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TAURIANOVA (RC), GIOVEDì 20 GENNAIO 2022

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Il bilancio dei Carabinieri

Il bilancio dei Carabinieri

Il Comando provinciale presenta un anno di attività operativa

Il bilancio dei Carabinieri

 

Il Comando provinciale presenta un anno di attività operativa

 

“Quando parliamo di sicurezza facciamo riferimento ad un concettocomplesso che sottende una varietà di espressioni: dal furto in abitazione, allarapina, dalla pedofilia e lo stupro all’omicidio, fino alla criminalità mafiosache gestisce i grandi traffici transnazionali (droga, armi, immigrazioneclandestina) e che reinveste e ricicla enormi quantità di denaro alterando leregole del libero mercato. La “criminalità diffusa” e la “criminalitàpredatoria” di questa provincia, seppur costituiscano apparentemente unaminaccia di minore entità rispetto a quella organizzata, hanno in loro stesse lacaratteristica dell’aggressività che le contraddistinguono e le connotano comele espressioni criminali più temute dalla collettività. Dal confronto dei dati disponibili con quelli dell’anno precedente, il numerocomplessivo dei reati commessi registra un’indicativa diminuzione (circa il 16% in meno). In particolare, sono in calo quelli di maggior allarme sociale tracui i furti, le rapine e le violenze sessuali. I risultati raggiunti sono incoraggianti e gratificano gli sforzi compiuti. L’Arma garantendo un servizio di “pronto intervento” in grado di gestire leoltre centomila chiamate pervenute nel 2010 al numero di emergenza 112 (inmedia oltre 300 chiamate al giorno), alle quali sono conseguiti migliaia diinterventi (7687 al 30.11.2010) realizzati attraverso tutte le componentioperative dell’Arma dislocate sul territorio: dalle pattuglie delle Stazioni, alle“Gazzelle” dei Nuclei Radiomobili, sino al Carabiniere di “Quartiere”. Queste componenti sono anche chiamate a svolgere un delicato compito diprevenzione attraverso un costante controllo del territorio, per prevenire ireati, e della circolazione stradale, estendendo le verifiche soprattutto nei finesettimana ed in prossimità di locali notturni, al fine di ridurre gli incidenti e ilnumero delle vittime della strada (le cc.dd. “stragi del sabato sera”). Il D.M. del 22 gennaio 2008 del Ministro delle Comunicazioni sul “Numerounico di emergenza europeo 112″ (NUE), pubblicato sulla G.U. n. 59 del 10marzo 2008, prevede la gestione unificata delle chiamate di emergenzaindirizzate al 112 ed al 113, attualmente servite dalle Centrali Operative diCarabinieri e Polizia di Stato. Qui a Reggio Calabria è divenuto operativodall’agosto scorso.Sul versante del contrasto alla criminalità organizzata il Comando Provincialedi Reggio Calabria ha attuato un modello operativo, a ragione denominato“Modello Reggio”, che prevede che le attività di controllo del territorio si sviluppino attraverso: la concezione e l’organizzazione di servizi preventivi, sia per laprevenzione generale, in tutte le sue accezioni (polizia di prossimità,soddisfacimento dei significati di sicurezza percepita, ravvicinata,integrata, ecc.), sia per quella mirata a contrastare particolari fenomeni,attentamente studiati avvalendosi dell’analisi operativa (ricorrenze di reati predatori e/o fatti indicatori di attività mafiose, come idanneggiamenti, le intimidazioni o le richieste estorsive, ovveroaccadimenti di diversa natura che si sono registrati sul territorio, ecc.); l’attività investigativa vera e propria, sviluppata da tutte le componentioperative del Comando Provinciale sinergicamente orientate a operarein stretta intesa e collaborazione con i reparti speciali (ROS, Cacciatori,NAS, NOE, ecc.). Il Comando Provinciale di Reggio Calabria ha fornito un contributo rilevante anche per fronteggiare le esigenze di Ordine Pubblico (basti ricordare i fattidi Rosarno e i numerosi eventi istituzionali e sportivi che si sono svolti nelcorso di quest’anno). In una realtà come quella attuale, connotata da profonde trasformazioni e daun elevato dinamismo, è altresì indispensabile curare la preparazioneprofessionale. E’ in quest’ottica che s’inquadra l’intenso impegno formativoche quest’anno il Comando Provinciale di Reggio Calabria ha rivolto al proprio personale in tema di violenze sessuali, violenze domestiche e“stalking”. Un impegno che è anche testimonianza di una sempre maggioreattenzione verso le vittime del reato. Qualsiasi sforzo organizzativo sarebbetuttavia vano se non fosse valorizzato dal fattore umano, ovvero da tuttiquegli operatori che – a vario titolo – sono poi chiamati a dare attuazionepratica a tali direttive strategiche. Un sincero ringraziamento va quindi a tuttii Carabinieri di ogni ordine e grado per il costante impegno che dimostranoquotidianamente nello svolgimento dell’attività istituzionale.Infine, doveroso è il ringraziamento agli operatori della “Stampa” perl’attenzione dimostrata verso le nostre esigenze di comunicazione,Comando Provinciale Carabinieri di Reggio Calabria 2010- 6 -nell’esercizio di una professione delicata ed impegnativa che, specie in questoterritorio, riveste il ruolo fondamentale di stimolo alla crescita sociale eculturale della collettività. Vi auguro buon lavoro con l’auspicio che il nuovo anno sia, per tutti voi, riccodi ogni desiderata soddisfazione!”.

