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TAURIANOVA (RC), SABATO 13 APRILE 2024

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Soppressione tribunale Lamezia: Uniti si può vincere

Soppressione tribunale Lamezia: Uniti si può vincere

Sottoscritta dai sindaci del comprensorio e dal presidente della provincia di Catanzaro Wanda Ferro, la delibera unitaria da presentare alla Commissione Giustizia

DI ANTONIETTA BRUNO

Soppressione tribunale Lamezia: Uniti si può vincere

Sottoscritta dai sindaci del comprensorio e dal presidente della provincia di Catanzaro Wanda Ferro, la delibera unitaria da presentare alla Commissione Giustizia

 

Di Antonietta Bruno

 

Assemblea tribunale1Assemblea Trib.2

 

 

“Questa battaglia o la si vince insieme o la si perde tutti”. Si potrebbe sintetizzare con quest’ultima frase pronunciata dal sindaco Gianni Speranza, il Consiglio comunale congiunto con i sindaci del comprensorio lametino a difesa del tribunale di Lamezia Terme e della sua Procura.

Questo pomeriggio, a ritrovarsi all’interno della struttura da giorni ormai occupata al suo interno e all’esterno dall’avvocatura lamezina e dalla gente comune in segno di protesta contro la legge delega che vede tra i 37 comuni italiani da accorpare anche quello della terza città della Calabria, i primi cittadini di Carlopoli, Cicala, Cortale, Decollatura, Feroleto Antico, Filadelfia, Francavilla Angitola, Gizzeria, Jacurso, Maida, Martirano Lombardo, Motta Santa Lucia, Nocera Terinese, Pianopoli, Platania, San Pietro a Maida, Sellia, Serrastretta, Soveria Mannelli e, ovviamente, Lamezia Terme con il suo sindaco in fascia tricolore (come tutti gli altri d’altronde) con l’intero Consiglio e Giunta comunale. Tra i presenti, oltre che al presidente del Tribunale Giuseppe Spadaro, al prefetto di Catanzaro Antonio Reppucci e al presidente della Provincia di Catanzaro Wanda Ferro, sempre in fascia tricolore anche il neo sindaco della città capoluogo di Provincia e sito scelto dal Ministero per ospitare la locale struttura di Piazza della Repubblica, Sergio Abramo.

Tutti uniti, dunque, per il mantenimento in città del Palazzo di giustizia, al centro di manifestazioni e delibere che di contrasto ad una decisione tecnica, fondata sul risparmio delle spese della giustizia, ma che cozza con i criteri della insopprimibilità di presidi di legalità in città che per caratteristiche logistiche, per numero di abitanti e presenza delle ‘ndrine vanno al contrario salvaguardate e potenziate. L’incontro di quest’oggi, già annunciato nel corso di una prima assemblea dei sindaci del comprensorio sempre all’interno del palazzo di giustizia, è servito dunque per ufficializzare alla città l’accordo comune intrapreso delle istituzioni ai più vari livelli, e consistenti nella formulazione di una delibera unitaria approvata dai rispettivi Consigli comunali e debitamente sottoscritta (oltre che dalle amministrazioni già citate anche dai quelle di Amaroni, Badolato, Gimigliano, Girifalco, Magisano, Pedivignano, Taverna, Vallefiorita e Polia) con la quale si chiede alle Commissioni di Camera e Senato di riesaminare le procedure e rispettare criteri e requisiti previsti dalle stessa legge delega che vuole accorpare un tribunale accorpabile come quello di Lamezia. Questa stessa delibera, attraverso la quale i primi cittadini chiedono anche di essere ascoltati nelle rispettive sedi, verrà presentata assieme alle oltre 14mila firme raccolte da parte della popolazione in questi primi dieci giorni di protesta.

