Il mondo alla deriva. Trump invade il Venezuela per prendersi i giacimenti di petrolio. L’America in mano ad un dittatore, l’Europa in mano a nani e ballerini. L’Italia…lecchinaggio puro…
Gen 04, 2026 - redazione
Gli USA bombardano il Venezuela e ne rapiscono il Presidente
IL GOLPE FAI-DA-TE POTREBBE NON FUNZIONARE IN VENEZUELA
Nella notte fra venerdì e sabato le forze armate nordamericane hanno attaccato il Venezuela e durante i bombardamenti, con un blitz, hanno rapito il Presidente venezuelano Nicolas Maduro e sua moglie. Entrambi saranno processati a Manhattan, a New York, come “narcotrafficanti e terroristi” con accuse notoriamente infondate (in 4 mesi di assedio al Venezuela, Trump non è riuscito a fornire all’opinione pubblica uno straccio di prova che Maduro sia un narcotrafficante). D’altronde, Maduro aveva rifiutato un’offerta telefonica che, secondo Trump, non poteva rifiutare: andarsene dal Venezuela.
Forse non tutti sanno che anche un altro Presidente latino-americano era stato portato a Manhattan, processato e condannato a ben 45 anni di carcere per narcotraffico: si tratta di Juan Orlando Hernandez, ex Presidente dell’Honduras. Ma poi Trump un mese fa (proprio mentre assediava Maduro) lo ha graziato: evidentemente con Hernandez un accordo lo ha trovato, infatti alle elezioni di novembre il suo Partito Nazionale dell’Honduras ha vinto grazie all’appoggio esplicito della Casa Bianca. Hernandez era stato condannato nel 2024 per aver permesso il traffico di fentanyl dal Messico agli Stati Uniti. E questa è la famosa lotta alla droga del governo di Trump! E’ solo golpismo di tipo nuovo: golpismo fai-da-te.
Ai tempi di Pinochet (Cile) i golpe nordamericani non si facevano così. Gli USA si limitavano ad assistere con l’intelligence le forze armate del paese e a finanziare i partiti della destra, poi ci pensavano i golpisti locali a fare il golpe.
Da Noriega in poi (ex premier di Panama) i leader del Centro-America invece vengono catturati direttamente dai marines (dalla Delta Force) con l’accusa di narcotraffico e imprigionati negli Stati Uniti. Poi si cerca un accordo con i poteri locali decapitati.
Ma questa volta il golpe fai-da-te degli USA potrebbe non funzionare. Innanzitutto perchè anche in Venezuela è accaduta una sorta di rivoluzione popolare, come a Cuba. I Chavisti , cioè i seguaci di Chavez sono ancora al potere (Chavez era il Presidente precedente che aveva nazionalizzato il petrolio per dedicarne gli introiti allo stato sociale venezuelano). Non è un caso che, oltre al Parlamento, alle caserme dell’esercito e al ministeri, i marines abbiano bombardato il monumento a Chavez. Il Ministro della Difesa venezuelano, scampato al bombardamento, ha già dichiarato che non ci sarà nessuna trattativa con gli USA. E anche altri ministri hanno fatto dichiarazioni pubbliche bellicose. D’altronde Trump, col suo solito tatto, in conferenza stampa ha già dichiarato che saranno i suoi uomini a governare il Venezuela, finchè non sarà possibile una transizione e che la prima cosa che faranno i suoi uomini è riappropriarsi dei giacimenti petroliferi venezuelani. Qualche giornalista gli ha chiesto se pensava di cedere il potere in Venezuela alla premio Nobel Corina Machado (che nel frattempo, esultante, si è subito proposta, dall’estero). Il Donald ha risposto secco: la Machado non ha alcun appoggio interno, sarebbe impopolare. Allora c’è un accordo con la vicepresidente? “Ci stiamo lavorando” ha detto “ma è stata nominata da Maduro”, Infatti la vicepresidente venezuelana, Delcy Rodriguez, con un accorato appello televisivo ha già condannato l’attacco (in cui sono morte almeno 40 persone, tra militari e civili) e ha richiesto la liberazione immediata del Presidente Maduro. Quindi…? Quindi niente, è possibile che il Venezuela lo governeranno i militari nordamericani, per alcuni anni. Ma a me oggi non risulta che i marines USA siano già sbarcati stabilmente sul terreno venezuelano: il rapimento di Maduro è stato un “mordi e fuggi”, non un’occupazione militare. Non lo hanno ucciso, forse pensano di trovare un accordo persino con lui e, magari se tradisce il suo paese, lo graziano. Ma non credo che tradirà la causa chavista-bolivariana. E’ più probabile che diventi un eroe del popolo venezuelano (sarei curioso di assistere al processo).
“E’ possibile che saremo costretti a ripetere l’operazione” ha detto infatti il comandante militare nordamericano. MA SCUSATE, CHE SCHIFO DI GOLPE E’? Andranno avanti a bombardare, eliminare e sequestrare dirigenti venezuelani, finchè non rimane qualcuno abbastanza terrorizzato da sottomettersi? E pensano che la popolazione si rassegni facilmente alla pretesa nordamericana del “rimborso petrolifero”? Sì, perchè Trump l’ha ripetuto tre volte (con visibile imbarazzo di Rubio): “ci riprenderemo il nostro petrolio e le attrezzature(vecchie) che (Chavez e i suoi) ci hanno rubato, dovremo ricostruire le piattaforme petrolifere, ci vorrà tempo, ma i giacimenti sono nostri”. Intanto Cuba, Iran, Turchia, Russia, Brasile e Colombia sono già sul piede di guerra (e altri si uniranno al coro mondiale): Trump ha oltrepassato la linea rossa, quella della sovranità degli altri paesi. Non è più la dottrina Monroe, è colonialismo allo stato puro. E’ annessione territoriale. Ma forse neanche i nazisti tedeschi occupavano altri paesi senza collaborazionisti locali. Come al solito gli Europei tacciono, si accodano e chiedono (inutilmente) a Trump le briciole del bottino, farfugliando qualcosa sulla “transizione democratica”. E l’Italia? Palazzo Chigi sprofonda persino nel ridicolo: per la Meloni quella nordamericana E’ STATA LEGITTIMA DIFESA CONTRO IL NARCOTRAFFICO. E’ più realista del re, anzi (aggiorniamo il motto), più imperialista del suo Imperatore. Perchè non dichiarare allora che QUELLA DI TRUMP E’ GUERRA AI LADRI DI PETROLIO? Infatti, se una volta i cervi erano diritto del Re, oggi il petrolio, di diritto, non appartiene all’Imperatore?



