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TAURIANOVA (RC), LUNEDì 15 APRILE 2024

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Rubavano il Reddito di Cittadinanza e glielo pagavano 30 euro ad un 40enne calabrese Tre persone arrestate, tra cui due coniugi e un terzo soggetto ritenuti tutti responsabili, a vario titolo in concorso, dei delitti di violenza privata aggravata, estorsione nonché intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro

Rubavano il Reddito di Cittadinanza e glielo pagavano 30 euro ad un 40enne calabrese Tre persone arrestate, tra cui due coniugi e un terzo soggetto ritenuti tutti responsabili, a vario titolo in concorso, dei delitti di violenza privata aggravata, estorsione nonché intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro

Questa mattina la Polizia di Stato ha eseguito tre ordinanze di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari, a carico di due coniugi e di un terzo soggetto, ritenuti tutti responsabili, a vario titolo in concorso, dei delitti di violenza privata aggravata, estorsione nonché intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, ai danni di un quarantenne cosentino. I provvedimenti cautelari, emessi dal Gip del tribunale di Cosenza, su richiesta della Procura della Repubblica di Cosenza, diretta dal procuratore capo Mario Spagnuolo, sono stati disposti a seguito delle indagini svolte dalla Squadra mobile. Le attività d’indagine si sono sviluppate con preliminari acquisizioni in sede infoinvestigativa, che hanno portato, successivamente, la parte offesa a formulare generiche dichiarazioni a carico degli indagati. Tali acquisizioni sono state successivamente suffragate dall’attività tecnica esperita nonché da numerosi riscontri documentali e testimoniali. È emerso, in specie, che gli indagati, con minacce e violenze di ogni genere, hanno costretto il giovane a cedere somme di denaro, provento di alcune vendite immobiliari nonché dal reddito di cittadinanza dallo stesso percepito. Inoltre, lo stato di soggiacenza della parte offesa e la conseguente difficoltà economica in cui era costretto a versare, hanno indotto la stessa ad accettare di effettuare attività lavorativa per numerose ore giornaliere, a fronte di un irrilevante corrispettivo pari a soli 30 euro settimanali. È stato accertato, inoltre, che gli indagati avevano anche tentato, con minacce e violenze fisiche, di costringere il giovane anche alla vendita della propria abitazione familiare, sempre con l’intento di appropriarsi del ricavato. Tali evenienze hanno determinato, quindi, l’A.G. a disporre, nei confronti dei coniugi sottoposti a misura cautelare anche il sequestro di una consistente somma di denaro, ritenuta provento delle estorsioni sopra descritte.