L’intervento. Il neo vicesindaco di Sant’Eufemia d’Aspromonte Foti, “Puoi scegliere di tirarti indietro oppure puoi scegliere di esserci. Io ho scelto di esserci”

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“In questi giorni sono state scritte tante parole, date tante interpretazioni e, inevitabilmente, sono arrivate anche tante domande. Io sento il bisogno di raccontare questo momento dal mio punto di vista. Senza polemiche e senza entrare in una gara a chi parla più forte, perché a volte è più importante raccontare ciò che si è vissuto che rispondere a ciò che viene detto. Quattro anni fa sono entrata in politica per la prima volta. Avevo vent’anni, nessuna esperienza e tantissimo da imparare. Pensavo che il mio percorso sarebbe stato osservare, ascoltare, imparare e crescere, passo dopo passo. E invece le circostanze mi hanno portata ad assumere responsabilità molto prima di quanto avessi immaginato. Prima Vicepresidente del Consiglio, poi Assessore e oggi, a 24 anni, Vicesindaco. Non per una scalata personale, ma perché difficoltà, circostanze e anche responsabilità che altri hanno scelto di non assumere mi hanno portata, più volte, a fare un passo avanti. E quel passo l’ho sempre fatto a testa alta. Anche la nomina a Vicesindaco è arrivata in un momento delicato, dopo le dimissioni del Vicesindaco Carlo Violani. Il Sindaco mi ha chiesto di assumermi una responsabilità importante e non è stata una scelta facile. Avrei potuto pensare che fosse troppo presto, che avessi ancora bisogno di tempo per imparare. Ma in quel momento c’era qualcosa che contava più di qualsiasi considerazione personale: la nostra comunità. Ho accettato soprattutto per questo. Non per una carica, non per un titolo e non per ambizione personale, ma perché ho pensato che Sant’Eufemia d’Aspromonte avesse bisogno di qualcuno disposto a esserci, ad assumersi le proprie responsabilità e a continuare a lavorare. Quando scegli di impegnarti per il tuo paese, arriva il momento in cui devi mettere da parte le tue paure e chiederti cosa puoi fare tu, in quel momento, per evitare che le difficoltà ricadano sui cittadini. Io ho scelto di esserci, anche quando sarebbe stato più semplice tirarmi indietro. Per questo ringrazio il Sindaco Pietro Violi, per la fiducia che ha riposto in me sin dal primo giorno, quando ero appena una ragazza di vent’anni, e tutti i miei colleghi di Amministrazione, con i quali ho condiviso questi quattro anni, tra lavoro quotidiano, difficoltà e soddisfazioni. Questa era la mia prima esperienza politica e avrei dovuto avere il tempo di osservare, imparare e costruire il mio percorso. Le circostanze, invece, mi hanno chiesto di crescere più velocemente e di assumere responsabilità prima del previsto. E io non mi sono tirata indietro. Credo però che anche chi fa opposizione abbia una responsabilità nei confronti della comunità. Criticare e contestare è parte della democrazia, ma fare opposizione non dovrebbe significare aspettare ogni difficoltà per trasformarla in un attacco. Perché quando la politica diventa soltanto polemica, a rimetterci non è l’Amministrazione: è la comunità. E credo che un’opposizione seria debba saper riconoscere anche ciò che di positivo viene fatto, non soltanto cercare il momento utile per attaccare. Io continuerò a fare la mia parte, con i miei limiti, con i miei errori e con tutto quello che ancora devo imparare, ma con la consapevolezza di aver sempre cercato di mettere Sant’Eufemia davanti alle mie ambizioni personali. Oggi non so cosa succederà nei prossimi mesi, né quale sarà il mio ruolo. E non voglio fingere di avere risposte che oggi non posso avere. So però che questi quattro anni mi hanno fatto crescere molto più velocemente di quanto avessi immaginato e mi hanno insegnato che, in politica, le responsabilità non sempre arrivano quando sei pronta: a volte arrivano quando ce n’è bisogno. E quando riguardano una comunità che hai scelto di servire, non puoi pensare soltanto a te stessa. Puoi scegliere di tirarti indietro oppure puoi scegliere di esserci. Io ho scelto di esserci. Per questo, qualunque cosa accadrà, non rinnego questi quattro anni e non considero conclusa la mia esperienza politica. Non so quale sarà il prossimo capitolo e non ho bisogno di scriverlo oggi. So soltanto che tutto ciò che ho vissuto, nel bene e nel male, farà parte della persona e della politica che sarò domani. Sono entrata in politica a vent’anni, in punta di piedi. Oggi, a 24 anni, ho più esperienza, più consapevolezza e ancora tantissime cose da imparare. Ma una cosa non è cambiata: ogni volta che la mia comunità e le circostanze mi hanno chiesto di fare un passo avanti, l’ho fatto a testa alta.”