Risorse fondo Dopo di noi, Straface riunisce gli Ambiti sociali: “Ogni euro fermo deve diventare un intervento per persone con disabilità grave. Rendicontare entro il 31 maggio”

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“Abbiamo convocato questa riunione con un obiettivo chiaro: chiudere definitivamente la questione delle risorse del Fondo Dopo di Noi per le annualità 2016, 2017 e 2018. Ogni euro fermo deve diventare un intervento. Ogni intervento deve diventare una risposta concreta per le persone con disabilità grave e per le loro famiglie”.

È quanto ha dichiarato l’assessore regionale al Welfare, Pasqualina Straface, presiedendo oggi, nella sala verde della Cittadella regionale a Catanzaro, l’incontro convocato con gli Ambiti territoriali sociali. Alla riunione era presente anche la dirigente del settore 4 del Dipartimento Welfare, Maria Gabriella Rizzo.

L’obiettivo è trasformare somme rimaste in parte non utilizzate in progetti di vita, autonomia, domiciliarità, inclusione, percorsi di deistituzionalizzazione, soluzioni abitative leggere, tecnologie assistive e servizi reali per le persone con disabilità grave prive del sostegno familiare.

Dalla ricognizione condotta dalla Regione è emersa una fotografia disomogenea: ci sono Ambiti che hanno programmato, speso e rendicontato correttamente entro il 31 dicembre 2025; altri con residui minimi; altri ancora con economie consistenti o con procedure mai realmente avviate. Tra le situazioni critiche più rilevanti figurano Reggio Calabria, con quasi 500 mila euro ancora non rendicontati, Catanzaro con oltre 400 mila, Corigliano-Rossano con oltre 200 mila, oltre ad altre realtà con somme superiori ai 100 mila euro.

“Il risultato è semplice – ha aggiunto Straface – risorse ferme a rischio restituzione. E questo non è accettabile, perché dietro quelle risorse ci sono persone e famiglie. Parliamo di quasi 3 milioni di euro che rischiavano di tornare indietro. Per questo ho aperto un’interlocuzione con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, per evitare che risorse già assegnate alla Calabria uscissero dal nostro sistema di welfare e venissero redistribuite altrove”.

Il Ministero, prendendo atto del percorso di revisione avviato dalla Regione, ha richiamato l’esigenza di un tempestivo impiegato delle risorse per l’effettiva attuazione dei livelli essenziali di prestazione sociale.

“Questo significa una cosa sola – ha sottolineato l’assessore – abbiamo la possibilità concreta di recuperare tutto e trasformarlo in servizi. E la piena utilizzazione di queste somme è anche condizione per sbloccare le ulteriori annualità future”. A seguito del riscontro ministeriale, la Giunta regionale, sempre su proposta dell’assessore Straface, ha approvato la deliberazione n. 201/2026, che definisce gli indirizzi programmatici per l’attuazione del Fondo fissando un principio fondamentale: le risorse devono essere immediatamente attivate e finalizzate ai progetti individuali.

In attuazione della delibera, il Dipartimento regionale ha così notificato una nota agli ATS di Amantea, Catanzaro, Castrovillari, Caulonia, Corigliano-Rossano, Cosenza, Crotone, Montalto Uffugo, Polistena, Praia a Mare, Reggio Calabria, Rende, Rogliano, San Giovanni in Fiore, Soverato, Soveria Mannelli, Spilinga, Taurianova, Trebisacce, Vibo Valentia e Villa San Giovanni. Agli ATS viene chiesto lo sblocco delle procedure di liquidazione entro dieci giorni. Entro il 31 maggio si procederà alla conclusione dell’iter, con approvazione delle relazioni pervenute o, in caso di mancato adempimento e persistente inerzia, con l’attivazione dei poteri sostitutivi e la nomina di commissari ad acta.

“Le risorse sono negli Ambiti e la responsabilità dell’attuazione è negli Ambiti. Da oggi chiediamo una programmazione esecutiva puntuale: stato aggiornato delle somme, elenco degli interventi attivabili, istanze ammissibili, tempi di liquidazione e cronoprogramma operativo. Non servono più analisi. Servono atti, tempi e risultati”.

Il Dipartimento garantirà il massimo supporto tecnico-operativo affinché ogni procedura utile possa essere completata nei tempi previsti.

“Mi recherò nuovamente al Ministero – ha annunciato Straface – per illustrare le rendicontazioni che riceveremo dagli ATS rappresentando il lavoro che la Calabria sta portando avanti per recuperare queste risorse e trasformarle in servizi”.
Allo stesso tempo, ha chiarito che non ci saranno arretramenti rispetto alle responsabilità territoriali: “Il commissariamento non è una misura punitiva. È una garanzia. Il nostro obiettivo non è commissariare, ma garantire che ogni euro arrivi alle persone”.

L’assessore ha infine collegato il tema del Dopo di Noi alla riforma della programmazione sociale regionale.

“Nei prossimi giorni – ha concluso Straface – lavoreremo sul Piano sociale, perché non basta più distribuire risorse sulla sola quota capitaria. Serve partire dal fabbisogno reale dei territori: in Calabria abbiamo oltre 120 mila famiglie in povertà, 48 mila percettrici di assegno di inclusione e il tema delle disabilità da mappare meglio. Le fragilità devono avere una corsia preferenziale”.