L’anatomia del trapezista dell’incoerenza: Tra coerenza e opportunismo

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Riceviamo e pubblichiamo una nota firmata da Giacomo Alviano

Non è un trattato di medicina o un’opera letteraria formalmente codificata, ma si tratta di una potente metafora psicologica e socio-politica. Rappresenta la struttura, i meccanismi e le dinamiche di chi vive costantemente in bilico tra pensieri, parole e azioni contraddittorie, muovendosi con estrema agilità, e come un vero funambolo, per non cadere nel vuoto della propria ipocrisia, dimostra ingegneristiche capacità nel piegare i fatti e opinioni a seconda della convenienza del momento. Oggi sostiene una tesi con fervore assoluto; domani si aggrapperà al trapezio opposto senza mostrare il minimo segno di imbarazzo o rigidità morale.

Secondo gli studiosi di Psicologia sociale, si tratterebbe della Sindrome della “Dissonanza cognitiva immunizzata”: mentre una persona comune prova disagio psicologico quando sperimenta un’incoerenza profonda, il trapezista ha sviluppato invece un’immunità: il vuoto tra ciò che dice e ciò che fa non gli provoca vertigini, e per giustificarsi, come rete di salvataggio, estrae dal suo magico cilindro frasi del tipo: “Sono stato travisato”, “Il contesto era diverso” o “Solo gli stupidi non cambiano mai idea”.

Non avendo “Un centro di gravita’ permanente”, cambia opinione a piè sospinto, dicendo che lo fa per genuina evoluzione del pensiero (sic!), ma è lapalissiano pure a un bimbo delle materne, che si tratta di pura convenienza del momento!!! A differenza dell’uomo dotato di “spirito critico”, che dubita, approfondisce, riflette e, se necessario, cambia idea a costo di pagare un prezzo molto alto, “l’opportunista” voltagabbana e trapezista, invece cambia idea solo quando l’aria del vento promette un guadagno, una poltrona o qualche clic in più.

                    Il trapezista compie acrobazie logiche per giustificare i propri cambi di rotta. Non cade mai, perché applica una strategia di camaleontismo sociale: cambia colore e opinione in base alle circostanze e alle opportunità, semplicemente al solo scopo di salire sul carro del vincitore di turno; i giudizi saltano come grilli impazziti, oggi elogia pubblicamente una persona e la fustiga domani. Tutto dipende solo da chi è al potere o da cosa conviene sostenere in una determinata circostanza. Un calcolatore seriale, che non possiede un nucleo di valori solidi e immutabili, ma li modifica ad ogni mutar di vento. Insomma, funziona come una vera banderuola , che si gira dove soffia il vento più forte: non sai mai cosa aspettarti da un soggetto simile!!! E come il trapezista che si lancia da un’altalena all’altra, questa esecrabile figura salta da un’opinione all’altra (su persone, alleanze o idee) con tanta disinvoltura, senza mai cadere, atterrando sempre dove gli conviene, e se qualcuno cerca di smascherare la sua incoerenza, di svelare i suoi proverbiali giochi subdoli, ricorre alla finta satira o all’ironia tattica come “ancora di salvezza”, cambiando bandiera a ogni applauso, senza mai cadere nel senso di colpa o nella vergogna!!! Usando la satira come paravento, come licenza per insultare o cambiare bandiera a piacimento, tale soggetto si auto-assolve, togliendo all’interlocutore il diritto di offendersi o di chiedere spiegazioni. Se reagisci seriamente, la colpa diventa tua che “non capisci l’ironia”, non hai “senso dell’umorismo”.
 In sintesi, il Trapezista dell’incoerenza è il ritratto di un acrobata dell’opinione e della collocazione: qualcuno che non cerca la verità o l’onestà intellettuale, ma solo il modo migliore per restare a galla, usando la provocazione o la finta ironia per mascherare la propria mancanza di coerente integrità. Si dicedetentore di una “licenza poetica”, per dire tutto e il contrario di tutto, e usando la satira provocatoria si muove come se si trovasse in una sorta di “zona franca”, dove le regole della logica e della coerenza non si applicano. Spara sentenze oggi, cambia idea il giorno dopo e, se qualcuno glielo fa notare, si rifugia dietro un comodo “era solo satira”. Proprio come un artista del circo, giustifica i suoi cambi di rotta con una parlantina tale da far sembrare la sua incoerenza una forma superiore di “evoluzione intellettuale”.    Povero nostro mondo!! Siamo circondati da una fiumana di trapezisti dell’incoerenza, personaggi di piccolo spessore che, protetti dallo scudo di una finta satira, oscillano da un giudizio all’altro su persone, cose e circostanze con la leggerezza di un equilibrista. Il loro non è spirito critico, ma puro opportunismo: attaccano oggi chi difendevano ieri, spacciando il fare voltagabana per libertà di pensiero.

Dr. Giacomo Alviano