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TAURIANOVA (RC), SABATO 27 NOVEMBRE 2021

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Masters di tennis, ecco le finali da ricordare In attesa di conoscere chi sarà il “maestro” di questo 2021, andiamo a ripercorrere alcune finali che hanno segnato questo torneo in epoca più recente

Masters di tennis, ecco le finali da ricordare In attesa di conoscere chi sarà il “maestro” di questo 2021, andiamo a ripercorrere alcune finali che hanno segnato questo torneo in epoca più recente

Torino si sta godendo questa settimana lo spettacolo delle Atp Finals: il Masters di fine anno fa tappa per la prima volta nella storia in Italia, gli otto migliori giocatori al mondo catturano l’attenzione degli appassionati che scelgono i migliori siti casino live e scommesse online per puntare sulle partite di altissimo livello che vanno in scena al PalaAlpitour.

In attesa di conoscere chi sarà il “maestro” di questo 2021, andiamo a ripercorrere alcune finali che hanno segnato questo torneo in epoca più recente. Ci sarebbe da includere anche un Becker-Lendl del 1988 (vittoria del tedesco al tie-break del quinto dopo una maratona di quasi 5 ore), Lendl-Gerulaitis del 1981 (la prima di nove finali consecutive del ceco) e anche il derby spagnolo del 1998 ad Hannover che vide trionfare Corretja in cinque set su Moya.

Federer-Tsonga, 2011

Roger Federer ha vinto sei volte il Masters di fine anno (record assoluto ma Djokovic, con 5 successi, può eguagliarlo già quest’anno), l’ultima nel 2011. A Londra lo svizzero si trovava di fronte Jo-Wilfried Tsonga, già sconfitto nel round robin. Dopo aver messo in cascina il primo set comodamente (6-3), Federer serve per il match sul 5-4 ma subisce a sorpresa il controbreak. Non solo: Tsonga trascina “King Roger” al tie-break e gli annulla un match point. Il francese vince 7-6 il secondo set ma quello è l’ultimo guizzo: Federer chiude 6-3 nel set decisivo e vince dopo 2 ore e 19 minuti. Va segnalato che in quell’edizione il 20 volte vincitore Slam batté Nadal in semifinale e che dopo quel 2011 arrivò altre tre volte in finale, nel 2012, 2014 e 2015. In tutte e tre le occasioni vinse Novak Djokovic (una senza giocare per il forfait di RF).

Nalbandian-Federer 2005

Le tre sconfitte contro Djokovic non rappresentano le uniche finali perse da Federer al Masters. Ce n’è una, in particolare, che tanti amanti del tennis ricordano, quella del 2005. A Shanghai si impose David Nalbandian. Anche in quel caso la partita si giocò anche nella fase a gironi (si impose Federer, 64 al terzo), ma stavolta in finale l’esito fu ribaltato. Federer è nel pieno della sua maturità agonistica, gioca un 2005 (e poi un 2006) impressionante ed arriva alla partita con una striscia aperta di 35 vittorie, anche se è out da un mese per un problema alla caviglia.

Nonostante questo, l’elvetico incamera i primi due set al tie-break (si giocava tre su cinque) ma crolla nei successivi due, 62 61. Nalbandian, entrato nel torneo per il forfait di Roddick, va avanti 4-0 nel quinto: sembra finita, ma Federer rimonta, si porta sul 6-5 e arriva addirittura a due punti dal match. Non riuscirà nell’impresa, l’argentino si impone 7-3 nel tie-break del quinto set e porta a casa la vittoria più prestigiosa della sua carriera.

Sampras-Becker 1996

Pochi dubbi su quale sia stata la finale più bella di sempre. Ad Hannover, nel 96, l’allora numero uno, Pete Sampras, e l’idolo di casa, Boris Becker, danno vita ad un match sublime. I due si erano scontrati già nel girone (vinse Becker, 76 76) e il tedesco comincia forte anche in finale con 4 ace nel game d’apertura. Sampras sciorina colpi di altissimo livello e, dopo aver perso il primo set 63, vince i successivi due parziali al tie-break.

Anche il quarto si decide sul filo di lana: l’americano arriva due volte al match-point, Becker li annulla infiammando il suo pubblico e porta il match al quinto. Emozioni a non finire anche nel set decisivo, col break di Sampras che arriva sul 4-4 (strappa il servizio dopo 27 turni tenuti da “Bum Bum Becker”, autore di 32 aces). Anche sul 5-4 e servizio Sampras non finalizza due match point, il quinto è quello giusto per mettere la parola fine ad una partita leggendaria.