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TAURIANOVA (RC), LUNEDì 04 LUGLIO 2022

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La querela di qualche boss della ‘Ndrangheta non ferma la volontà di informare i cittadini da parte del nostro quotidiano Il metodo preventivo di terrorizzare la stampa, attraverso le denunce sembra essere la via maestra di qualche ndranghetista

La querela di qualche boss della ‘Ndrangheta non ferma la volontà di informare i cittadini da parte del nostro quotidiano Il metodo preventivo di terrorizzare la stampa, attraverso le denunce sembra essere la via maestra di qualche ndranghetista

Di Luigi Longo

Ricevere una lettera per raccomandata, dopo ore di attesa nell’ufficio postale, da un legale per nome e per conto di uno dei più importanti boss della Ndrangheta calabrese di una richiesta di risarcimento e denuncia penale , per aver raccontato la storia criminale di quel boss, considerato il Pablo Escobar della Ndrangheta calabrese. Non è molto piaciuta al boss, anzi al presunto boss…Nulla contro il diritto di querelare se qualcuno si sente diffamato da un giornalista . Ma la storia raccontata è passata al vaglio da inchieste giudiziarie da varie procure italiane. In ogni caso, gli avvocati , conoscono molto bene la nostra opinione , se un loro cliente viene assolto, non devono fare altro che inviarci le carte del Tribunale che attesta l’assoluzione del proprio cliente. Noi li pubblichiamo integralmente , senza nessuna censura. Tutti conoscono la nostra linea editoriale, accusa e difesa per noi devono avere pari diritti.
Senza l’invio delle carte processuali, noi non cancelliamo nessun articolo, sia ben chiaro a tutti.
Il mestiere del giornalista, sta diventando sempre più complicato, ma la passione di informare, in tanti di noi, sta nel DNA. Tutti devono sapere, noi, non abbiamo timore di mafiosi o ndranghetisti che possono intimidirci, non abbiamo paura di nulla, quando raccontiamo la verità. Senza questa passione morbosa, in tanti avrebbero gettato la spugna.