La sanità è nel dramma. Il caso di Vincenza Patamia, una donna di 68 anni di Gioia Tauro, è emblematico. Deceduta nella indifferenza totale!
Apr 22, 2026 - redazione
La sanità è nel dramma. Il caso di Vincenza Patamia, una donna di 68 anni di Gioia Tauro, è emblematico. Deceduta nella indifferenza totale!
È stata seguita da diverse strutture ospedaliere pubbliche — da Reggio Calabria fino a Roma, l’unica struttura pubblica che ha indivuato la grave malattia, ma oramai il tumore era in fase avanzato— passando anche per consulti con medici di base e vari specialisti locali, senza che nessuno riuscisse a indicare la strada giusta.
Eppure, emerge un fatto che ha dell’incredibile: una dottoressa ginecologa in pensione, cliente della figlia Tiziana e Rosalinda, parrucchiere a Cittanova, leggendo la documentazione clinica aveva compreso la gravità della patologia tumorale. Un’intuizione che, invece, non è arrivata né da medici privati né da strutture pubbliche. Siamo di fronte a un vero paradosso.
La signora si è rivolta anche a specialisti privati, tra cui un endocrinologo di Polistena, arrivando a sentirsi dire: “La signora non ha alcun tumore”. Nonostante i numerosi consulti, nessuno è riuscito ad accertare la sua reale patologia: un linfoma, un tumore del sangue. Per lungo tempo è stata infatti curata come se avesse un semplice problema alla tiroide.
Alla fine, la signora non ce l’ha fatta ed è deceduta. Una vicenda scioccante, che mette in luce gravi criticità del sistema sanitario, incapace — in questo caso — di garantire una diagnosi corretta e tempestiva.
Secondo quanto raccontato, la signora Patamia è morta quasi nell’indifferenza generale. È difficile comprendere come diversi medici, che l’hanno visitata più volte nelle varie strutture ospedaliere, non siano riusciti a individuare la malattia. Se fosse stata diagnosticata in tempo, probabilmente avrebbe potuto essere curata.
Ancora più grave è il fatto che, in alcuni casi, sarebbero stati ipotizzati problemi più seri senza però procedere con gli accertamenti necessari o con il trasferimento nei reparti adeguati per approfondire la diagnosi.
Questa vicenda lascia amarezza e solleva interrogativi profondi sul funzionamento della sanità. Siamo di fronte a situazioni che non dovrebbero verificarsi e che richiedono una seria riflessione.
Esprimiamo vicinanza alla famiglia della signora Patamia, che ha fatto tutto il possibile per salvarla. È un caso che deve far riflettere tutti.




