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TAURIANOVA (RC), LUNEDì 15 LUGLIO 2024

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Ospedale “Annunziata”, procedura licenziamento 80 Oss La denuncia di Usb: "Dal 30 settembre non verrà rinnovata la prosecuzione del servizio agli operatori socio-sanitari"

Ospedale “Annunziata”, procedura licenziamento 80 Oss La denuncia di Usb: "Dal 30 settembre non verrà rinnovata la prosecuzione del servizio agli operatori socio-sanitari"
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“Con protocollo del 4 settembre 2019, la Coopservice, comunica alla Regione Calabria ed alle organizzazioni sindacali di loro riferimento – ad esclusione della USB – l’attivazione delle procedure di licenziamento collettivo per gli operatori socio sanitari, tutti lavoratori in servizio presso la struttura sanitaria dell’Annunziata di Cosenza, cooperativa che su tutto il territorio nazionale si è sempre occupata di pulimento e sanificazione, vigilanza e custodia, logistica e trasporti“. Lo scrive in una dura nota il Coordinamento Provinciale Sanità dell’Unione Sindacale di Base.

“Secondo la cooopservice non si potrà procedere alla reinserimento in altre attività dei lavoratori, e quindi visto che l’appalto con la struttura aziendale annunziata di Cosenza, non viene rinnovato la prosecuzione del servizio a far data dal 30 settembre prossimo, tutti gli 80 OSS vanno a casa. Ora – denuncia l’USB – a parte i problemi che abbiamo sempre evidenziato sulla sanità calabrese come i posti letto ridotti all’osso (3 posti letto dove è possibile, per ogni mille abitanti), ospedali chiusi, reparti chiusi , medici infermieri carenti a tal punto che solo in Calabria abbiamo assistito al richiamo “volontario” dei pensionati!!! E soprattutto 360 milioni di spese per pagare la sanità in altre regioni a causa della poca fiducia che si nutre di pendolarismo sanitario. Oggi ci troviamo a subire l’ennesimo “ papocchio” nella sanità, di operatori di una ditta di pulimento che con i loro soldi si sono qualificati conseguendo un attestato di operatori sanitari e dopo anni di sacrifici per mantenersi nella precarietà più assoluta un “pezzo di pane “ oggi dalla sera alla mattina vanno tutti a casa! Questo solo in Calabria”!

“Padri e madri di famiglia, che prima di entrare in Coopservice hanno fatto anni di gavetta, stages, lavoro gratuito o volontario, lavoratori che hanno iniziato a lavorare part time (e in part time sono rimasti) e a tempo determinato, una situazione che in tanti casi si è protratta per anni. Con una paga oraria da fame, 7 euro l’ora circa, contribuzioni previdenziali ( Meglio non parlarne ), senza mai capire quanto è il divario tra quanto percepisce la cooperativa e le spettanze dei lavoratori, un rapporto che ancora oggi è difficile da quantizzare. Un campo minato quello degli operatori sanitari. L’assenza di un sistema di regole condiviso e uguale per tutti, per anni questi operatori con la loro opera hanno acquisito una formazione professionale che oggi viene messa in discussione. Tutto perché le regole provinciali e regionali sull’assistenza sanitaria ai nostri concittadini cambiavano da regione a regione. -In Calabria ancora oggi dopo commissari e politici alla sanità NON siamo nelle condizioni di avere una direttiva univoca, come se per accudire un bambino o un anziano non serva personale qualificato e formato alla stessa maniera, ma solo la buona volontà dei singoli e l’improvvisazione dei “gestori” appaltanti!!”.

“Dopo anni di lavoro, “umile “ a contatto con la sofferenza della gente, e sacrificato senza un costo standard, con appalti al ribasso costruendo delle gare che ammazzano diritti, tutele riducendo al minimo il costo della forza lavoro, ci troviamo a subire l’ennesimo smacco di lavoratori calabresi. Capiamo la rabbia dei lavoratori – conclude la nota dell’USB – che senza le cooperative oggi sarebbero a casa e privi anche della bassa retribuzione percepita (spesso con ritardo) ma il debito di gratitudine non significa tacere e assecondare certe logiche, riteniamo necessario aprire una discussione con la regione Calabria (oggi alle ore 12 incontro USB presidente e commissari), dove porremo anche questo problema “sanitario” di lavoratori coinvolti in questo grande sistema di sfruttamento privatizzazione ed esternalizzazione dei servizi di primaria importanza come la sanità.