A occhi aperti: quando la storia si è fermata in una foto

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Alla Reggia di Venaria fino all’8 febbraio 2015 la mostra fotografica tratta dal libro di Mario Calabresi

di MIRCO SPADARO

A occhi aperti: quando la storia si è fermata in una foto

Alla Reggia di Venaria fino all’8 febbraio 2015 la mostra fotografica tratta dal libro di Mario Calabresi

 

di Mirco Spadaro

 

 

<<Ci sono due modi dicomunicare: c’è un tipo di fotografia che si rivela completamente, è un’immagineche parla, dicecoseforti e chiare, è molto leggibile, ma è un’indaginefinita, è la versione dei fatti delfotografo. L’altra, quella che mi interessa di più, è una fotografia non finita, dove chi guarda ha la possibilità di cominciare un propriodialogo. È un invito: io ti porto in una direzione, ma il resto delviaggiolo fai tu.>>

Mario Calabresi
Ed è di fotografia la mostra instaurata alla Reggia di Venaria dal 26 luglio 2014 all’8 febbraio 2015
Tratta dal libro di Mario Calabresi, “a occhi aperti”, la mostra, composta da oltre cento fotografie dei più grandi artisti del mondo,ci porta con sé nella storia dentro la storia: il racconto composto di vive immagini di chi era lì. Di chi, attraverso un mezzo, ha trovato uno scopo: raccontare una storia. Ed è proprio in quel viaggio che i corridori illuminati della Reggia ci conducono, attraversando un’epoca di conflitti. Dalla “nostra” Milano persa nel suo decadente fascino industriale fino ai confini del mondo. Da questi confini, fino agli occhi dell’innocenza, in Afghanistan.
Ed è proprio da questi occhi che la nostra mostra comincia, partendo da Steve McCurry, attraversando l’America con Paul Fusco e concludendo con Josef Kundelka. Li abbiamo citati tutti? No, ma molti non sono nominati spesso come dovrebbero. Li lasciamo andare, perché mai studiati. Perché mal ricordati. Eppure, spesso, dovremmo ricordarci che, alla fine, la Storia nasce dal piccolo: dal sogno di un artista di cambiare il mondo. Da un viaggio. Da un sorriso, oppure, più semplicemente, da una fotografia. Dallo “scatto giusto al momento giusto”. Dalla scintilla di luce nella tempesta di sabbia. Da quella ricerca infinita di quel qualcosa senza nome. Da quello scatto nel silenzio del treno del tempo: ecco. Ora è passato. Il momento non tornerà più.
Perché ogni scatto è il momento del nascere della Storia e, ad ogni foto, gli echi di quella stessa vicenda si trasformano nella traccia indelebile del nostro passato.