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TAURIANOVA (RC), WEDNESDAY 28 OCTOBER 2020

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Pazzano e La Strada rispondono alla triplice sindacale, insieme possiamo aprire una nuova stagione per lo sviluppo del nostro territorio Siamo desiderosi di confrontarci con CGIL, CISL e UIL, abbiamo letto accuratamente il documento politico rivolto a tutti i candidati Sindaco

Pazzano e La Strada rispondono alla triplice sindacale, insieme possiamo aprire una nuova stagione per lo sviluppo del nostro territorio Siamo desiderosi di confrontarci con CGIL, CISL e UIL, abbiamo letto accuratamente il documento politico rivolto a tutti i candidati Sindaco

Siamo desiderosi di confrontarci con CGIL, CISL e UIL, abbiamo letto accuratamente il documento politico rivolto a tutti i candidati Sindaco. Esso parte da una analisi accurata e corretta che, chiaramente, vede nella tornata elettorale di Palazzo San Giorgio un passaggio fondamentale per il futuro dell’intera area metropolitana. Condividiamo questo approccio che ci fa uscire dal canonico perimetro, tutto cittadino, proprio perché consapevoli che, con l’istituzione della Città Metropolitana, abbiamo il dovere di guardare a quell’esteso territorio che abbraccia ben 97 comuni.
Ecco perché, sin dall’inizio della nostra corsa, abbiamo attraversato in lungo e largo l’area metropolitana e abbiamo composto il nostro programma di governo guardando sempre alle problematicità così come alle opportunità e alle potenzialità che venivano dai tanti piccoli, medi e grandi comuni della nostra area metropolitana: da Gioia Tauro a Locri, da Rosarno a Riace, da Cinquefrondi a Gioiosa Jonica. Lo abbiamo fatto interagendo puntualmente con Sindaci, amministratori, gruppi ed esponenti politici, sentinelle del territorio. Condividiamo l’importanza della contrattazione di secondo livello che deve essere utilizzata per stipulare, tra Cgil, Cisl e Uil, da una parte, e la Città metropolitana, i comuni e gli enti pubblici e privati, dall’altra, accordi innovativi, positivi per i lavoratori di tutti i settori e per le amministrazioni e i datoriali in genere, che devono essere in grado di fornire servizi sempre più di qualità, per riuscire a rispondere efficacemente ai bisogni della collettività.
Se vogliamo una pubblica amministrazione efficiente e capace di rispondere ai bisogni dei cittadini dobbiamo preoccuparci necessariamente delle condizioni dei lavoratori della macchina amministrativa, vero motore di un buon comune, consentendo loro di offrire il meglio della loro professionalità in un clima dialogico, sereno, costruttivo e con la consapevolezza di svolgere un ruolo determinante per il benessere della collettività. Questo approccio deve essere mantenuto anche nei riguardi di tutti quei lavoratori che svolgono servizi anche nelle società municipali e che svolgono funzioni determinanti per la collettività. Il nostro pensiero non può non andare, ad esempio, ai lavoratori e alle lavoratrici dell’AVR, stremati dai costanti ritardi per il pagamento degli stipendi, spesso al centro di brutali querelle circa la situazione disastrosa dei rifiuti in Città, così come ai lavoratori impegnati nella Gallico-Gambarie, infrastruttura infinita che speriamo possa vedere presto la luce. Anche sulle infrastrutture, al di là delle inconcluse e dei perenni cantieri che costellano il nostro territorio, emblema dell’incapacità politica e della speculazione a tutti i costi, urge una prioritaria visione che abbia a cuore il vero benessere delle comunità.
Manca un sistema di mobilità metropolitano, intere aree del nostro territorio sono scoperte e irraggiungibili se non con mezzi privati, il doppio binario arriva a Melito Porto Salvo e sono ancora tante, troppe, le persone che trovano la morte sulla Statale 106. Anche la tangenziale che costeggia la città di Reggio è un perenne cantiere, le piazzole di sosta trasformate in luoghi di discarica, così come le direttrici che dalla costa salgono verso Gambarie, il cui manto stradale è ormai un colabrodo e i cumuli di rifiuti sono una ferita alla bellezza del nostro promontorio scosceso sul mare.
Siamo anche consapevoli, però, che la più grande infrastruttura della quale Reggio Calabria ha bisogno è quella sociale, la comunità: prima le persone, poi le cose. Welfare e sanità sono le due principali aree di intervento dove, realmente, si gioca la salute dei cittadini. L’emergenza da coronavirus ci ha fatto vedere come l’assenza di un sistema di medicina territoriale può far precipitare nel baratro un territorio mettendo a repentaglio la vita di migliaia di cittadini e cittadine. In questo periodo difficilissimo, sono le fasce più deboli a rischiare l’emarginazione definitiva, il nostro pensiero non può non andare a chi oggi non può permettersi una visita medica, a chi non ha un tetto sulla testa, a chi non riesce ad unire il pranzo con la cena, a chi è costretto a vivere la disabilità come un dramma in solitudine, alle lavoratrici e ai lavoratori costretti al giogo del lavoro nero o dello sfruttamento perché, quando hai poco o niente in tasca, diventi necessariamente più ricattabile. Noi vogliamo che i calabresi non siano più ricattabili, vogliamo che siano liberi di determinare il loro futuro: i bisogni dei cittadini e delle cittadine non possono essere materia sulla quale costruire consenso, i diritti non possono essere privilegi. Noi vogliamo costruire una comunità dove al centro vi sia il benessere delle persone, il loro essere in relazione tra loro e con l’ambiente che li circonda.
All’ambiente e al territorio riserviamo attenzione prioritaria: acqua, depurazione e cura dei beni comuni ambientali. Inutile parlare di “Reggio turistica” se non abbiamo acque balneabili, inutile parlare di città plastic-free quando non abbiamo acqua dai rubinetti e se ce l’abbiamo possiamo usarla a stento per la pulizia domestica e personale. È inutile anche parlare di infrastrutture inutili e dannose come il Ponte sullo Stretto, quando abbiamo un territorio ad emergenza dissesto idrogeologico, quando le città non sono in grado di contenere nemmeno un acquazzone primaverile, quando non abbiamo presidi medici sui territori, quando non abbiamo trasporti. Noi vogliamo uno sviluppo sostenibile per il nostro territorio che, in epoche passate, è stato spesso ferito con interventi che lo hanno tradito e ferito poiché utili solo a speculazioni e saccheggi.
Solo così potremo scongiurare l’abbandono della nostra terra, con la consapevolezza però che non è nostra intenzione piantare zavorre ai piedi delle nuove generazioni; guardiamo a loro con la volontà di costruire, insieme ai cittadini e alle cittadine, insieme alla comunità, una Città ospitale, vitale, dinamica, generatrice di cultura, moderna, euro-mediterranea e connessa con il resto dell’Europa e del Mondo, ma consapevoli che la nostra restanza oggi è fluida, è fatta di continui spostamenti e mutamenti, e che questa irrequietezza rappresenta una ricchezza ed è anche speranza per una Calabria libera e liberata.

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