IL TEATRO DELL’ASSURDO
Pagina di satira e critica politica
di Aldo Alessio
Comunicato N°3 del 14 febbraio 2026
The Punisher
1. La Doppia Natura del Potere
Mister Hyde e il Dottor Jekyll
Nel Palazzo delle Nebbie, tutto il potere è concentrato nelle mani della cosiddetta Capa, una figura che si presenta al mondo con una doppia personalità degna dei più celebri romanzi gotici.
Da un lato troviamo Mister Hyde, caratterizzato da tratti psicopatici e paranoici, che governa con pugno di ferro e linguaggio scurrile. Dall’altro emerge il Dottor Jekyll, con il volto della donna devota, consacrata alla Madonna, che in chiesa prende la comunione invocando la grazia del Signore affinché possa vedere i suoi nemici distesi in una bara.
Una contraddizione vivente, dunque: da un lato la fede e la devozione ostentate pubblicamente; dall’altro, l’invocazione della morte dei propri avversari politici. Una dicotomia che lascia perplessi e inquieta per la sua profonda incoerenza morale.
La Lista di Proscrizione
Nella sua lista di proscrizione di sillana memoria, il sottoscritto occupa naturalmente il primo posto, seguito da altri cittadini colpevoli di non averla votata o, peggio ancora, di aver osato dissentire.
Probabilmente meriterei un premio speciale per questo onore ricevuto dalla Capa, ma non saprei cosa farmene e quindi ci rinuncio in partenza, al solo pensiero di doverlo ricevere dalle sue mani.
2. Le Carceri del Palazzo
Il Regime del Silenzio
All’interno del Palazzo delle Nebbie è categoricamente vietato dissentire dal verbo della Capa. Quando si chiede, umilmente, di essere ricevuti, bisogna presentarsi sempre inchinati con il volto rivolto verso il basso, senza osare di guardarla in viso.
In caso contrario si commette un sacrilegio e si è soggetti a punizioni esemplari. Un clima da regime totalitario, dove il dissenso viene soffocato sul nascere e la paura regna sovrana.
In passato, prima che lei divenisse la Capa, alcuni dipendenti hanno osato dissentire. Una volta arrivata al potere, questi pubblici dipendenti sono stati puniti in modo esemplare, come monito per chiunque osi sfidare il suo dominio.
Due Casi Emblematici di Vendetta Politica
Primo Caso: La Figura Apicale Segregata
La più alta in grado, una donna avvocato con ruolo apicale, è stata segregata in una stanza del Palazzo delle Nebbie, condannata a non fare assolutamente nulla se non timbrare il cartellino all’ingresso e all’uscita.
Nonostante esista una sentenza del TAR che stabilisce il reintegro della dipendente al suo posto di lavoro, la Capa ha reagito in modo maldestro e arrogante con parole che si suppone siano a queste similari:
“Chi se ne fotte del responso del TAR, io sono la Capa e qui comando io!”
Eh sì! Perché la Capa, all’interno del Palazzo delle Nebbie, si può permettere il lusso di usare un linguaggio scurrile con tutti i dipendenti. Non ci è noto, tuttavia, sapere se lo stesso linguaggio venga utilizzato anche con i suoi assessori o con i consiglieri di maggioranza, probabilmente no perché se li deve tenere cari in quanto utili al mantenimento del suo potere.
Secondo Caso: L’Isolamento del Testimone Scomodo
L’altro carcerato è una figura di categoria C, uno geometra, che operava nell’ufficio tecnico. Durante l’intero orario di lavoro, dopo il reintegro del marito della Capa (allora come a tutt’oggi sottoposto a giudizio civile e penale), non è stato più voluto tra i piedi.
Sappiamo benissimo che i testimoni possono essere scomodi e pericolosi: per questo è stato messo in una cella d’isolamento con l’esplicito avvertimento a tutti i dipendenti di non rivolgergli più la parola.
Anche per lui, il lavoro consiste unicamente nella timbratura del cartellino in entrata e in uscita. Una forma di mobbing istituzionale che dovrebbe far riflettere sul rispetto della dignità umana e dei diritti dei lavoratori.
3. Quale Democrazia?
Lezioni dal Palazzo delle Nebbie
A noi, poveri ignoranti, che per scrivere anche queste brevi riflessioni abbiamo bisogno dello “scrivano”, vengono impartite queste lezioni di democrazia dall’interno del Palazzo delle Nebbie.
Ma non ne siamo convinti, anzi dissentiamo profondamente da queste porcherie che si consumano sotto gli occhi di tutti, calpestando i diritti fondamentali e le libertà tutelati dalla Costituzione Repubblicana.
4. La Responsabilità Collettiva
Il Silenzio Complice
La docile Giunta comunale è altrettanto colpevole delle ingiustizie consumate dalla loro Capa. Con essa sono corresponsabili anche quei consiglieri di maggioranza che non hanno mai espresso dissenso in merito a tali abusi di potere.
Il silenzio di fronte all’ingiustizia è complicità. Chi tace di fronte a tali soprusi si rende complice di un sistema che calpesta la dignità umana e tradisce i principi democratici su cui dovrebbe fondarsi l’amministrazione pubblica.
La misura è ormai colma!
Ulisse




