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TAURIANOVA (RC), SABATO 20 AGOSTO 2022

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Più di un gioco: i benefici cognitivi del poker Cosa dicono i ricercatori

Più di un gioco: i benefici cognitivi del poker Cosa dicono i ricercatori

Siamo abituati a considerare il poker un gioco di carte, come un passatempo online o al massimo come una disciplina sportiva con tornei a premi. Ma raramente si pensa al poker come ad un’attività che, se praticata in modo adeguato e senza esagerare, può apportare dei benefici alla salute: eppure diverse evidenze scientifiche dimostrano che le cose stanno proprio così.

Cosa dicono i ricercatori

Tra i primi ad occuparsi degli effetti positivi del poker e dei giochi di carte in generale sono stati i medici del St. Micheal Hospital di Toronto, in Canada. Una loro ricerca, pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica The Lancet Neurology, ha evidenziato il ruolo dei giochi con le carte nel processo di riabilitazione neurologica per i pazienti colpiti da ictus. Questo tipo di attività mentale viene percepita come un divertimento e richiama le attività che si facevano da bambini, contribuendo a velocizzare il recupero dopo l’evento traumatico.

Anche delle ricerche statunitensi hanno rilevato i benefici delle carte per i pazienti neurologici. Uno studio compiuto a Los Angeles ha monitorato il comportamento e l’attività sociale di un gruppo di anziani in una casa di riposo locale. In questa ricerca è stato evidenziato che il burraco ed il bridge hanno favorito l’interazione sociale degli ospiti della struttura, che avevano così un motivo per ritrovarsi ad un orario stabilito ed interagire in modo positivo tra loro.

Il dottor Stephen Simpson ha realizzato uno studio su alcuni dei migliori giocatori di poker al mondo, tra i quali Liv Boeree e Chris Moorman, con il contributo di Paul McKenna, mentalista di fama internazionale, e di Richard Bandler, uno dei fondatori della moderna PNL (Programmazione Neurolinguistica).

La ricerca ha evidenziato che i pokeristi di successo hanno alti livelli di concentrazione, che viene allenata durante i tornei che durano diverse ore. Sono anche meno soggetti al cosiddetto “tilt”, cioé allo stato di confusione mentale ed emotiva che spesso impedisce ai principianti di seguire le strategie di poker più efficaci. I migliori giocatori hanno imparato a gestire le loro emozioni e si avvicinano allo stato “emotion-neutral”, ma dimostrano di avere anche una spiccata intuizione.

Un’azienda di gaming ha finanziato uno studio su sei giocatori di poker, con diverso livello di esperienza. Durante le partite il loro cervello veniva monitorato attraverso un encefalogramma, per verificare come reagiva in particolari momenti di stress o di positività, come ad esempio nel caso di un flop positivo o in seguito al “raise” dell’avversario. Il risultato ha mostrato che i giocatori esperti erano meno stressati nelle diverse situazioni della partita rispetto ai principianti e le loro reazioni emotive erano di minore entità.

I benefici

Se si gioca a poker per un sufficiente periodo di tempo, ovviamente senza esagerare, i cambiamenti a livello neuronale ed emotivo possono diventare permanenti. In ogni caso, le skills del gioco possono essere trasferite facilmente anche ad altri ambiti della vita, risultando particolarmente utili.

Ad esempio, il controllo delle proprie emozioni è utile nelle relazioni sociali, dove spesso siamo chiamati a ricoprire un ruolo che ci impone di non esprimere apertamente quello che proviamo. La stessa cosa si può dire in merito alla concentrazione, che è indispensabile in qualsiasi attività e che se ben allenata può portarci a raggiungere i nostri obiettivi.

Un’altra qualità che i pokeristi sviluppano è la pazienza, perché spesso le sessioni di gioco durano ore ed è necessario rimanere seduti al tavolo per molto tempo, resistendo alle distrazioni. Insieme alla pazienza, la disciplina viene fortemente allenata e, ovviamente, può risultare estremamente utile anche al di fuori del poker.

Anche a livello psicologico il giocatore infatti sviluppa delle qualità specifiche, in particolare una maggiore capacità di analisi, dato che è “costretto” a valutare la psicologia dell’avversario per raccogliere quante più informazioni possibili al fine di elaborare la sua strategia di poker. La comunicazione non verbale riveste una importanza fondamentale e il giocatore è maggiormente abituato ad interpretarla rispetto alla popolazione in generale.

L’importante è non esagerare

Come abbiamo visto in questo articolo, sono diversi i benefici apportati dai giochi di carte, ma è utile ricordare che questi ci sono solo se il gioco rimane un divertimento e non diventa ludopatia, una vera e propria patologia che nasconde problemi psicologici più profondi e che impedisce al giocatore il controllo sulle giocate, con il rischio di perdere molto denaro.