Martedì 1 settembre al via l’anno scolastico 2026/ 2027 : banchi più vuoti

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Martedì 1 settembre al via l’anno scolastico 2026/ 2027 :banchi più vuoti e sfide sul territorio

Ancora qualche settimana di vacanze e poi per gli studenti reggini dellescuole di ogni ordine e grado, così come per altri loro colleghi di buonaparte delle regioni italiane ,si riapriranno le porte delle aule perl’inizio delle lezioni fissato a martedi 15 settembre.
Nelle scuole superiori ,poi, in questi ultimi giorni di agosto si stannosvolgendo gli esami valutativi delle carenze riscontrate a giugno daespletare entro la fine dell’anno scolastico e quindi entro il 31 agostoper decidere l’ammissione o la non ammissione di centinaia di studentialla classe successiva. Si tratta di quelle prove che una volta eranochiamati esami di riparazione. Interessano mediamente centinaia distudenti che nello scrutinio di giugno hanno avuto il cosiddetto giudiziosospeso. La percentuale di costoro quest’an
no è dell’11,2%.Martedì 1 settembre ,dunque, la scuola riparte per un nuovo anno scolastico.Come sempre torna il rito degli zaini nuovi, delle classi che si formano edei docenti che riprendono servizio. Ma dietro la normalità dell’avvio, inumeri raccontano una regione che cambia pelle. Il dato più pesante restail calo demografico. Secondo le proiezioni dello’Ufficio ScolasticoRegionale anche quest’anno la popolazione scolastica calabrese perdediverse migliaia di alunni rispetto al 2025/2026. Un trend che va avantida un decennio e che svuota soprattutto i piccoli comuni dell’entroterra edelle aree montane. Conseguenza diretta:accorpamenti, pluriclassi e scuole-polo che devono fare i conti con distanze importanti: per molti ragazzi diAspromonte,Pollino e Serre il diritto allo studio passa ancora da corse inpullman di un’ora e più.Secondo i dati diffusi dalla Cisl scuola si evidenzia una perditacomplessiva di 4.606 alunni, un fenomeno che si scontra paradossalmente conl’aumento delle necessità di supporto. Il calo delle iscrizioni colpiscel’intero territorio con proporzioni differenti. L’area cosentina guida laclassifica perdendo 1.757 studenti, tallonata da Reggio Calabria con 1.501unità in meno. Anche gli altri territori risentono della crisi: a Catanzaromancheranno 630 iscritti, a Vibo Valentia 387 e a Crotone 331.630 iscritti, a Vibo Valentia 387 e a Crotone 331.Ma che anno sarà per la scuola italiana e calabrese in particolare, per inostri studenti, per tutti coloro che vi lavorano: docenti, personale ATA,dirigenti?
I numeri della scuola reggina
Lo scenario scolastico 2026- 2027 inizia per dirigenti, docenti epersonale amministrativo, come al solito, con tutta una serie di operazionidi natura collegiale, dal piano annuale delle attività alla rivisitazionedel piano dell’offerta formativa e la preparazione delle attività diaccoglienza per le matricole reggine dei vari ordini di scuola statale.
In tutto gli studenti della nostra provincia nell’anno scolastico 2026-2027saranno 69.000,di cui con disabilità 3898. Sono così distribuiti fra i variordini di scuola: 8.296 infanzia, 20.670 primaria,13.626 media, 26.410superiore. Cui vanno ad aggiungersi gli allievi delle scuole paritarie.
Cosa prevede il nuovo calendario scolastico:una lunga maratona di 206giorni
Il calendario scolastico 2026-2027 presenta diverse novità rispetto aglianni precedenti, in particolare per l’introduzione della festivitànazionale del4ottobre, giorno di San Francesco d’Assisi e per unriallineamento delle scadenze didattiche stabilite dalle singole Regioni. Nel complesso, il calendario prevede 206 giorni di lezione, superando ilminimo di 200 giorni stabilito dalla normativa nazionale.
Oltre le tradizionali festività nazionali in base a quanto stabilito dallaRegione Calabria le date importanti del calendario scolastico 2026-27della Calabria sono le seguenti:
Primo giorno di scuola: 15 settembre 2026; Ponti: 2 novembre; 7 dicembre;Vacanze di Natale: dal 23 dicembre 2026 al 6 gennaio 2027; Vacanze diPasqua: dal 25 al 30 marzo 2027. Ultimo giorno di scuola: 8 giugno 2027 (30giugno 2027 per le scuole dell’infanzia)
Quali le novità che si prospet
tano per il nuovo anno scolastico?Il mondo dell’istruzione si prepara al rientro in classe con un pacchettodi importanti novità varate dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, chetoccano tasti molto diversi tra loro e coinvolgono tutti i gradiscolastici.
Iniziamo dal voto di condotta, considerato un requisito fondamentale perpassare l’anno. Il 5 in condotta significa bocciatura automatica, mentrecon il 6 si rischia di trascinarsi un debito formativo. In questo caso, lostudente dovrà presentare un elaborato critico su temi di educazionecivica per passare alla classe successiva. Cambia faccia anchela sospensione: I giorni di sospensione saranno impiegati in attivitàeducative e percorsi che servono a riparare il danno fatto.Arrivano le nuove Indicazioni Nazionali per l’infanzia e quelle per ilprimo ciclo.
Alla scuola primaria si torna a dare grande spazio alla poesia a memoria, alla scrittura in corsivo, senza dimenticare la grammatica e i riassunti.Anche le lingue e la tecnologia partono presto: l’inglese verrà propostocon un approccio “immersivo” e ludico, mentre l’informatica sarà presentefin dai primi anni.
In seconda media si potrà scegliere di studiare il latino come materiaopzionale. Mentre all’infanzia debutta l’educazione musicale. Maggioreimportanza anche alle materie Stem (scienza, tecnologia, ingegneria ematematica).
Per quanto riguarda gli istituti tecnici, le principali novità prenderannoil via a partire dalle classi prime. L’obiettivo centrale della riforma èquello di potenziare le competenze tecnico-professionali degli studenti,dando maggiore centralità alle attività di laboratorio e creando uncollegamento sempre più stretto tra il mondo della scuola e quellodelle imprese.Conclusioni
Accanto alle novità esistono poi i problemi di sempre. Tra le criticitàstoriche la dispersione scolastica che, pur presentando un dato migliorerispetto agli altri anni, resta sempre sopra la media nazionale. Servonopiù patti con le famiglie,più tempo pieno e più orientamento. Poi, plessiancora vetusti con problemi di sicurezza e palestre insufficienti. Edancora divari digitali sul territorio con la connessione che nelle areeinterne resta un lusso.
Perciò è necessario pensare una scuola nuova con modelli metodologici evalutativi rivisti in profondità e con una reale personalizzazione deipercorsi. Serve un cambio di passo per garantire pari opportunità esuccesso formativo a ogni studente. Solo così potremo pensare di darerisposte ai bisogni formativi dei ragazzi che affollano le nostre scuole,preparandoli alle esigenze del mondo, del lavoro e delle università.Per Reggio e la Calabria la scuola è molto più che lezione. Nei piccolicomuni è l’unico presidio pubblico rimasto.Chiuderla significa accelerarelo spopolamento. Tenerla aperta significa dare futuro.
Il 2026/2027,insomma, si apre con un paradosso: meno studenti ma piùbisogno di scuola di qualità. Se vogliamo fermare l’emorragia digiovani,dobbiamo partire dal banco.
Agosto 2026 prof. Guido Leone
già dirigentetecnico USR Calabria