Furgiuele (nel frattempo transitato nel gruppo di Vannacci), Loperfido(FdI) e Zurzolo (FdI).
La proposta ha ricevuto una forte legittimazione istituzionale durante la XXX Conferenza nazionale per la garanzia dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, svoltasi il 17 luglio 2024. In quella seduta specifica, presieduta dall’ex Autorità garante nazionale Carla Garlatti e convocata su richiesta esplicita dello stesso Marziale, l’innalzamento dell’età del consenso è stato messo al centro dell’agenda dei garanti italiani. Dal confronto è emersa la necessità stringente di coordinare questa riforma del Codice Penale con una parallela promozione dell’educazione all’affettività e dell’uso consapevole della Rete nelle scuole.
La riforma prevede la modifica strutturale degli articoli 609-ter, 609-quater e 609-quinquies del Codice Penale. L’intervento normativo intende spostare a 16 anni il limite anagrafico generale sotto il quale ogni atto sessuale con un minore costituisce reato, indipendentemente dal consenso espresso.
“L’Italia deve allinearsi agli standard dei principali Paesi europei – spiega Marziale – e innalzare la soglia a 16 anni non significa limitare la libertà dei giovani, ma fornire ai magistrati e alle forze dell’ordine uno strumento giuridico solido per proteggere la fragilità psicologica e affettiva degli adolescenti, troppo spesso vittime di adescamenti e sfruttamento da parte di soggetti adulti”.
“Quando si assumono impegni che riguardano i minori, le leggi si devono fare subito e non si possono lasciare a marcire nei cassetti”: dichiara con forza il presidente dell’Osservatorio.
“La tutela dell’infanzia e dell’adolescenza non può essere subordinata a calcoli politici o a rallentamenti burocratici. Pertanto – conclude il sociologo – chiediamo una risposta immediata e un sussulto di responsabilità da parte della Commissione Giustizia, perchè ogni giorno di ritardo è un giorno in più in cui i nostri ragazzi restano privi di una difesa legale fondamentale”.




