Ospedale Polistena, si rischia la rivolta pacifica. Tripodi : “Se chiudono il reparto di anestesia lo riapriamo con i poteri che mi derivano da sindaco”. Conia: “Pronti alla guerra civile per difendere la salute dei cittadini “
Gen 04, 2026 - redazione
Ospedale Polistena, si rischia la rivolta pacifica. Tripodi : “Se chiudono il reparto di anestesia lo riapriamo con i poteri che mi derivano da sindaco”. Conia: “Pronti alla guerra civile per difendere la salute dei cittadini “
Oggi a Polistena ci sarà una grande protesta per difendere l’ospedale della piana. Dopo la conversazione telefonica del direttore di Approdo Luigi Longo con i medici della terapia intensiva, dove è stata illustrata dai rianimatori del reparto la grave situazione dopo
la decisione di non riconfermare i medici esterni da parte del direttore generale dell’azienda sanitaria reggina ha creato enorme difficoltà al reparto guidato dalla dottoressa Liotta, dove prestavano la loro attività 3 rianimatori gran lavoratori e stimati da tutti. Nessuno vuole difendere i medici gettonisti( ma nel dare il giudizio non dobbiamo fare di tutta l’erba un fascio). Ci sono medici gettonisti che lavorano con grande professionalità altri che non hanno nessuna volontà di impegnarsi, noi dobbiamo saper distinguere. Dobbiamo salvare quelli che sono utili alla causa. Insomma devono rimanere quelli che lavorano. Nella terapia intensiva i tre rianimatori sono indispensabili. Non rinnovando il contratto, il reparto diretto dalla primaria dottoressa Liotta, rischia di andare in tilt. Il reparto di anestesia è fondamentale per mantenere in moto l’intera macchina dell’ospedale di Polistena. Se chiude terapia intensiva a cascata chiuderanno tutti gli altri reparti dell’ospedale di Polistena. Un disastro. Durissime le dichiarazioni del Sindaco di Polistena Michele Tripodi e del sindaco di Cinquefrondi a capo dei sindaci della piana di Gioia Tauro, Tripodi : “Da sindaco utilizzerò i poteri di responsabile dell’autorità sanitaria per riaprire il reparto di rianimazione”. Conia: “Pronti alla mobilitazione popolare per difendere il diritto alla salute “.
Inutile in questa fase cercare di capire le responsabilità. Oggi è indispensabile scendere in piazza per difendere la povera gente. Ecco perché dobbiamo essere in massa alle 17:00 davanti l’ospedale per iniziare l’occupazione pacifica della struttura sanitaria. Dobbiamo mettere pressione a chi decide…senza fare sconti. Non mancate.



