Gruppo Annunziata Gioia Tauro, la proprietà risponde alla Cgil sui i licenziamenti

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NOTA DEL DIRETTORE DI APPRODO LUIGI LONGO


Il caso Annunziata e le ombre sulla gestione delle aziende sequestrate
La vicenda del Gruppo Annunziata di Gioia Tauro rappresenta una storia che impone una riflessione sul funzionamento del sistema di amministrazione delle aziende sequestrate e confiscate. Al di là degli aspetti giudiziari, resta una domanda di fondo: quanto è stato efficace l’intervento dello Stato nel preservare il valore economico e occupazionale di una realtà produttiva che, per anni, ha rappresentato un punto di riferimento per la Piana di Gioia Tauro e per l’intera Calabria?
Secondo quanto sostenuto dall’azienda e dai suoi consulenti, il lungo periodo di gestione commissariale avrebbe lasciato in eredità una situazione economica estremamente complessa. Dalle dichiarazioni rese dal commercialista del gruppo emerge, infatti, che nel corso degli anni di amministrazione straordinaria si sarebbero accumulati rilevanti debiti tributari e fiscali, sia nei confronti dell’Erario sia degli enti locali. Si tratta di affermazioni che meritano di essere approfondite e verificate nelle sedi competenti.
Se tali ricostruzioni trovassero conferma, ci si troverebbe di fronte a un paradosso: un’azienda restituita ai legittimi proprietari con un peso economico tale da metterne a rischio la continuità aziendale e la salvaguardia dei livelli occupazionali. Oggi il Gruppo Annunziata è chiamato a sostenere un ingente impegno finanziario per far fronte ai debiti accumulati e rilanciare le proprie attività.
In questa vicenda non ci sono soltanto i numeri di un bilancio. Ci sono i lavoratori che, negli anni, hanno continuato a garantire la propria professionalità, e ci sono gli imprenditori che hanno cercato di riportare l’azienda sul mercato dopo un lungo periodo di gestione pubblica.
Il tema riguarda anche il modello di amministrazione delle imprese sequestrate. Se davvero, durante la gestione commissariale, non sono stati assolti regolarmente gli obblighi fiscali e contributivi, mentre i compensi previsti per gli amministratori giudiziari sono stati corrisposti secondo quanto stabilito dalla normativa, è evidente che il sistema merita una profonda riflessione. L’obiettivo delle misure di prevenzione patrimoniale deve essere quello di tutelare la legalità senza compromettere il futuro delle imprese e dei posti di lavoro.
La lotta alla criminalità organizzata è un pilastro dello Stato di diritto e non può essere messa in discussione. Proprio per questo, però, gli strumenti utilizzati devono essere efficaci, trasparenti e capaci di coniugare legalità, tutela dell’economia e salvaguardia dell’occupazione. Quando un’impresa esce da una lunga gestione pubblica in condizioni peggiori rispetto a quelle in cui era entrata, è doveroso interrogarsi su ciò che non ha funzionato e su come evitare che situazioni analoghe possano ripetersi.

NOTA GRUPPO ANNUNZIATA GIOIA TAURO

In risposta al articolo pubblicato sul vs giornale resto esterrefatto dalle cose lette , e di sicuro un esternazione che si basa su errori grossolani . Per iniziare mi riferisco ai fatti e non alle fantasie
1 i dipendenti della annunziata group s.r.l. sono 36 e non 27 quindi gli altri che hanno scelto di non farsi rappresentare dal sindacato. Non hanno diritto ? 2 ) per ben 10 anni l azienda e stata espropriata dai suoi diritti e come e andata ? Assoluzione completa con la restituzione dei beni , ergo figura di merda colossale con la conferma che era tutto inventato a danno di persone perbene . E leggere queste cose mi ricorda quanto accaduto 11 anni fa , pubblicizzare il nulla . Ma parliamo di fatti ricordiamo che gli stipendi che per 10 anni sono stati pagati ai dipendenti sono stati pagati dalla annunziata group s.r l e non dagli amministratori per non parlare dei danni fatti da questi ultimi lasciando un azienda piena di debiti non pagati , imu tari ed altre imposte lasciandole in carico al legittimo proprietario . Quindi ripeto esaltare il nulla da come risultato sempre nulla .