Province, Orlandino Greco rilancia attraverso una mozione: “Restituire ai cittadini il diritto di scegliere”
Mar 03, 2026 - redazione
Orlandino Greco – consigliere regionale e presidente della I commissione – lo aveva detto in uno degli ultimi suoi interventi: è necessario e di fondamentale importanza ristabilire le Province nella loro funzione storica, ripristinando l’elezione diretta di tutti i loro rappresentanti. Perché così come sono oggi, private del voto popolare, rappresentano un vulnus alla democrazia e alla partecipazione delle comunità.
La mozione presentata dal Presidente della Prima Commissione regionale nasce da una premessa chiara e giuridicamente fondata: le Province non sono enti marginali o residuali, ma componenti costitutive della Repubblica ai sensi dell’articolo 114 della Costituzione. Comuni, Province, Città metropolitane, Regioni e Stato sono pilastri dell’ordinamento. Non un dettaglio, ma un principio che richiama autonomia, rappresentatività e responsabilità democratica, in coerenza con gli articoli 1 e 5 della Carta.
Eppure, dopo la legge 7 aprile 2014, n. 56 – la cosiddetta “Legge Delrio” – le Province sono diventate enti di secondo livello, con presidenti e consigli eletti non più dai cittadini ma dagli amministratori locali. Una riforma nata come transitoria, legata a un progetto di revisione costituzionale poi bocciato dal referendum popolare. La Costituzione è rimasta invariata, ma l’assetto ordinamentale ha continuato a comprimere la legittimazione democratica di un ente che esercita funzioni decisive.
Viabilità provinciale, edilizia scolastica, pianificazione territoriale, tutela dell’ambiente, coordinamento dello sviluppo locale: le Province operano su materie strategiche di area vasta, svolgendo un ruolo di raccordo tra Comuni e Regione in attuazione del principio di sussidiarietà sancito dall’articolo 118. “Non possiamo accettare – sottolinea Greco – che un ente previsto dalla Costituzione continui a esercitare funzioni fondamentali senza la piena investitura popolare. È una frattura evidente tra quadro costituzionale e disciplina ordinamentale”.
Secondo il consigliere regionale, l’esperienza applicativa della riforma ha prodotto criticità strutturali: ridotta capacità di programmazione, carenza di risorse finanziarie e di personale, sovrapposizione di incarichi tra amministratori comunali e provinciali, con effetti negativi sull’efficacia dell’azione amministrativa e sulla chiarezza delle responsabilità politiche. “Quando si affievolisce il mandato democratico – afferma – si indebolisce anche l’autorevolezza istituzionale”.
Da qui l’impegno chiesto alla Giunta regionale: farsi promotrice, nei confronti del Governo e del Parlamento, di un’iniziativa normativa finalizzata al ripristino dell’elezione diretta dei Presidenti e dei Consigli provinciali, accompagnata da una revisione complessiva dell’assetto delle Province coerente con i principi costituzionali di autonomia, rappresentanza e sussidiarietà.
Non si tratta, nella visione di Greco, di un ritorno nostalgico al passato, ma di una scelta di coerenza istituzionale e di rafforzamento della democrazia locale. “Restituire ai cittadini il diritto di scegliere – conclude – significa restituire dignità politica a un livello di governo che incide quotidianamente sulla qualità della vita delle comunità”.
Una posizione netta, che riporta al centro del dibattito il tema della rappresentanza e apre una nuova stagione di confronto sul futuro delle autonomie territoriali.




