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TAURIANOVA (RC), GIOVEDì 18 LUGLIO 2024

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Quasi come Gaber. “Io so che tu sai che io so” La rubrica dell'avv. Domenico Monteleone

Quasi come Gaber. “Io so che tu sai che io so” La rubrica dell'avv. Domenico Monteleone

L’errore è cercare di inserirlo tra i cattivi o tra i buoni.
Il lanciatore di coltelli non è né buono, né cattivo, lui è solo un lanciatore di coltelli che vive dell’illusione eterna di poter sempre centrare l’obiettivo, con le sue lame affilate e taglienti.
Un lanciatore di coltelli che ha occhi e testa solo per i suoi coltelli e per il bersaglio dove punta a far finire le sue lame.
La piazza era piena di sedie bianche.
A disporle sotto il palco e fino alla strada davanti la Chiesa matrice, vi erano in tanti, e delle più svariate estrazioni: operai, impiegati, architetti, anche architetti.
Le sedie erano allineate perfettamente (forse per merito dell’architetto) e tantissime perché, evidentemente, si aspettavano una mare di persone che – nella loro previsione – avrebbero dovuto riempire quegli spalti.
L’avevo annunciato che sarei stato presente ed ero effettivamente presente insieme a mio Figlio Giuseppe.
Sul posto ho trovato anche altri tre amici che si sono uniti e si sono accomodati con noi nella terza fila di quelle sedie bianche.
Davanti a noi, nelle prime due file, un ventina, massimo venticinque, persone tra carabinieri e famiglie e, poi, i soliti consiglieri comunali pronti e agghindati per il rituale Selfie ad uso e consumo di Facebook e degli altri social.
Il sindaco, prima dell’inizio, è “sceso” tra il pubblico, nelle prime file e con aria soddisfatta ha salutato quelli che stavano lì e, in quel frangente, mi è sembrato Renzi, quando – sotto bordate di fischi – salutava il pubblico per dare a vedere che “tutto va bene madama la marchesa.”.
Non deve essere bello organizzare una Giornata della Legalità e vedere che – a parte gli organizzatori, i protagonisti ed i familiari – non c’era praticamente nessuno, nessuno tranne me e qualche amico mio, che si era presentato perché aveva saputo che io ero presente.
Se – come è prassi in quest’epoca di fine impero (ed io, è bene dirlo, non sono d’accordo con questa prassi) – si deve giudicare un evento solo dalla presenza del pubblico, questo evento è stato un fiasco di dimensioni bibliche.
Mi è dispiaciuto molto per la memoria del Comandante Fazio che si voleva ricordare e che meritava una cornice diversa e non è stato bello anche nei confronti del Figlio del Comandante, che era sul palco, al centro del tavolo dei relatori, pronto a sviscerare davanti a Taurianova la personalità esemplare del padre.
Taurianova, però, come detto, non c’era e – nel corso della manifestazione – mi aveva pervaso un dispiacere indistinto che avrei compreso solo dopo due giorni.
Anche Antonio Marziale, uno dei relatori invitati, peraltro, aveva declinato l’invito all’ultimo momento per sopraggiunti impegni.
Inizia a parlare l’assessore alla legalità che ha parole di grande elogio, si, di grande elogio per se stesso: “tutto ciò che io faccio tutto il giorno è legalità”.
Che si può dire? Evviva la modestia ed evviva i piedi per terra.
Poi prende la parola il sindaco.
Non dice niente di rilevante solo parole trite e ritrite.
Sinceramente, la noia si taglia con il coltello acuita dall’assenza di pubblico.
Ad un certo punto, il sindaco se ne esce con “appena il figlio del Comandante mi ha proposto l’evento, ho accettato subito”.
“Che cafonata!” mi son detto: è stato come se il padrone di casa avesse affermato che l’ospite si è auto invitato e che la “cena” è stata voluta dal medesimo festeggiato, auto invitato.
Mi è sembrata, insomma, lì per lì, un’uscita di pessimo gusto, nient’altro che un’uscita di pessimo, e non che la cosa mi abbia sorpreso più di tanto.
Non si fa, mi son detto, chi partecipa ad una manifestazione e sale sul palco con il sindaco è sempre un ospite e un ospite non si tratta così.
Mi sbagliavo.
Mi sbagliavo perché non era affatto una cafonata. Era peggio.
L’ho capito leggendo la Gazzetta del Sud che ha pubblicato un Resoconto.
Nel titolo anche la dicitura: “Convegno sulla legalità a cura dell’associazione che porta in nome del Colonnello Fazio”.
Ecco, questa dicitura mi ha chiarito tutto e ciò poiché ha fatto da pendant all’Affermazione del Sindaco espressa sul palco secondo cui lui aveva accettato subito.
Mi è parso evidente che il Sindaco – visto il totale fiasco di pubblico – si è smarcato subito e si è fatto passare per invitato (“ho accettato subito”) mentre l’organizzatore doveva apparire il Figlio del Colonnello Fazio. Il fiasco, probabilmente, doveva essere tutto suo.
La Gazzetta, come detto, gli è stata accanto ed ha titolato “Convegno sulla legalità a cura dell’associazione che porta in nome del Colonnello Fazio”.
Insomma, probabilmente una manovra del sindaco finalizzata a liberarsi della responsabilità del fiasco e, quindi, a buttare la croce addosso al festeggiato.
Noi non glielo permettiamo anche perché vogliamo che le lancette dell’orologio segnino l’ora esatta.
La responsabilità del fiasco, in verità, è tutta a carico dell’Amministrazione Comunale di Taurianova.
A conferma di ciò, forniamo un aiutino alla memoria, al sindaco ed ai suoi accoliti.
L’evento era stato annunciato come parte dell’Estate Taurianovese nel manifesto con il programma estivo pubblicato a giugno e ciò sarebbe già sufficiente per evidenziare che il Comune di Taurianova ha organizzato l’evento.
Peraltro, era stato pubblicato – nei giorni antecedenti al medesimo evento – un altro manifesto che lo annunciava come Giornata della Legalità e che riportava il Logo del Comune di Taurianova e non come semplice Patrocinio.
Inoltre, il nome del Sindaco e dell’Assessore alla Legalità, erano riportati non come ospiti, ovviamente, ma come Padroni di Casa e come Organizzatori.
Una volta il Procuratore Nicola Gratteri mi ha detto che – se vuoi che la gente venga a sentirti – devi essere credibile. Insomma, ciò che dici deve essere coerente con ciò che sei e con ciò che fai.
Come è chiarissimo a tutti, è stata l’Amministrazione Comunale di Taurianova ad organizzare la Giornata della Legalità – e voglio sottolineare “Giornata” e non singolo “Convegno” – e la partecipazione popolare è stata praticamente prossima allo zero.
Ora – a prescindere dalla grande figura del Capitano Fazio che è stato evocato – la totale assenza di pubblico ci dà la cifra esatta di quanto è credibile l’amministrazione comunale di Taurianova quando parla di legalità.
La Gazzetta del Sud ha errato – anche se bisogna vedere cosa è stato comunicato all’Organo di Stampa – e aver tentato di buttare la croce (e la responsabilità del naufragio) sull’Associazione che porta il nome del Colonnello Fazio chiarisce ancor di più la cifra di questa gente che governa Taurianova.
Un capitano (e il sindaco è un capitano) si assume la responsabilità di tutto, anche dei fiaschi.
Un lanciatore di coltelli, invece, pensa solo alle lame, al lancio dei suoi stupidi coltelli ed al bersaglio da colpire, a prescindere.
A prescindere.