Ponte sullo Stretto, ci sarebbero tre indagati per corruzione, “volevano condizionare la Corte dei Conti”, tra questi l’ex commissario regionale della Lega in Calabria. I NOMI
Giu 09, 2026 - redazione
Una notizia che susciterà del clamore, in quanto ci sarebbero tre indagati per corruzione in merito al Ponte sullo Stretto. Secondo un comunicato a firma del procuratore capo di Roma Francesco Lo Voi, i tre, un magistrato, un avvocato e un imprenditore, si sarebbero accordati per ottenere un parere preliminare positivo sulla fattibilità dell’opera. In base a quanto emerge dalla nota, l’ufficio ha delegato i carabinieri del Ros all’esecuzione di un decreto di perquisizione a carico di tre persone tra cui un ex presidente aggiunto dalla Corte di Conti (in quiescenza dal febbraio scorso), un avvocato già Consigliere di amministrazione della società “Stretto di Messina Spa” e un imprenditore. I tre sono indagati per corruzione e rivelazione del segreto d’ufficio in una vicenda che riguarda la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. Si tratta un avvocato, un imprenditore e un magistrato della Corte dei Conti avrebbero tentato di interferire con la realizzazione dell’opera (già sotto il faro della Procura di Roma). Secondo un comunicato a firma del procuratore capo di Roma Francesco Lo Voi, i tre si sarebbero accordati per ottenere un parere preliminare positivo sulla fattibilità dell’opera. Secondo indiscrezioni il magistrato contabile è Tommaso Miele, presidente aggiunto della Corte dei Conti. Mentre l’avvocato è Giacomo Saccomanno (ex sindaco di Rosarno ed ex commissario regionale calabrese della Lega di Salvini e già consigliere di amministrazione della “Stretto di Messina Spa” ), e l’imprenditore Vincenzo Virgiglio“.
Le Indagini
Avvicinato da avvocato e imprenditore il magistrato, dal canto suo, avrebbe offerto la propria disponibilità al progetto illecito, fornendo aggiornamenti sull’andamento della procedura condotta dalla Corte contabile, rivelando informazioni riservate sugli orientamenti dei colleghi magistrati contabili e sullo sviluppo della relativa Camera di consiglio in adunanza plenaria della Corte stessa. Inoltre, avrebbe esaminato la decisione sfavorevole del 29.10.2025, impegnandosi a predisporre, nell’interesse dello «Stretto di Messina Spa», una memoria sulla vicenda da consegnare al commercialista della società manifestando, in cambio, l’interesse a diventare presidente dell’Antitrust. Le perquisizioni effettuate dalla Procura avevano offerto significative conferme all’ipotesi di reato. Secondo l’impianto accusatorio i “due avrebbero anche tentato di avvicinare altri magistrati ritenuti utili agli interessi del gruppo per la realizzazione dell’opera infrastrutturale e rivelato, a soggetti terzi, notizie coperte da segreto, acquisite dal giudice della Corte dei Conti indagato. Quest’ultimo, dal canto suo, avrebbe offerto – si legge nella nota – la propria disponibilità, fornendo costanti aggiornamenti sull’andamento della procedura condotta dalla Corte Contabile, rivelando informazioni riservate sugli orientamenti dei colleghi magistrati contabili e sullo sviluppo della relativa Camera di Consiglio in adunanza plenaria della Corte stessa”. Nel corso delle perquisizioni, svolte a Roma, nella provincia di Reggio Calabria e in quella di Frosinone sono stati “rinvenuti e sequestrati diversi dispostivi elettronici e documenti che verranno sottoposti a specifiche valutazioni e analisi per appurarne la valenza probatoria in relazione alle ipotesi di reato contestate”.




