Valensise, “Medici che solo pochi mesi fa hanno scelto di andare in pensione, dichiarando di non voler più continuare il proprio servizio, oggi rientrano negli stessi ospedali, negli stessi reparti, ma con un’altra formula”
Mar 11, 2026 - redazione
Di Marisa Valensise
Ecco fatto!! quello che avevamo previsto e denunciato qualche mese fa è diventato realtà.
Perché fare i concorsi, (almeno quelli che ancora non ci interessano) quando possiamo spendere di più e accontentare amici e compari!!!!
Che facciamo, cara ASP di Reggio Calabria non diamo la possibilità a chi solo un mese decideva di non restare in servizio, ma ora ha cambiato idea??? ma sì!!!!!in questo modo potremmo salvare Capri e cavoli!!!! Medici che solo pochi mesi fa hanno scelto di andare in pensione, dichiarando di non voler più continuare il proprio servizio, oggi rientrano negli stessi ospedali, negli stessi reparti, ma con un’altra formula: prestazioni aggiuntive, pagate a gettone, con costi ben più alti per il sistema sanitario.
Allora la domanda è semplice:
se quel lavoro non si voleva più fare prima, perché diventa improvvisamente sostenibile quando viene pagato molto di più? Non si è più stanchi!!!
Questa non è una soluzione alla carenza di personale.
Questa è una distorsione del sistema e l aiuto ad amici degli amici.
È il messaggio sbagliato ai giovani medici che aspettano un concorso.
È il messaggio sbagliato ai professionisti che continuano a lavorare ogni giorno nei reparti con stipendi ordinari.
Ed è soprattutto un messaggio sbagliato ai cittadini, che finanziano la sanità pubblica e meritano trasparenza e rispetto.
La medicina non può essere ridotta a una logica di convenienza economica .
Non può diventare un sistema dove si esce dalla porta e si rientra dalla finestra, semplicemente perché il compenso è più alto.
Un tempo si parlava di vocazione, di responsabilità, di etica professionale.
Oggi sembra che tutto possa essere giustificato con l’emergenza.
Ma l’emergenza non può diventare l’alibi per normalizzare ciò che normale non è.
Se davvero vogliamo una sanità forte, giusta e credibile, dobbiamo avere il coraggio di dirlo chiaramente:
questo meccanismo piace a molti e soprattutto nessuno ha l’esigenza di uscire dal piano di rientro, perché questo sistema fa comodo a tutti tranne che ai cittadini.




