Operazione “Tre Croci”, sostituzione della custodia cautelare in carcere con la misura degli arresti domiciliari per Domenico Bartuccio
Gen 30, 2026 - redazione
La Corte di Appello di Reggio Calabria, Prima Sezione Penale, ha disposto la sostituzione della custodia cautelare in carcere con la misura degli arresti domiciliari per Domenico Bartuccio.
Domenico Bartuccio era stato coinvolto nella complessa inchiesta denominata “Operazione Tre Croci”, focalizzata su un vasto traffico internazionale di stupefacenti attraverso lo scalo portuale di Gioia Tauro. Secondo l’impianto accusatorio, l’organizzazione si avvaleva della complicità di operatori portuali e funzionari doganieri infedeli per consentire il transito di ingenti quantitativi di cocaina proveniente dal Sud America. In primo grado, il GUP di Reggio Calabria aveva condannato il Bartuccio alla pena di 8 anni e 20 giorni di reclusione per i delitti di cui agli artt. 73 e 74 D.P.R. 309/90.
La Corte d’Appello, presieduta dal dott. Alfredo Sicuro con la dott.ssa Francesca Grassani nel ruolo di consigliere estensore, ha accolto l’istanza di sostituzione della misura cautelare avanzata dai difensori di fiducia dell’imputato, gli avvocati Andrea Alvaro e Caterina Fedele.
I giudici hanno motivato il provvedimento evidenziando un significativo affievolimento delle esigenze cautelari, ritenendo che il rischio di recidiva e la pericolosità sociale possano essere ora adeguatamente salvaguardati attraverso la misura meno afflittiva degli arresti domiciliari. La decisione si fonda sulla positiva valutazione della condotta tenuta dal Bartuccio durante il periodo di detenzione, durato oltre tre anni, che ha portato alla declassificazione del suo trattamento carcerario e al conferimento di un encomio per l’attività lavorativa svolta. Il Collegio ha inoltre tenuto conto dello stato di incensuratezza del soggetto e della scelta processuale di non appellare la sentenza di condanna, considerandoli indici sintomatici di un mutato quadro cautelare.



