PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA, MUSOLINO, PD, “QUELLO CHE CIUCCI NON HA DETTO A VILLA”
Mar 29, 2026 - redazione
QUELLO CHE CIUCCI NON HA DETTO A VILLA
L’AD Pietro Ciucci e’ in trasferta sullo Stretto:
il 27 marzo e’ stato a Villa per una serie di incontri, istituzionali e meno, comunque lontano dai cittadini e dalle critiche.
Non conosciamo a pieno i contenuti e i toni delle sue interlocuzioni ma siamo sicuri di quello che non ha detto sul nuovo Decreto Ponte –
recante disposizioni urgenti in materia
di commissari straordinari e concessioni – il cui iter di conversione in Legge e’ attualmente in fase avanzata.
Non ha parlato, ad esempio, dei nuovi atti amministrativi endoprocedimentali – non autonomamente impugabili – previsti in Decreto nel tentativo di porre rimedio alle censure notificate dalla Corte dei Conti e per evitarne di nuove alla prossima Delibera Cipess.
In realta’, cio’ che emerge chiaramente, e’ che proprio l’iter amministrativo messo in piedi e’ sin dall’origine pieno di mancanze e inopportuni rimandi.
Al netto, pero’, della previsione di qualche nuova “pezza amministrativa” in capo al Ministero di Salvini, il succo della questione non cambia.
Per superare, infatti, la bocciatura ambientale in tema di aree protette e la violazione della Direttiva UE Habitat, lo strumento, l’escamotage, la forzatura utilizzata rimane sempre la stessa:
sara’ il Consiglio dei Ministri con una sua deliberazione “politica” a decidere e chiudere il caso, stabilendo arbitrariamente quelle ragioni di preminente di interesse pubblico che rendono il Ponte – a parer loro – unico, necessario, insostituibile, tanto da legittimare, appunto, la violazioni delle regole standard di tutela ambientale.
ora, le questioni, a ben vedere, sono due:
quali sono davvero questi “motivi imperativi” – per un’Opera inutile – che legittimano lo sperpero di 14 miliardi di euro e la distruzione di un ecosistema unico?
Ed ancora, la decisione “politica” del Consiglio dei Ministri (che il Decreto in esame si affretta a dichiarare “non provvedimentale”) non potra’ essere contestata, giudiziamente impugnata, pur incidendo negativamente sull’interesse e i diritti dei cittadini che subiranno “un arbitrio politico verticistico” in assenza, bisogna ricordarlo, di quasivoglia “dibattito pubblico”, che e’ vietato per Decreto.
Conta solo, evidentemente, la Volonta’ del Sovrano, unica fonte della Legge.
Inoltre, appare vacuo, nel Decreto, il richiamo agli atti amministrativi che saranno posti in essere dal Ministero delle Infrastrutture per giungere alla decisione “politica” in CM, e cio’ perche’ il Ministro Salvini ha gia’ piu’ volte annunciato che non ci sono soluzioni alternative, che l’intervento e’ ormai deciso e che la realizzazione dell’infrastruttura e’ fuori discussione; ed allora, quali valutazioni davvero tecniche e trasparenti potranno contenere gli atti amministrativi, le carte che saranno prodotte in in Consiglio dei Ministri?
Non si tratta, allora, di “discrezionalita’ tecnica” – ossia di una valutazione fondata su criteri tecnico-scientifici specialistici – ma di una vera e propria dissimulazione formalistica che piega il Diritto Amministrativo all’arbitrio del Potere e che nasconde l’origine squisitamente idelogica, del Ponte di Salvini.
Ed allora, si dica la verita’:
il Ponte, che non ha nulla di oggettivo, di tecnico, di trasparente, non e’ una vera infrastruttura, e’ un “simbolo di partito”.
Possiamo sacrificare Villa e Messina a tutto questo?
Possiamo farci guidare dal “non detto”?
Noi abbiamo gia’ detto e diciamo ancora una volta un NO informato, pragmatico, che schiude tantissimi SI al vero sviluppo dello Stretto.
Enzo Musolino
Segretario cittadino
Circolo PD T. Giordano