Colonnello Pasquale Angelosanto

ATTIVITA’ OPERATIVA
Nel 2010 sono state 1.151 le persone arrestate, 135.000 i servizi di pattugliaeffettuati (circa il 6% in più rispetto allo scorso anno). Sono stati intensificati iservizi finalizzati al contrasto dell’immigrazione clandestina eall’individuazione e all’allontanamento dei cittadini stranieri (anchecomunitari) che sono risultati pericolosi per la sicurezza pubblica. Dalconfronto dei dati attualmente disponibili con quelli dell’anno precedente, ilnumero complessivo dei reati commessi nella provincia di Reggio Calabriaregistra una significativa diminuzione, circa il 12% in meno. In particolare, sono in calo le rapine (circa il 15% in meno) e i furti (circa il 16% in meno). Il 2010 è stato caratterizzato da molti fatti di cronaca, tra cui ricordiamo i c.d.“fatti di Rosarno” e gli attentati e/o minacce contro la Magistratura reggina,che più hanno destato l’attenzione e la preoccupazione dei cittadini.Attentati e/o minacce contro la magistratura reggina. Dall’inizio dell’anno si sono registrati numerosi eventi intimidatori neiconfronti di magistrati in servizio nelle varie articolazioni del Distretto Giudiziario reggino. 03 gennaio 2010: attentato dinamitardo alla sede della Procura Generale della Repubblica di Reggio Calabria; 25 gennaio 2010: lettera minatoria, contenente cartuccia cal. 12, indirizzata al Dott. Giuseppe LOMBARDO – Sost. Proc. D.D.A.; 05 marzo 2010: lettera minatoria, contenente cartuccia cal. 7,65, indirizzata al Dott. Antonio DE BERNARDO – Sost. Proc. D.D.A.; 27 maggio 2010: lettera minatoria recapitata presso gli uffici del CE.DIR,contenente cartuccia calibro 7,65, indirizzata al Dott.Giuseppe PIGNATONE;Comando Provinciale Carabinieri di Reggio Calabria 2010- 8 -07 giugno 2010 sbullonamento di nr. 4 bulloni ruota anteriore sinistradell’autovettura (del Ministero della Giustizia), utilizzataper la tutela del Dott. Salvatore DI LANDRO – Procuratore Generale presso la Corte d’Appello; 14 luglio 2010:sbullonamento di nr. 2 bulloni di una ruotadell’autovettura del Ministero della Giustizia, utilizzataper la tutela della Dott.ssa Adriana FIMIANI – Sost. Proc.Generale; 19 luglio 2010:rinvenimento di una cartuccia cal. 12 sul parabrezzadell’autovettura protetta, del Ministero della Giustizia,parcheggiata all’interno del garage del CE.DIR. utilizzataper la tutela del Dott. Giuseppe CREAZZO, Procuratoredella Repubblica di Palmi;26 agosto 2010: attentato dinamitardo presso l’abitazione del Dott.Salvatore DI LANDRO, Proc. Gen. della Repubblica; 05 ottobre 2010 rinvenimento, a seguito di segnalazione anonima, di unlanciarazzi mod. RBR N80 DA 64MM, privo di razzo, neipressi del CEDIR di Reggio Calabria, costituente minacciaal Dott. Giuseppe PIGNATONE;Significativi sono stati i risultati ottenuti con le indagini concluse: “GUNMAN”, “REALE”, “REALE 2” e “REALE 3”, “ALL INSIDE” e “ALL INSIDE2”, “META”, “CAPOLINEA”, “IL CRIMINE”, “PETTIROSSO”, “PICCOLOCARRO”, “EPILOGO” e “RECUPERO”. Un cenno di approfondimento merita l’operazione “Il Crimine”. Il 13.07.2010, nelle province di Reggio Calabria, Catanzaro, Vibo Valentia, Cosenza, Milano, Torino, Cuneo e Rimini, militari del Comando Provinciale e del Raggruppamento Operativo Speciale, unitamente a quelli dei comandi Armaterritorialmente competenti, davano esecuzione a provvedimenti di fermo diindiziato di delitto nei confronti di 69 appartenenti a cosche della‘ndrangheta, indagati a vario titolo per associazione di tipo mafioso, Comando Provinciale Carabinieri di Reggio Calabria 2010- 9 -intestazione fittizia di beni, riciclaggio ed impiego di denaro, beni e proprietàdi provenienza illecita. Nel medesimo contesto, personale della Polizia diStato di Reggio Calabria eseguiva il fermo d’indiziato di delitto nei confrontidi ulteriori 53 soggetti. Contemporaneamente, il Comando Provinciale dei Carabinieri di Milano, per gli stessi reati, eseguiva un’ordinanza di custodiacautelare in carcere, emessa nei confronti