L’intervista. Il sindaco di Taurianova Roy Biasi “senza filtri” dal 1997 ad oggi, “Io ho la consapevolezza di poter vincere perché ho lavorato bene, ma il giudice supremo saranno gli elettori”

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Abbiamo incontrato al Comune il sindaco di Taurianova Roy Biasi per capire meglio come si sta preparando all’imminente campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio Comunale del 24 e 25 maggio. A circa un mese e mezzo dal voto, ma soprattutto a due settimane dall’inizio ufficiale della campagna elettorale. Biasi si ripresenta davanti ai cittadini di Taurianova per chiedere la conferma dopo la vittoria del 2020 con una lista che nei fatti è composta per la maggior parte degli uscenti con l’aggiunta di nuovi innesti con la presenza di Forza Italia (partito di Biasi) e Fratelli d’Italia, insieme a quello che era il partito del 2020, ovvero la Lega quando Biasi fu eletto sindaco all’ombra di Alberto da Giussano.

Allora Biasi, è la sua sesta campagna elettorale, dal 1997 ad oggi sono trascorsi 29 anni, il suo bilancio è di quattro vittorie su cinque. Chi è oggi Roy Biasi, rispetto al 1997?

Ero un ragazzo ed è chiaro che affrontavo una campagna elettorale, me la ricordo come se fosse ora, oltre alla grande emozione, anche con la consapevolezza comunque di non essere assolutamente favorito, di non essere conosciuto e quindi mi facevo conoscere per la prima volta. Però, nonostante tutto, avevo grande fiducia che potessi, diciamo, in qualche modo vincere quelle elezioni. Soprattutto dopo il primo comizio che ricordo ancora, oggi come se lo stessi vivendo adesso, è stata veramente una grande emozione presentarmi a Taurianova da giovane avvocato. Allora ero vicepretore e mi sono dovuto dimettere per potermi candidare. Oggi lo faccio con una consapevolezza, diciamo, differente, con un bagaglio di esperienza acquisito in questi anni, sono trenta praticamente, attraverso un vissuto amministrativo ma anche politico. Nel senso che ho avuto la possibilità di poter fare l’amministratore non solo al comune ma anche alla provincia facendo il consigliere provinciale, facendo anche l’assessore e comunque vivendo anche una vita professionale, come dire, compressa all’interno di questa attività politica che toglie tanto tempo.

Si sente più vecchio o più saggio?

Più saggio.

Cosa cambieresti o cosa non avresti voluto fare, ma che invece hai fatto? Anche in merito a qualcosa riguardante fatti, circostanze e soprattutto persone nella tua lunga avventura politico-amministrativa?

Non rinnego nulla perché alla fine la vita è fatta di scelte e le scelte alcune volte possono essere giuste e possono essere errate. È difficilissimo che uno faccia sempre scelte giuste e quindi di conseguenza non rinego nulla di quello che ho fatto perché l’ho fatto sempre nella convinzione di fare bene, quindi mai in malafede, ma sempre con la finalità di raggiungere l’obiettivo importante che mi ero prefissato. Anche nella vita politica, più tecnicamente politica, nel senso anche nella gestione dei partiti perché io sono stato segretario provinciale anche di Forza Italia, del Pdl, sono stato vice coordinatore della Lega e quindi sono state esperienze che comunque mi hanno maturato. Credo che oggi ho accumulato un bagaglio di esperienze importanti che posso mettere a disposizione della mia comunità ed è credo, sia un vantaggio poter usufruire di queste esperienze perché i momenti difficili come quello attuale che stanno vivendo gli Enti Locali, se non hai l’esperienza giusta, le relazioni giuste che sono tutte cose che acquisti piano piano negli anni, non sono cose che tu decidi oggi di fare il sindaco e dici ora mi faccio le relazioni, ma non è così. Io ho vissuto campagne elettorale ad esempio con Fitto che abbiamo fatto un percorso politico anche insieme e ora si ritrova ad essere un personaggio importante.

La tua prima parte dell’avventura amministrativa l’ha terminata nel 2006, da quell’anno in poi si sono succeduti tre sindaci e tre commissariamenti prefettizi, tutti quanti ti hanno accusato che sei stato l’artefice del dissesto finanziario. È stato lei il responsabile del dissesto finanziario a Taurianova?

