“Operazione Gear”, Cassazione rinvia rinvio per un nuovo esame limitatamente alle posizioni di Pisano Salvatore, Bruzzese Alessandro e Cilona Michele
Apr 18, 2026 - redazione
Nuovo sviluppo giudiziario nel procedimento penale, denominato “Operazione Gear”, scaturito dall’indagine su un presunto traffico organizzato di sostanze stupefacenti tra Gioia Tauro, Palmi e Rosarno.
La Quarta Sezione Penale della Corte di Cassazione, all’udienza del 17 aprile 2026, ha annullato la sentenza di secondo grado emessa dalla Corte d’Appello di Reggio Calabria, disponendo il rinvio per un nuovo esame limitatamente alle posizioni di Pisano Salvatore, Bruzzese Alessandro e Cilona Michele, unici imputati ad aver proposto ricorso.
La vicenda processuale si era conclusa in primo grado con la sentenza del Tribunale di Palmi del 21 luglio 2022, che aveva riconosciuto l’esistenza di un articolato sodalizio dedito al traffico di stupefacenti, contestando, tra gli altri, il reato associativo di cui all’art. 74 D.P.R. 309/1990 e numerosi episodi di detenzione e cessione di droga. In quella sede, i giudici di primo grado avevano inflitto pene particolarmente severe: 18 anni di reclusione per Cilona Michele, ritenuto parte attiva dell’organizzazione; 12 anni e 6 mesi per Bruzzese Alessandro; 3 anni per Pisano Salvatore.
Successivamente, la Corte d’Appello di Reggio Calabria, con sentenza del 13 novembre 2024, aveva in parte rivisitato il quadro decisorio e aveva ridotto le pene inflitte, confermando tuttavia l’impianto accusatorio fondato sull’attività investigativa, incentrata soprattutto su intercettazioni telefoniche e ambientali, nonché su riscontri operativi relativi alla gestione delle forniture di stupefacente e alla rete di distribuzione sul territorio.
Proprio contro tale decisione di secondo grado hanno proposto ricorso per Cassazione i tre imputati. Cilona Michele è stato assistito dall’Avv. Vladimir Solano, mentre Pisano Salvatore e Bruzzese Alessandro sono stati difesi dall’Avv. Stefania Gullo, con la collaborazione dell’Avv. Simona Figliucci
Accogliendo le doglianze difensive, la Suprema Corte ha ritenuto necessario un nuovo scrutinio delle responsabilità penali, annullando la sentenza impugnata con rinvio ad altra sezione della Corte d’Appello. Le motivazioni -che saranno depositate nelle prossime settimane- chiariranno se l’intervento demolitorio sia stato determinato da vizi di motivazione, da errata valutazione del materiale probatorio o da profili inerenti alla qualificazione giuridica dei fatti.
Il procedimento torna dunque davanti ai giudici di secondo grado, che saranno chiamati a riesaminare le posizioni di Pisano, Bruzzese e Cilona alla luce dei principi di diritto che saranno fissati dalla Cassazione, riaprendo uno scenario processuale di rilievo in un’inchiesta che aveva segnato un punto fermo nella repressione del traffico di droga nel territorio della Piana di Gioia Tauro.




