Montalto Uffugo e la devozione a Santa Rita per mano di Elena Aiello 

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Di Mariarosaria Valente 

Montalto Uffugo (CS), 22 maggio 2026 – Nel cuore dell’entroterra cosentino, Montalto Uffugo è conosciuta come patria del noto compositore Ruggero Leoncavallo. Ivi, musica e fede si fondono dando vita ad un vasto patrimonio storico artistico che lo rende tra i più ricercati comuni della regione.

Montalto Uffugo però passa anche alla storia per aver dato i natali alla Beata Elena Aiello, la mistica e religiosa calabrese fondatrice della Congregazione delle Suore Minime della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo. 

La sua fu una vita di pia devozione, intrisa dall’asprità della sofferenza del corpo, straziato dalle stigmate e da alcuni mali fisici quali una cancrena alla spalla sinistra, prima, e un tumore allo stomaco, dopo.

Mali incurabili ma da cui Suor Elena riesce inaspettatamente a guarisce proseguendo cosi nella sua missione di religiosa e vestendo da quel momento in poi l’abito votivo a santa Rita da Cascia. 

Un legame potente  tra due prodigi di Dio nonostante i 5 secoli di distanza intercorsi tra una vita e l’altra e alimentato dai mistici dialoghi che la beata calabrese soleva fare con la Santa di Roccaporena, massima intercedente nei casi impossibili. 

Tra questi quello di Suor Elena che ottenuta la guarigione, ha istituito un vero e proprio culto ritiano non solo intorno alla Congregazione da lei voluta,  ma nella sua stessa Montalto, oggi vestitasi a festa per celebrare la solennità di Santa Rita da Cascia con un sontuoso programma civile e religioso che unisce fede, folklore e comunione.