Questa credo che sia una delle più grandi favole, per il semplice motivo che è uno che finisce nel 2006, tra altre cose subentrando ad un’amministrazione che era in predissesto, quella del compianto senatore Argiroffi.

Però mi scusi, il compianto senatore Argiroffi ti lasciato diversi miliardi delle vecchie lire?

Quando noi siamo entrati al Comune era in predissesto finanziario, un Comune completamente disastrato, sia dal punto di vista dell’organizzazione amministrativa, dell’assetto burocratico del Comune, sia dal punto di vista della città. Una città completamente distrutta, strade dissestate, strade inesistenti nelle frazioni San Martino e Amato. Acqua, non ne parliamo, mi ricordo la prima estate che io fui sindaco, spazzatura a tonnellate, io abitavo di fronte al passaggio a livello (Rione Zaccheria), e lì davanti c’era un cumulo di spazzature con i topi che passeggiavano su quel muretto di separazione con il famoso campetto. Era una situazione di enorme disastro, anche dal punto di vista finanziario. La fortuna in quel caso quale fu? Che per il primo anno, barcamenandoci in questa difficoltà, abbiamo avuto l’intuizione di portare un consulente perché non avendo io la competenza dal punto di vista finanziario per poter capire come era messo l’ente, abbiamo tirato fuori, dopo un lavoro fatto di mesi e mesi, dei residui attivi che ci hanno consentito poi di poter fare anche un bel po’ di opere pubbliche e lì ho rifatto tutte le piazze insieme alla mia Amministrazione, così come ho rifatto un sacco di strade, ho rifatto tutte le piazze come Piazza Italia, Piazza Garibaldi, Piazza Macri, come anche nella frazione di San Martino, comprese fognature, tutte le pubbliche illuminazioni, le strade anche a “Pegara” e “Sacchinella”, una serie di strade che non c’erano. Abbiamo veramente rivoluzionato e fatto tutto quello che c’era da fare. Abbiamo recuperato dal bilancio questi soldi perché non sono stati finanziamenti e alla fine abbiamo cercato di dare a Taurianova quello splendore che si era perso per strada per via di quegli avvenimenti che avevano caratterizzato negativamente la nostra storia, affossandola. Io ho finito nel 2006, anzi gennaio per la precisione 2007, poi il dissesto è stato dichiarato nel 2017.

Ma negli anni successivi, quindi anche con la gestione dell’ex due volte sindaco Domenico Romeo, il problema si è posto sul dissesto in quanto fece delle “ricognizioni finanziarie” tramite un tecnico esterno e sancì che quel “buco” esisteva per davvero, anche il prefetto Latella certificò una sua, diciamo, “gestione ballerina” del bilancio comunale. Quindi?

Ma queste sono tutte ricostruzioni di parte, anche perché poi, ripeto, se così fosse stato anche i vari commissari che si sono succeduti avrebbero, e loro non è che hanno problemi di carattere politico, di fare o non fare, avrebbero potuto farlo. Il problema è che è cambiato il modo di gestire. Mentre una volta, diciamo, si gestiva in maniera differente, poi sono cambiate le regole. E le regole hanno poi determinato il venir meno di un certo tipo di amministrare, come si faceva ai tempi precedenti. Faccio un esempio. Tu prendevi un mutuo alla Cassa deposita e prestiti. La Cassa deposita e prestiti ti erogava il mutuo tutto, inizialmente, senza neanche che tu iniziassi l’opera, solo col progetto. Poi queste opere non si sa se venivano finite, tant’è che i comuni in dissesto, in Calabria, ma anche nelle altre regioni, sono la stragrande maggioranza, sono andati tutti in dissesto per il semplice motivo che è cambiata questa gestione, che ti dava la possibilità di introitare il mutuo, di utilizzare i soldi, non fare l’opera, e utilizzavi, diciamo, quei soldi, non pagavi il fornitore. Mentre che cosa è successo? Quando poi è cominciata la modifica, da questo punto di vista, i soldi delle gestioni, per quanto riguarda i mutui, tu non li potevi toccare se non nel momento in cui pagavi lo stato d’avanzamento. Cioè, ti davano il mutuo, non tutto, l’anticipo, paghi lo stato d’avanzamento, mandi le fatture alla Cassa deposita e prestiti, secondo stato d’avanzamento, è finita la pacchia.

A proposito di mutui, in merito al tanto discusso prestito dalla Banca Opi di tre milioni di euro, riportato anche in alcune delibere della Corte dei Conti, cos’ha da dire Biasi? Qual è la verità?

