Nesci (FdI): “A Catanzaro si fa propaganda sull’immigrazione: il modello Lucano è ideologia, non sviluppo”

banner bcc calabria

banner bcc calabria

“È gravissimo che l’Università Magna Græcia di Catanzaro si trasformi in un palco politico per rilanciare una visione ideologica dell’immigrazione, spacciata come modello di sviluppo per la Calabria”.

Lo dichiara l’eurodeputato di Fratelli d’Italia Denis Nesci.

“Affidare al collega Domenico Lucano il compito di indicare la strada significa legittimare una linea politica precisa: quella di un’accoglienza senza limiti e senza regole, che lo stesso Lucano ha rivendicato più volte anche pubblicamente, arrivando ad ammettere di aver ‘forzato’ le norme in nome di un’idea ideologica di gestione dei flussi migratori”.

“Non è questa la risposta che serve alla Calabria. Il cosiddetto modello Riace nasce da una visione che considera l’immigrazione una leva automatica di sviluppo, quando la realtà dimostra che si tratta di fenomeni complessi che richiedono legalità, programmazione e controllo. Non slogan”.

“Lucano ha sempre sostenuto una narrazione dell’accoglienza come soluzione universale, arrivando a contrapporre modelli e territori in chiave politica e ideologica. Portare questa impostazione dentro un’università pubblica, senza contraddittorio, significa fare propaganda, non formazione”.

“Preoccupa che un ateneo pubblico avalli una visione così radicale, ignorando completamente le criticità emerse negli anni e il dibattito nazionale ed europeo su sicurezza, integrazione e sostenibilità dei flussi migratori”.

“La Calabria non ha bisogno di esperimenti ideologici, ma di politiche serie: lavoro, infrastrutture, sostegno alle imprese e valorizzazione del territorio. Usare l’università per costruire consenso attorno a modelli politici divisivi è un errore grave”.

“Le università devono essere luoghi di libertà e confronto, non strumenti di parte. Chi oggi piega le istituzioni a una visione politica – conclude Nesci – se ne assuma la responsabilità davanti ai cittadini e agli studenti”.