di 180 associati alla ‘ndranghetaoperanti in Lombardia, dei quali 11 provvedimenti venivano eseguiti nelleprovince di Reggio Calabria, Catanzaro e Vibo Valentia da personale diquesto Comando e di quelli interessati. Inoltre, militari di questo ComandoProvinciale e del ROS eseguivano un decreto di sequestro preventivo, per unvalore di € 50.000.000,00 circa, di società, beni aziendali e beni mobiliriconducibili ad alcuni degli indagati. I provvedimenti restrittivi sonoscaturiti da articolate attività investigative, condotte autonomamente daireparti dell’Arma dei Carabinieri e della Polizia di Stato, coordinati dalla D.D.A. di Reggio Calabria, ed hanno permesso di delineare l’esistenza dellaorganizzazione ‘ndrangheta avente base strategica nella provincia di ReggioCalabria, con attive ramificazioni sia nel nord Italia, in particolare inLombardia, sia all’estero, dove è stato replicato il modello organizzativocalabrese da parte di quelle articolazioni che risultano dipendenti dai verticidecisionali presenti nel territorio reggino e che costituiscono centropropulsore dell’intero sodalizio mafioso. L’organizzazione ricomprende unvertice, denominato “Provincia”, riferimento dei responsabili dei tre“Mandamenti” (Tirrenico, del Centro e Jonico), all’interno dei quali risultanooperative le “Locali” di ‘ndrangheta, organizzati sempre su base territoriale. L’ordine gerarchico all’interno della struttura mafiosa, che garantisce allesingole cosche anche ampi margini di autonomia, é assicurato dai tradizionaligradi e cariche operative nei diversi livelli dell’organizzazione. Le attività illecite sono riconducibili a tre filoni principali: le strutture e l’operativitàdell’organizzazione mafiosa, l’illecito arricchimento e il riciclaggio di denaroe il condizionamento della vita economico-imprenditoriale nei territori diriferimento. Con l’operazione “IL CRIMINE”, che ha evidenziato la struttura unitaria, lacomposizione organica della ‘ndrangheta e l’operatività di organismi divertice, si sono poste le basi, benché ora solo nella fase dell’indaginepreliminare, per ottenere la dimostrazione processuale dell’esistenza della‘ndrangheta e del suo assetto unitario, delle sue dinamiche interne e del ruolodecisionale dei suoi organismi di vertice. Il risultato consentirà in futurol’utilizzo dell’indagine “IL CRIMINE” come pietra angolare sulla qualepoggiare tutti gli altri progetti investigativi.Incisivo è stato il contrasto al traffico e allo spaccio di droghe con l’arresto di 104 persone, la segnalazione al Prefetto di 88 persone (di cui 4 minori) e il sequestro di circa 1,5 quintali di sostanze stupefacenti di varia natura, con unincremento – in particolare – dei sequestri di cocaina (+ 1000% rispetto al2009). Di rilievo è stata anche l’attività investigativa finalizzata al contrasto delle rapine. In particolare, nel primo semestre di quest’anno, nella città di Reggio Calabria sono state perpetrate diverse rapine in abitazione in danno dianziani. Gli eventi hanno suscitato notevole allarme sociale, poiché in tutti i casi i soggetti agivano con inaudita ferocia aggredendo con violenza le lorovittime e sottraendo loro ogni valore presente in casa, con bottini in alcunicasi che superavano anche i centomila euro di valore. Una complessa edarticolata attività d’indagine ha consentito di individuare gli autori di almeno sette rapine commesse in abitazioni di anziani. I primi tre componenti dellabanda, di cui una donna, erano stati individuati e sottoposti a fermo diindiziato di delitto in data 08.06.2010, un quarto componente era statoarrestato il 13 giugno successivo ed infine in data 30.07.2010 è stata dataesecuzione ad un provvedimento di custodia cautelare in carcere, emesso dal G.I.P. presso il Tribunale di Reggio Calabria, nei confronti di 5 persone (i primi quattro più un’altro individuato successivamente), ritenuteresponsabili di associazione per delinquere finalizzata alle rapine, sequestridi persona e lesioni.

