Valensise, “Staffetta tra Locri e Polistena e la storia infinita di un medico cubano”

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Vi ricordate il medico cubano che da Locri veniva “in prestito” a Polistena e che ogni giorno raggiungeva l’ospedale con una navetta messa a disposizione dall’ASP di RC per coprire i turni? Ebbene, siamo ancora a questo punto.

Continuiamo a gestire le carenze spostando personale da una struttura all’altra, senza affrontare seriamente il problema degli organici. Ma così si finisce soltanto per spogliare una chiesa per vestire un altare: si crea una soluzione apparente da una parte e un nuovo problema dall’altra.

La guerra tra poveri non può essere la risposta ai problemi della sanità pubblica. L’ASP deve assumersi la responsabilità di programmare e rafforzare stabilmente il personale. Ricordate quello che ha promesso l’onorevole Cannizzaro, ora sindaco di Reggio Calabria, a gennaio 2026, quando il Comitato a tutela della salute si è reso protagonista per l’emendamento che ha fatto rientrare i medici in pensione in tutti i reparti dove vi era carenza di personale? Entro dicembre 2026 dovevamo dare uno stop all’emergenza dei medici cubani, dei gettonisti e dei vari contratti con i medici in pensione, restituendo a ogni reparto la capacità di autoregolamentarsi e di avere personale qualificato a sufficienza. E quando parliamo di personale, non solo medico, ma anche paramedico.

Certamente ancora a Giugno questa condizione sembra un utopia visto che di concorsi seri rese appetibili a tempo indeterminato per il personale che serve nei presidi ospedalieri e non solo anche nei territori e quindi ci colleghiamo anche alle case di comunità agli ospedali di comunità non ci sono, si naviga nel buio ancora.

Lo stesso vale per la grave carenza di anestesisti. Senza un numero adeguato di specialisti non è possibile garantire la piena attività chirurgica, ridurre le liste d’attesa e assicurare ai cittadini prestazioni nei tempi dovuti.

I posti letto sono sempre meno e i pazienti in attesa aumentano, considerando che l’unico punto di riferimento sanitario della Piana è l’ospedale spoke di Polistena. Quello che manca è una programmazione seria delle risorse umane. Le liste d’attesa non si abbattono con gli slogan o con gli spostamenti temporanei del personale, ma con organizzazione, assunzioni e criteri trasparenti, senza scorciatoie e, soprattutto, senza raccomandazioni, ogni cittadino ha diritto a cure garantite senza dover ricorrere all’amico dell’amico.

I quattro presìdi ospedalieri presenti nella provincia di Reggio Calabria hanno diritto ad avere prestazioni adeguate agli standard richiesti per popolazione e linee guida.

Fate presto, prima che sia troppo tardi.

Comitato Spontaneo a Tutela della Salute