Sanità, serve confronto e dialogo. In Calabria seguire l’esempio Polistena. Emendamento Camera dei deputati e voto 16 gennaio in consiglio regionale votati da destra-centro e sinistra. Con i personalismi non si ottengono risultati ma divisioni a danno dei cittadini

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Sanità, serve confronto e dialogo. In Calabria seguire l’esempio Polistena. Emendamento Camera dei deputati e voto 16 gennaio in consiglio regionale votati da destra-centro e sinistra. Con i personalismi non si ottengono risultati ma divisione a danno dei cittadini

I problemi della sanità si risolvono attraverso il confronto, il dialogo e il ragionamento. A Polistena con L’emendamento alla Camera dei Deputati e al consiglio regionale del 16 gennaio si è fatta la storia. Per la prima volta destra-centro e sinistra hanno votato insieme

I comitati devono avere un ruolo propositivo, non limitarsi alla protesta. Un esempio concreto è quello del comitato spontaneo per la tutela della salute, che ha dimostrato come si possano ottenere risultati importanti affrontando i problemi in modo costruttivo. Ricordiamo, ad esempio,  l’emendamento Cannizzaro e il Consiglio Regionale del 16 gennaio 2026: passaggi fondamentali, votati all’unanimità, che dimostrano come, quando si lavora insieme, senza contrapposizioni ideologiche, si possano raggiungere risultati significativi.
Dobbiamo capire che i problemi si risolvono solo così. Se i comitati nascono esclusivamente per ragioni ideologiche o per strumentalizzazioni politiche, non si ottiene nulla. Questa fase deve finire. La sanità pubblica calabrese, gli ospedali pubblici, appartengono a tutti noi e, proprio per questo, è necessario costruire un’interlocuzione forte e seria tra comitati e istituzioni, per affrontare e risolvere le criticità presenti nei singoli ospedali.
Non ha senso organizzare iniziative solo in base a chi governa, che sia il centrodestra oggi o il centrosinistra domani. Questo atteggiamento non difende gli interessi della Calabria, ma risponde a logiche politiche che non portano a soluzioni concrete. Per questo motivo, è necessario cambiare mentalità: sulla sanità o si cambia approccio, oppure non si risolverà nulla.
L’essere “contro” a prescindere ha contribuito a peggiorare la situazione della sanità pubblica calabrese. Dobbiamo dirlo con chiarezza e continuare a lavorare con determinazione, come abbiamo già fatto attraverso diverse iniziative.
Guardando al futuro, ci auguriamo che, anche nella provincia di Reggio Calabria, si apra una nuova fase. Dopo una gestione che ha avuto luci e ombre, è fondamentale che si costruisca un coordinamento efficace, coinvolgendo comitati seri e responsabili. I comitati devono essere uno strumento di supporto per chi gestisce la sanità, contribuendo concretamente alla ricerca di soluzioni.
Senza questo spirito di collaborazione, sarà difficile ottenere risultati reali e duraturi.