OPERAZIONI DI RILIEVO

13.01.2010 Operazione “NUOVO POTERE”: nell’area dello stretto della provincia, in MassaCarrara e Domodossola (VB), esecuzione di O.C.C. a carico di 27 persone per 416 bisfinalizzata alle estorsioni, alla illecita concorrenza mediante violenza o minaccia,traffico di sostanze stupefacenti, traffico di armi ed altro. L’attività investigativaconsentiva di delineare gli ambiti operativi delle cosche “PANGALLO-MAESANOFAVASULI”e “ZAVETTIERI”.

Il 20.01.2010, in San Luca (RC), militari dipendenti notificavano decreto di sequestropreventivo emesso nei confronti di GIAMPAOLO Sebastiano, nato a Locri (RC)l’08.07.1984, residente a San Luca, nullafacente, pregiudicato, in atto detenuto pressola Casa Circondariale di Ascoli Piceno, ritenuto vicino alla consorteria mafiosa diSan Luca dei “MAMMOLITI alias fischiante”, sottoponendo a sequestro beni per unvalore complessivo di € 125.000,00.Il 06.02.2010, a seguito degli esiti di ulterioriaccertamenti bancari nei confronti del GIAMPAOLO, sottoponevano a sequestroulteriori beni per un valore di € 40.300,00.

Il 13.02.2010, in Platì (RC), militari dipendenti traevano in arresto TRIMBOLI Saverio, nato a Platì il 05.08.1974, inteso “u savetta”, latitante per associazione perdelinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, inserito nell’elenco delMinistero dell’Interno dei 100 latitanti più pericolosi. Il predetto, ritenuto capoindiscusso dell’omonima cosca, operante in Platì, con ramificazioni in Piemonte eLombardia, veniva scovato all’interno di un bunker sotterraneo abilmente occultatodietro una parete del vano adibito a cantina, con apertura scorrevole su binari, delledimensioni di circa mt. 6 x 5.