Ad aprire i lavori, il sindaco della città ospitante Gianni Speranza. “Questa è una manifestazione mai vista – ha affermato il primo cittadino – si sta cercando tutti uniti di evitare una ingiustizia verso Lamezia; la Calabria; l’Italia. Qui non stiamo facendo questioni di campanile, bensì cercando di salvare una struttura che fa parte della storia e del patrimonio cittadino. Della sua cultura e della sua identità”. Non si dimentichi, infatti, che quel tribunale che si vuole oggi fare morire ha 150 anni e per ben 150 anni ha rappresentato un vanto oltre che uno strumento a favore della legalità in una delle città considerata ad alto rischio.

E’ stato anche questo il messaggio che Speranza ha auspicato arrivi a Roma, assieme a quella di un’intera città e del suo comprensorio che si sta mobilitando, e dei rappresentanti istituzionali che, nel malaugurato caso che l’accorpamento diventi realtà, depositeranno nella mani di Napolitano la fascia tricolore. “Non in segno di minaccia, bensì di scelta democratica”. Scelta che sarà dettata da quella che viene oggi vista come un fallimento dello Stato.

Alle parole di Speranza, sono seguite pronte quella della presidente dell’Ente intermedio Wanda Ferro. D’accordo nel segnale forte di una protesta civile e unitaria mai vista sin ad oggi, si è detta pronta (anche la provincia ha firmato la delibera congiunta dei Comuni) a chiedere al Governo una priorità per la città di Lamezia Terme “i tagli si possono fare in altri settori – ha detto – finanche nelle Amministrazioni. Meglio togliere qualche poltrona che depotenziare la giustizia e sacrificare la legalità”.

Nessun passo indietro dunque, anzi, lottare per vincere perché “la vittoria di Lamezia sarà anche la vittoria di Catanzaro e della Calabria”. Ad esprimersi in questi termini è stato il sindaco di Catanzaro Sergio Abramo. Oltre ad esprimere solidarietà per la “questione Lamezia” e lanciare la provocazione su tagli che potrebbero essere fatti su tutte quelle agevolazioni di cui ancora usufruiscono gli ex sottosegretari, a partire dalle vetture di rappresentanza, ha auspicato in un lavoro proficuo con la terza città della Calabria. “Ritornare ai tempi in cui le battaglie si vincevano insieme. A quando Catanzaro e Lamezia studiando e portando avanti insieme strategie vincenti ” ha dichiarato. Entrando invece nel merito dell’accorpamento, ha precisato che si farà personalmente portavoce di una “istanza quanto mai urgente”, ovvero, quella della costruzione già in atto di un terzo lotto per allargare il Palazzo di giustizia di Catanzaro, allo stato deficitario di spazi ed aule per accogliere tutti i procedimenti e i giudici, tant’è che oltre alla costruenda terza struttura, ci sarà bisogno di fittare altre sedi per ospitare i giudici di pace”. E quindi? Dove mettere i magistrati lametini?.

Altra carta questa, probabilmente, da giocarsi in una battaglia alla quale stanno prendendo parte attiva anche i sindacati della Cgil, Cisl e Uil, già dichiaratisi in prima linea nello sciopero del prossimo 15 giugno. Altra grande manifestazione indetta dal Comitato civico “Salviamo il nostro tribunale a Lamezia”, e al quale sono stati invitati i commercianti, associazioni, classe politica, giovani e gente comune.

Proseguendo con gli interventi, significativi oltre a quello del presidente degli Ordine degli Avvocati Gianfranco Barbieri, quello del prefetto Reppucci, fiducioso verso un esito positivo della battaglia, ma polemico circa una battaglia che per altre questioni altrettanto serie per la terza città della Calabria non si è fatta, compreso quella del ripristino della legalità; e quello al presidente del tribunale Giuseppe Spadaro che, al contrario, oltre a sottolineare la presa di coscienza di una città che con coraggio ha negli ultimi anni reagito alle vessazioni delittuose aiutando il lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura assicurando criminali alla giustizia ha ribadito la necessità di una sistema giustizia funzionale ed efficiente.

L’incontro si è poi concluso con la sottoscrizione da parte di tutti i sindaci presenti, della delibera unitaria letta ai colleghi in fascia tricolore e alla nutria platea che ha preso parte all’assemblea, dal sindaco di Decollatura Anna Maria Cardamone.

redazione@approdonews.it