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TAURIANOVA (RC), MONDAY 01 MARCH 2021

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Oggi Giuseppe Conte sale al Quirinale per dimettersi e poi…? Crisi (?) lampo per ripartire con un “Conte ter”? Già da domani dovrebbero avviarsi le consultazioni Pd, M5S e Leu ribadiscono il proprio sostegno al presidente del Consiglio, ma si teme la "trappola" di Renzi

Oggi Giuseppe Conte sale al Quirinale per dimettersi e poi…? Crisi (?) lampo per ripartire con un “Conte ter”? Già da domani dovrebbero avviarsi le consultazioni  Pd, M5S e Leu ribadiscono il proprio sostegno al presidente del Consiglio, ma si teme la "trappola" di Renzi

Oggi il premier Giuseppe Conte salirà al Quirinale per dimettersi e lo farà dopo il Consiglio dei Ministri, aprendo così una fase delicata (non per colpa sua, ma per quel Renzi dello “Stai sereno” il quale provoca solo disastri istituzionali per qualche quarto d’ora di sopravvivenza), in un momento emergenziale per la pandemia in corso e con i numeri dei contagi altalenanti.
Dopo la fiducia avuta al Senato con dei numeri da maggioranza relativa, sembra che il premier non ce li avrà nella relazione del Ministro della giustizia Bonafede e non resta altra via che salire al Colle, dimettersi, così da consentite a Mattarella di avviare le consultazioni e di un eventuale reincarico allo stesso Conte.
La trappola che teme Giuseppe Conte è quella di Italia Viva, dei veti che fino ad ora ha posto e di una carenza di numeri che potrebbe essere letale per la durata della legislatura. In quanto se non si dovesse trovare una maggioranza, come vorrebbe il Capo dello Stato, si potrebbe anche arrivare ad una soluzione estrema e quindi lo scioglimento delle Camere e andare al voto.
Quest’ultima ipotesi, a nostro avviso, sarebbe quasi surreale in quanto consegnare il paese alle destre e con Mattarella a scadenza di mandato e l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica.
Conte può contare sullo “scudo” del Pd, M5S e Leu, in una giornata la quale si presenta molto tesa.
Italia Viva dal canto suo ha dichiarato che “Se Conte non pone veti su Iv, la delegazione Iv non porrà veti sul suo nome”. Ma Conte non si fida, e non ha tutti i torti, teme il ricatto renziano.
Come non è escluso un governo con un altro premier, gli scenari sono aperti, ma l’unica costante comune a tutti è quella di non andare al voto anticipato.
L’attesa combacia con il tempo utile e necessario per ottenere delle garanzie da quegli “azionisti”, definiti “costruttori” i quali ancora non hanno sciolto la riserva e che saranno determinanti per la nascita del nuovo governo.
Le consultazioni dovrebbero iniziare già da domani o al massimo giovedì e si annunciano rapide per verificare se ci sono le condizioni per un Conte ter.
Noi pensiamo che Renzi non può permettersi di dire di no a Conte per tanti e svariati motivi, primo tra tutti, la sua sopravvivenza politica e poi il fatto che conviene adeguarsi al contesto o all’idea di un Conte ter. D’altronde Renzi voleva solo liquidarsi l’avvocato degli italiani, ma non andare al voto. L’unico modo per sminarlo è allargare davvero la maggioranza e rendere i suoi senatori non più essenziali. E non è escluso, così com’è accaduto nella fiducia al Senato, potrebbero esserci dei centristi come alcuni dentro a Forza Italia per fare il salto nella maggioranza, magari sedendo nel tavolo delle trattative per il nuovo governo.
È un balletto formato da tante pedine pronte a muoversi e altre che si stanno muovendo, l’obiettivo principale è, evitare le elezioni anticipate almeno fino all’elezione del nuovo Capo dello Stato.
(GiLar)