Il 15 febbraio 2010, in Rosarno (RC), militari dipendenti davano esecuzione adordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 8 persone, a vario titolo,ritenute responsabili dei reati di associazione per delinquere finalizzata alla rapinaad autotrasportatori ed operatori commerciali, al furto, alla ricettazione, alla illegaledetenzione ed al porto abusivo di armi comuni da sparo e di armi da guerra, nonchéalla illegale detenzione di sostanze stupefacenti. Nei confronti di ulteriori 2 personeveniva applicata la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di Rosarno.(Operazione “GUN MAN”)

Il 22.02.2010, in Gioia Tauro (RC), all’interno dell’Area Doganale del locale portocommerciale, a conclusione delle attività di perquisizione di un container carico dilistelli in legno, proveniente dal Paraguay, sbarcato dalla moto nave “MSC FIAMMETTA” e diretto a Venezia, militari dipendenti, supportati da personale dellocale Ufficio delle Dogane, rinvenivano e sottoponevano a sequestro nr. 1.547involucri di cellophane dalla forma rettangolare, contenenti complessivamente kg.100 circa di sostanza stupefacente del tipo cocaina.

Il 03.03.2010, in Palmi, personale dipendente eseguiva un sequestro preventivo econfisca ex art.12 sexies dei beni riconducibili a GALLICO Rocco, nato a Palmi il 14.11.1965, ivi residente, elemento ritenuto appartenente all’omonima cosca“GALLICO” di Palmi, per un valore complessivo di € 50.000,00.18.03.2010 Il 18.03.2010, in Gioiosa Jonica (RC), Grotteria (RC), Siderno (RC), San Luca (RC),Reggio Calabria, Bari, l’Aquila e Torino, militari dipendenti traevano in arresto, inesecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere, 6 persone ritenuteresponsabili, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso cosca “URSINO” diGioiosa Jonica (RC), finalizzata alle estorsioni, danneggiamenti, all’acquisizionediretta ed indiretta di attività economiche, al traffico di droga ed altro. Nelmedesimo contesto venivano altresì eseguiti 7 decreti di perquisizioni locali, concontestuale avviso di garanzia, nei confronti di altrettanti soggetti anch’essi, a variotitolo, ritenuti affilati e contigui alla predetta associazione mafiosa. (Operazione“MISTERO”)

Il 19.03.2010 Operazione “SESSE’”: in Marina di Gioiosa Jonica (RC) e Roccella Jonica (RC),militari dipendenti davano esecuzione ad O.C.C. a carico di 13 persone ritenuteresponsabili, a vario titolo, del delitto di detenzione e spaccio continuato distupefacenti, del tipo cocaina e marijuana, e detenzione illegale di armi e munizioni.

Il 23.03.2010 Operazione “RETE”: in Sinopoli (RC), Sant’Eufemia d’Aspromonte (RC), BagnaraCalabra (RC), Paola (CS) e Messina, esecuzione di O.C.C. a carico di 10 ritenuteresponsabili, a vario titolo, per associazione per delinquere finalizzata al traffico disostanze stupefacenti del tipo cocaina e marijuana01.04.2010 L’01.04.2010, in Cinquefrondi (RC), militari dipendenti procedevano al sequestropreventivo dei beni riconducibili a FORIGLIO Giuseppe, nato a Cinquefrondi (RC)il 29.07.1956, ivi residente, esponente di vertice dell’omonima cosca di ‘ndrangheta,operante in Cinquefrondi e Giffone (RC), per un valore complessivo di € 300.000,00.08.04.2010 in Gioia Tauro (RC), all’interno dell’Area Doganale del locale porto commerciale, aconclusione delle attività di ispezione di nr. 21 containers carichi di frutta esoticaprovenienti dall’Ecuador, rinvenuti e sequestrati nr. 29 involucri dalla formarettangolare, contenenti complessivamente kg. 30,145 di sostanza stupefacente deltipo cocaina.08.04.2010 L’08.04.2010, in Gioia Tauro (RC), all’interno dell’Area Doganale del locale portocommerciale, a conclusione delle attività di ispezione di nr. 21 containers carichi difrutta esotica, provenienti dall’Ecuador e sbarcati dalla nave “MAERSK PONA”, militari dipendenti, congiuntamente a personale del locale Ufficio delle Dogane ed amilitari della locale Compagnia della Guardia di Finanza, rinvenivano esottoponevano a sequestro nr. 29 involucri dalla forma rettangolare, contenenticomplessivamente kg. 30,145 di sostanza stupefacente del tipo cocaina.15.04.2010 Operazione “PAROLA D’ONORE”: in Condofuri (RC) e San Lorenzo (RC),esecuzione di O.C.C. nei confronti di 14 soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo,per associazione di tipo mafioso, estorsione, danneggiamento ed altro. L’indagineconsentiva di delineare gli ambiti operativi della cosca “RODA’-CASILE” attiva in Condofuri.