La verità è che c’era una banca, come in quel periodo ce n’erano in tantissimi posti, in tantissimi comuni. Tu sai, ci sono i momenti che c’è uno strumento finanziario particolare e c’è sta moda che tutti i comuni si ragionano a quello strumento. C’erano i vari, come dire, emissari della Banco Opi, che sono passati al comune. Dice, noi abbiamo delle condizioni favorevoli, addirittura più favorevoli rispetto al Cassa Depositi e Prestiti e abbiamo la possibilità di poter fare un elenco di opere che potete fare e ve le finanziamo.

Veniamo ad oggi, allo stato attuale i suoi due competitors sono Domenico Romeo e Annamaria Cordopatri. Ha paura di essere sconfitto o questa sfidala ritiene stimolante?

Io ho la consapevolezza di aver governato, almeno per quanto mi riguarda in questi cinque anni, di aver fatto veramente il massimo possibile, quindi ho la coscienza a posto e la tranquillità di non potermi rimproverare dal punto di vista dell’averci provato in tutti i modi per realizzare le cose che volevo realizzare secondo quello che era il nostro programma elettorale. Quindi ho fatto il massimo. Teniamo conto che noi abbiamo iniziato col Covid praticamente, siamo stati due anni chiusi. Poi abbiamo avuto per altri due anni ancora la continuazione del dissesto e quindi praticamente da un anno e mezzo, due anni, noi agiamo come un’amministrazione normale, con la possibilità di riassumere gente. Abbiamo assunto personale con il parere della COSFEL. Il discorso della stabilizzazione l’abbiamo fatto interamente noi.  

E le opere non terminate come il palazzetto dello sport e il cine-teatro, oltre alle strade davvero dissestate, diciamo vergognosamente dissestate?

Il Palazzetto è un’opera che l’amministrazione provinciale, all’epoca quando io ero consigliere provinciale, iniziò a fare e sotto la mia egida questo Palazzetto ha conosciuto lo stato in cui è stato coperto ed è stato completato, poi c’è stato un problema con una ditta, ditta che è stata inquisita, oltre a dei lavori non conformi, diciamo, al progetto e quindi…

Sì ok Biasi, abbiamo capito, ma oggi?

Il Palazzetto dello Sport manca solo del pavimento che è stato già acquistato e dovrebbe essere montato in tempi brevi. Mentre con il Cinemateatro abbiamo un’altra vicissitudine perché lo abbiamo ereditato, non erano iniziati i lavori, noi li abbiamo fatti partire, abbiamo fatto la progettazione, abbiamo fatto tutto. Dopodiché, purtroppo, abbiamo avuto dei problemi con la ditta, alla quale io ho dato disposizione di revocare il mandato, di fare la risoluzione contrattuale, la recessione contrattuale perché non lavoravano.

Purtroppo gli amministratori si trovano di fronte anche a queste difficoltà, a delle ditte che in alcuni casi non onorano per varie vicissitudini, per difficoltà o perché c’è stato il Covid e quindi non c’erano gli operai e quindi i lavori sono stati fermi. Ecco, dobbiamo considerare tutta questa serie di cose. E diverse difficoltà hanno portato la ditta ad allungare di molti i lavori. L’allungamento dei lavori che cosa determina? Determina un aumento dei prezzi come i materiali edili che sono schizzati alle stelle. Quindi la difficoltà di tutti i lavori pubblici che erano in corso di vedere l’opera che ad un prezzo si poteva completare. Quindi che cosa succede? Che la ditta che doveva acquistare il proiettore e costava 10 euro e aveva fatto un ribasso del 30% e ne costava 7 euro ora lo va ad acquistare e costa 50 euro e quindi è a difficoltà. Nonostante tutto abbiamo risolto il rescisso poi la ditta è tornata indietro sui suoi passi e ora sta lavorando velocemente per la consegna credo nel giro di uno o due mesi.

Per quanto riguarda le strade purtroppo da quando è finita la provincia ed è subentrata la città metropolitana non c’è stata più una gestione delle strade.

Biasi, sinceramente, lei si sente già vincitore e quindi confermato come sindaco?

