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TAURIANOVA (RC), DOMENICA 28 NOVEMBRE 2021

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Siamo sicuri che Pippo Callipo sia stata una buona scelta per il centrosinistra? Come capo dell’opposizione zoppica, “a sua insaputa” firma e si giustifica con le toppe peggio delle buche. La sua crociata è contro i “ciarlatani di Facebook” e le “televisioni da quattro soldi”, rei di aver detto semplicemente la verità e di essersi indignati come tutti i calabresi

Siamo sicuri che Pippo Callipo sia stata una buona scelta per il centrosinistra? Come capo dell’opposizione zoppica, “a sua insaputa” firma e si giustifica con le toppe peggio delle buche. La sua crociata è contro i “ciarlatani di Facebook” e le “televisioni da quattro soldi”, rei di aver detto semplicemente la verità e di essersi indignati come tutti i calabresi
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La memoria in politica gioca un’importanza, molto spesso, simile a quella dei bastoncini di quei lecca lecca privi appunto della golosità iniziale. Si tende spesso a dimenticare per divenire gli avventisti dello “smemorato di Collegno”. Ma, dovrebbe accadere proprio il contrario in quanto non solo si assiste alle goliardiche situazioni delle supercazzole dove il Conte Mascetti, al cospetto è un dilettante, ma ci ritroviamo puntualmente, altri conti, come il Conte Attilio di manzoniana memoria, ergo, palloni gonfiati e si sa la fine che fanno, un finale già scritto.
Abbiamo assistito in questi giorni una pagina bruttissima, vergognosa direi del regionalismo meridionale, scritta nel peggiore dei modi da tutti (nessuno escluso), i protagonisti regionali calabresi che arrogantemente ed abusivamente, si fanno chiamare “onorevoli”, quando sono semplicemente “Consiglieri Regionali”. Punto. Il titolo di onorevole è un’appropriazione indebita, quasi da esercizio abusivo della professione.
Quei soggetti istituzionali sono stati votati da circa il 44%, quindi con il 56% dei calabresi che si sono astenuti perché evidentemente non si sentivano rappresentati bene o peggio, non hanno più fiducia della classe politica calabrese (e non avrebbero tutti i torti).
Fatta questa lunga premessa, viste le azioni con le conseguenti reazioni, su quella “legge vergogna” approvata in un nanosecondo e abrogata (solo perché si è manifestato il coro dell’indignazione popolare), ma non solo, le giustificazioni sono state peggiori della “legge vergogna” stessa. Adesso però, occorre riflettere con qualche mea culpa, con un processo di redenzione anche con l’ausilio del “cilicio” per una penitenza sadica a chi con un’immensa faccia….ehm…faccia tosta va, parla di orgoglio ad avere rimediato a un errore, che ne so, addirittura senza pudore affermare, “Siamo usciti più forti”, ma di che e soprattutto di cosa? Forti come l’aceto o la salamoia? Quello che l’Accademica della Crusca chiama vergogna, “loro” la chiamano forza.
Jol(i)e Santelli che avrà anche i suoi pensieri visto che oltre ad essere corteggiata solo da ultraottantenni come dichiarato da lei stessa, in questi mesi ne ha liberate una dietro l’altra, ma non è stata da sola, anzi, la compagnia è ben fornita. Una sorta di sketch che nemmeno il migliore umorista in circolazione avrebbe fatto di meglio, fare opposizione alla Santelli ed a questa Giunta sarebbe nei fatti un gioco da ragazzi, riuscirebbe finanche la Susanna con le gote rosse, quella dei formaggini e se alleata a Willy il Coyote, farebbero faville.
Ma c’è un dubbio amletico travestito da Tom di “Tom e Jerry”, Pippo Callipo, portato alla ribalta come il “nuovo (?)”, l’uomo imprenditore di successo, colui che voleva tagliare i costi della politica, il moralizzatore seguace dei Savonarola in salsa tonnata, ma siamo proprio sicuri che è in grado di fare opposizione e al contempo reggere l’onere del leader dell’opposizione, anzi, andiamo oltre, ma siamo sicuri che è un leader? Francamente i dubbi litigano con le anticamere, che poi ci fanno l’amore e partoriscono i sospetti.
Eppure Callipo all’epoca fu preferito all’uscente Mario Oliverio che di chance rispetto al primo ne avrebbe avuto a iosa per fare anche meglio. Nonostante le molteplici polemiche. Eppure lo stesso Oliverio lasciò il campo, i suoi fedelissimi volevano continuare la sfida, turandosi il naso appoggiando Callipo, ma alcuni (ingiustamente e da cultura del pregiudizio), furono esclusi, ricordiamo Francesco D’Agostino, Orlandino Greco o Bruno Censore. Credo che per questi, ci fu all’epoca una sorta di grave pregiudizio ed è per questo che furono tagliati fuori.
Ad esempio Francesco D’Agostino coinvolto in un’inchiesta della DDA, fu assolto e nemmeno la procura si appellò, era uscito anche più forte, aveva i suoi consensi, ma fu fatto fuori lo stesso dall’entourage di Callipo. Oggi ci ritroviamo un capo dell’opposizione che firma senza leggere una legge vergogna, minaccia inizialmente (quando lo scandalo fu sgamato) di andare a denunciare chi gli ha fatto firmare quella cosa “a sua insaputa”, e poi all’atto dell’abrogazione dichiara di esserne uscito più forte (sic!). E non solo, si arroga il diritto di insultare e non per pudore stare in silenzio, cosa dice? “Ciarlatani che parlano su facebook e di televisioni da quattro soldi, questa è una cosa che ci fa onore a tutti”. Il Pd si è reso conto a che prezzo e a favore di chi si è “giocato” Oliverio?
Ma attenzione, non dimentichiamo che le elezioni sono state il 26 gennaio scorso, ma un mese prima di candidarsi con il centrosinistra (e con il Pd), Pippo Callipo dichiarò, “Basta che Di Maio mi chiami, pronto a lavorare con i grillini”. E non finisce qua, nel 2014 durante la sfida per le regionali tra Oliverio e Wanda Ferro, lui fa un endorsement verso la Ferro contro il centrosinistra (dove lo stesso oggi rappresenta in consiglio regionale), pronunciando queste parole, “Una scelta forte perché vedo in Wanda Ferro una persona pulita, decisa, una donna con le idee molto chiare, e che sono certo terrà fede agli impegni con i cittadini, realizzando un programma che ho condiviso pienamente. Ho apprezzato anche l’appello alle intelligenze e alle professionalità calabresi che operano in tutto il mondo, e che possono dare, gratuitamente, una mano alla Calabria. Wanda Ferro deve vincere perché è l’unica strada perché la Calabria si rialzi, e i calabresi devono esserne convinti… “. Quando prima, nel 2010 si mise nel mezzo nella sfida tra Peppe Scopelliti e l’uscente Agazio Loiero, arrivando naturalmente terzo (su tre).
Il centrosinistra affida le sorti dell’opposizione a lui? E non è una battuta ironica…