Il 16.04.2010, in Reggio Calabria e Brancaleone (RC), personale dipendente,sottoponeva a sequestro preventivo i beni riconducibili SINICROPI Antonino, natoa Reggio Calabria il 18.04.1969, ivi residente, in atto detenuto presso la CasaCircondariale di Prato, elemento ritenuto appartenente alla cosca “LIBRI” di ReggioCalabria, per un valore complessivo di € 400.000,00.22.04.2010 Operazione “REALE”: in Reggio Calabria, Bovalino (RC) e San Luca (RC),unitamente al Raggruppamento Operativo Speciale, esecuzione di 9 provvedimentidi fermo di indiziato di delitto a carico di altrettanti indagati per associazione di tipomafioso, estorsione ed intestazione fittizia di beni. L’attività investigativa consentivadi fare luce sui ruoli di vertice assunti dagli indagati nella gestione delle coschedella fascia ionica “PELLE” di San Luca, “MORABITO” di Africo, “FICARALATELLA”di Reggio Calabria e nella designazione dei reggenti di alcuni “locali”della ‘ndrangheta.

Il 26.04.2010, in Rosarno (RC), Gioia Tauro (RC), Laureana di Borrello (RC),Varapodio (RC), Riposto (CT), Serrata (RC), Palagonia (CT), Milano, Cassano alloJonio (CS), Cassibile (SR), militari dipendenti, unitamente a personale della Poliziadi Stato di Reggio Calabria e della Guardia di Finanza di Gioia Tauro, davanoesecuzione all’ordinanza di esecuzione di misura coercitiva e contestuale decreto disequestro preventivo, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Palmi, nei confronti di30 persone ritenute responsabili – in concorso ed a vario titolo – dei reati diassociazione per delinquere finalizzata alla commissione di delitti in materia diimmigrazione clandestina, in materia di normativa previdenziale e di tutela deilavoratori subordinati, dei reati di truffa aggravata ai danni di enti pubblici, difavoreggiamento della permanenza illegale sul territorio dello stato di cittadinistranieri, di impiego di cittadini stranieri privi di permesso di soggiorno e di tentataestorsione. Il personale della Guardia di Finanza operava il sequestro preventivo deibeni mobili ed immobili nella disponibilità o proprietà di alcuni degli indagati. Ilprovvedimento disponeva altresì la sottoposizione alla misura cautelaredell’obbligo di dimora nel comune di Rosarno per un’altro soggetto indagato.(Operazione “MIGRANTES”)

Il 28.04.2010 Operazione “ALL INSIDE”: n Rosarno, Milano, Rozzano (MI), Seriate (BG), Verona,unitamente al Raggruppamento Operativo Speciale ed a personale della P.S. ,esecuzione di 40 provvedimenti di fermo di indiziato di delitto nei confronti diaffiliati alla cosca “PESCE”, operante in Rosarno, indagati, a vario titolo, per 416 bis,violazioni legge sulle armi e sulle munizioni, rapina, estorsione, intestazione fittiziadi beni, riciclaggio ed impiego di denaro beni e proprietà di provenienza illecita..L’investigazione definiva i ruoli degli affiliati e le dinamiche all’interno della cosca,delineandone i compiti e l’operatività, accertando il reimpiego dei proventi delleattività illecite e attestando le cointeressenze economiche e i rapporti con le altrecosche operanti sul medesimo territorio.

