A Polistena il fuoco della criminalità non solo ha devastato la ditta “Auddino Edilizia”, ma ha distrutto un pezzo di economia e dignità di un intero territorio. VIDEO

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Un colpo durissimo, di quelli che feriscono non soltanto un’azienda, ma un’intera comunità. A Polistena, l’Auddino Edilizia è stata devastata da un vasto incendio che ha colpito al cuore una realtà imprenditoriale conosciuta e apprezzata, costruita negli anni con sacrifici, lavoro, passione e dedizione. Dietro quelle fiamme non ci sono soltanto strutture, mezzi e materiali distrutti. Ci sono anni di sacrifici, progetti, investimenti, sogni e soprattutto il lavoro di tante persone. C’è la storia di un’impresa che ha creduto in questa terra, scegliendo di restare, investire e contribuire alla crescita economica del territorio.

Il titolare dell’azienda, “Forse sarebbe stato meglio, che almeno avrei saputo con chi avevo a che fare”

Ai microfoni di Graziano Tomarchio, il titolare appare incredulo, profondamente amareggiato, incapace di trovare una spiegazione a tanta violenza. Alla domanda se prima dell’incendio avesse ricevuto minacce o subito intimidazioni, risponde con una frase tanto amara quanto significativa: “Forse sarebbe stato meglio, che almeno avrei saputo con chi avevo a che fare”. Parole che raccontano più di mille discorsi lo smarrimento di un uomo che si vede cancellare, in poche ore, una parte importante della propria vita. Eppure, nonostante tutto, non si arrende. La ferita è profonda, ma la voglia di andare avanti resta. “Siamo attaccati a questa terra, ma è dura. La solidarietà ricevuta in questi giorni va ripagata”. Ed è proprio da queste parole che bisogna ripartire. Perché quanto accaduto all’Auddino Edilizia non può essere considerato soltanto un fatto di cronaca. È uno schiaffo all’imprenditoria sana, al lavoro onesto, a chi ogni mattina alza la saracinesca e sceglie di costruire futuro, anziché arrendersi al ricatto e alla paura. Se le responsabilità saranno accertate, chi ha compiuto un gesto tanto vile dovrà risponderne davanti alla giustizia. Ma una cosa è già evidente: ogni volta che un’impresa viene colpita dalla violenza criminale, a perdere non è soltanto il suo titolare. Perde un intero territorio, perde l’economia locale, perde la speranza di chi vorrebbe investire e costruire il proprio futuro in Calabria.

Le istituzioni, le forze dell’ordine, la società civile, il mondo dell’imprenditoria e ogni singolo cittadino hanno il dovere di non lasciare soli coloro che subiscono la violenza criminale

La criminalità organizzata, con la sua arroganza e la sua violenza, continua a rappresentare una delle zavorre più pesanti per lo sviluppo della nostra Regione. Una presenza che non può essere sottovalutata, minimizzata o dimenticata. Di fronte a episodi del genere non servono soltanto parole di circostanza e solidarietà di facciata: servono presenza, coraggio, istituzioni credibili, giustizia e una comunità capace di fare quadrato attorno a chi sceglie di non piegarsi. Adesso non bisogna abbassare la guardia. Ognuno, nel proprio ruolo e con i propri strumenti, deve fare la propria parte. Le istituzioni, le forze dell’ordine, la società civile, il mondo dell’imprenditoria e ogni singolo cittadino hanno il dovere di non lasciare soli coloro che subiscono la violenza criminale. A Polistena non sono andati in fumo soltanto capannoni e attrezzature. È stato colpito un simbolo del lavoro, della dignità e della voglia di restare in una terra difficile, ma profondamente amata. E allora, oggi più che mai, bisogna trasformare la rabbia in impegno, la solidarietà in fatti concreti e l’indignazione in una risposta collettiva. Perché la Calabria non può continuare a pagare il prezzo della prepotenza mafiosa. Perché chi lavora onestamente non deve avere paura. E perché, come ci ha insegnato Peppino Impastato, la mafia va chiamata con il suo nome, senza timori e senza compromessi: “Una montagna di merda”. La ditta Auddino Edilizia non deve essere lasciata sola. La risposta più forte a chi distrugge è aiutare a ricostruire. E dimostrare, con i fatti, che questa terra non ha intenzione di arrendersi.