Io ho la consapevolezza di poter vincere perché ripeto, credo di aver lavorato bene e se uno lavora bene si deve rimettere al giudizio degli elettori che è il giudizio più imparziale possibile nel senso che al di là di quello che può dire l’opposizione, al di là di quello che possono scrivere sui social, coloro i quali si nascondono dietro finti profili, e al di là di coloro i quali insinuano pur non avendo un finto profilo però dicendo delle cose che non stanno né in cielo né in terra purtroppo alla fine io dico che la valutazione sta al giudice supremo che è la gente. Io confido di poter vincere per il semplice motivo che ritengo di aver lavorato bene.

Perché un cittadino dovrebbe sentirsi orgoglioso di vivere a Taurianova?

Perché Taurianova è diventata una cittadina che ormai è fiore all’occhiello dell’intera Calabria, un punto di riferimento ormai culturale acclarato non solo regionale ma anche nazionale è cresciuta moltissimo sotto il profilo diciamo anche della narrazione è cresciuta molto anche nei suoi giovani e nelle seconde generazioni diciamo degli imprenditori che stanno facendo cose importanti. Abbiamo prodotti di eccellenza che viaggiano in tutto il mondo, è una città molto evoluta e non lo dico io ma lo dicono tante persone al di fuori di Taurianova che venendo. Io credo che Taurianova abbia fatto un grosso passo in avanti con la “Capitale italiana del libro”, in quanto è stata utilissima per noi perché ci ha consentito di chiudere il discorso della biblioteca di consegnarla ai cittadini che è un’opera che rimane fra le più importanti di quelle che abbiamo perché è un punto di riferimento culturale, soprattutto dai ragazzi che vanno a studiare che ci fanno le manifestazioni che comunque ci sono una serie di attività che non sono solo la lettura sono tutte collaterali sempre ad attività culturali che comunque hanno elevato il tono di Taurianova.

Lei parla sempre di cultura, però c’è un problema che non si affronta spesso nelle campagne elettorali ed è la questione degli anziani, come se fossero degli invisibili, come mai, non dovrebbe far parte anche questo tema della cultura?

Noi siamo capofila di un ambito, “L’ambito 3 socio-assistenziale”, sostanzialmente nel nostro ambito ci sono 10 comuni e noi con questo ambito abbiamo costruito delle cose importanti per quanto riguarda anche per i nostri anziani, come l’assistenza domiciliare oppure ad esempio la possibilità per gli anziani di poter delegare anche per l’acquisto di beni di prima necessità che è un’assistenza non solo di carattere sociale ma anche addirittura di carattere socio-sanitario. Abbiamo costruito dei progetti importanti che stanno dando già i suoi frutti anche questi progetti sono discreti nel senso che non sono progetti di clamore sono progetti che nel loro piccolo nella loro interiorità nella loro discrezione nella loro sfera intima aiutano molte persone rispetto a prima in maniera molto fattiva in maniera molto professionale infatti con il nostro ambito lavorano diverse cooperative del settore ci sono diversi ragazzi impegnati e siamo diventati modello anche per quanto riguarda l’accoglienza per il semplice motivo che oltre ad essere fiore all’occhiello della Regione Calabria per quanto riguarda il nostro ambito che è stato uno dei tre scelti per la sperimentazione dell’azienda speciale siamo diventati modello anche per quanto riguarda l’accoglienza dei ragazzi migranti tant’è che siamo entrati ora a pieno titolo nel “Decreto Caivano”, insieme a Rosarno e San Ferdinando che erano i precedenti destinatari e hanno voluto includere anche a Taurianova per le esperienze acquisite in questo campo e che viene riconosciuto a livello regionale e a livello nazionale quindi abbiamo fatto dei passi da gigante ecco perché noi dobbiamo andare orgogliosi di Taurianova perché di Taurianova oggi si parla e non si fa riferimento a quello a cui si faceva riferimento prima, ovvero a fatti spiacevoli. Oggi si parla di Taurianova perché è la capitale del torrone perché è la capitale del gelato oppure perché è la capitale del kiwi, oppure perché è la capitale della cultura e non solo, ma anche la terra dei Madonnari, così come dell’Infiorata, entrambi sono delle manifestazioni che danno lustro a tutta la Calabria quindi a Taurianova che viene ben vista soprattutto all’esterno. Io giro molto e spesso noi che viviamo all’interno di Taurianova non ci rendiamo conto della bellezza che ha acquisito la nostra città cosa che invece ci viene riconosciuta moltissimo da chi vive all’esterno e ci guarda dall’esterno.