Il 03.05.2010 Operazione “LAROSA”: in Giffone (RC), Anoia (RC), Taurianova (RC), Saint Pierre(AO), Monteroni d’Arbia (SI), Reggio Calabria, esecuzione di O.C.C. in carcere neiconfronti di 9 soggetti, a vario titolo ed in concorso, ritenuti responsabili dei reati diestorsione consumata o tentata e danneggiamento, aggravati poiché commessiavvalendosi delle condizioni di cui ad art. 416 bis cp07.05.2010 Operazione “SICUREZZA”: in Monasterace (RC), Soverato (CZ), San Sostene (CZ),Satriano (CZ), Marina di Gioiosa Jonica (RC) e Siderno (RC), esecuzione di O.C.C. incarcere nei confronti di 12 persone affiliate, contigue e fiancheggiatori della cosca di‘ndrangheta dei “RUGA”, attiva nei comuni della Vallata della Fiumara Stilaro, conramificazioni nel centro e nord Italia, considerate responsabili, a vario titolo, diassociazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti e detenzioneillegale di sostanze psicotrope. Le indagini consentivano di acclarare l’esistenza diuno stabile sodalizio criminale, avente base operativa in Monasterace (RC), che siprocacciava e spacciava stupefacenti, del tipo cocaina e marijuana, nei comuniubicati nell’alto Jonio reggino e nel basso Jonio catanzarese. Nel corsodell’operazione venivano eseguite 23 perquisizioni domiciliari, nei confronti dialtrettanti soggetti ritenuti affiliati e fiancheggiatori della medesima cosca di‘ndrangheta.

Il 18.05.2010 Operazione “REALE 2”: in Bovalino e San Luca, unitamente al RaggruppamentoOperativo Speciale, esecuzione O.C.C. nei confronti di 6 persone ritenuteresponsabili dei reati di associazione di tipo mafioso – cosca “PELLE”, intestazionefittizia di beni e riciclaggio. Nello stesso contesto, congiuntamente al ComandoProvinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, veniva eseguito unprovvedimento di sequestro preventivo di due società, del valore di 5 milioni dieuro.

Il 20.05.2010 Operazione “LAROSA 2”: in Taurianova, esecuzione di O.C.C. nei confronti di 4persone ritenute responsabili, a vario titolo ed in concorso, dei reati di detenzione alfine di spaccio e spaccio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, hashish,marijuana, con l’aggravante della recidiva.01.06.2010 L’01.06.2010, in Platì (RC), militari dipendenti traevano in arresto GLIGORA Santo,nato a Bova Marina (RC) l’01.02.1959, latitante dal 1997 per concorso in sequestro dipersona a scopo di estorsione, inserito nell’elenco del Ministero dell’Interno dei 100latitanti più pericolosi. Il predetto, ritenuto organicamente inserito nella coscacriminale “MORABITO – BRUZZANITI – PALAMARA”, operante in Africo (RC),con ramificazioni nel territorio nazionale, nipote del capo indiscusso MorabitoGiuseppe classe 1934 inteso “u tiradrittu”, veniva scovato all’interno di unfabbricato rurale di pertinenza dell’abitazione di due coniugi residenti in Platì, trattiin arresto per favoreggiamento personale aggravato. Nell’ambito della medesimaoperazione, in altra abitazione nella disponibilità del catturando, veniva individuatoun bunker, delle dimensioni di circa mt. 5 x 4, ricavato nel sottosuolo di un fondocoltivato, accessibile tramite una botola celata da fitta vegetazione.

Il 07.06.2010, in Gioia Tauro (RC), Polistena (RC), Corniglio (PR) e Vibo Valentia,militari dipendenti, davano esecuzione ad ordinanza di custodia cautelare in carcerenei confronti di 12 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione perdelinquere, detenzione illegale e porto abusivo di armi, estorsione, ricettazione,detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti, furto aggravato,favoreggiamento personale e reale. (Operazione “RICONQUISTA”).

L’08.06.2010, in Reggio Calabria, militari dipendenti sottoponevano a fermod’indiziato di delitto 3 persone ritenute responsabili di associazione per delinquerefinalizzata alle rapine, rapina aggravata, sequestro di persona, lesioni aggravate. Nelcorso dell’attività d’indagine venivano raccolti gravi indizi di colpevolezza a caricodei predetti quali autori di diverse rapine in abitazione in danno di anziani.(RAPINE ANZIANI)23.06.2010 Il 23.06.2010, nelle province di Reggio Calabria, Roma, Terni, Siena, Parma, Milano eUdine, militari del Raggruppamento Operativo Speciale e di questo ComandoProvinciale, davano esecuzione a provvedimento di custodia cautelare in carcere neiconfronti di 42 persone, indagate a vario titolo, per reati di associazione di tipomafioso, procurata inosservanza della pena, favoreggiamento personale, turbatalibertà degli incanti, trasferimento fraudolento di valori, estorsione ed altri delitti,aggravati dall’art. 7 L. n. 203/91. L’attività investigativa ha evidenziato le sinergiecriminali instauratesi tra le cosche “CONDELLO” e “DE STEFANO-LIBRI”, untempo contrapposte ed oggi alleate, nonché la gestione unitaria degli affari illeciti, inparticolare delle estorsioni, da parte dei maggiori esponenti delle cosche reggine. Leindagini hanno altresì confermato l’inserimento nelle dinamiche criminali delreggino della cosca “ALVARO” di Sinopoli (RC), il cui ruolo di spicco era emersosin dai tempi della mediazione svolta da ALVARO Domenico cl. ‘24, nell’ambitodella c.d. seconda guerra di mafia di Reggio. Nel medesimo contesto sono statieseguiti sequestri preventivi finalizzati alla confisca per un valore complessivo di €100.000.000,00 nei confronti di società, beni aziendali, appartamenti e terreni,riconducibili ad alcuni degli indagati. (Operazione “META”)

Il 13.07.2010 nelle province di Reggio Calabria, Catanzaro, Vibo Valentia, Cosenza, Milano,Torino, Cuneo e Rimini, militari di questo Comando Provinciale e delRaggruppamento Operativo Speciale, unitamente a quelli dei comandi Armaterritorialmente competenti, hanno dato esecuzione a provvedimenti di fermo diindiziato di delitto nei confronti di 69 appartenenti a cosche della ‘ndrangheta,indagati a vario titolo per associazione di tipo mafioso, intestazione fittizia di beni,riciclaggio ed impiego di denaro, beni e proprietà di provenienza illecita. Nelmedesimo contesto, personale della Polizia di Stato di Reggio Calabria eseguiva ilfermo d’indiziato di delitto nei confronti di ulteriori 53 soggetti.Contemporaneamente, il Comando Provinciale di Milano, per gli stessi reati, haeseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa nei confronti di 180associati alla ‘ndrangheta operanti in Lombardia, dei quali 11 provvedimenti sonostati eseguiti nelle province di Reggio Calabria, Catanzaro e Vibo Valentia dapersonale di questo comando e di quelli interessati. Inoltre, militari di questoComando Provinciale e del ROS hanno eseguito un decreto di sequestro preventivoper un valore di € 50.000.000,00. I provvedimenti restrittivi scaturiscono daarticolate attività investigative, condotte autonomamente dai reparti dell’Arma dei Carabinieri e della Polizia di Stato, coordinati dalla D.D.A. di Reggio Calabria, edhanno permesso di delineare l’esistenza della organizzazione ‘ndrangheta aventebase strategica nella provincia di Reggio Calabria, con attive ramificazioni sia nelnord Italia, in particolare in Lombardia, sia all’estero, dove è stato replicato ilmodello organizzativo calabrese. L’organizzazione ricomprende un vertice,denominato “Provincia”, riferimento dei responsabili dei tre “Mandamenti”(tirrenico, del centro e jonico), all’interno dei quali risultano operativi i “Locali” di‘ndrangheta, organizzati sempre su base territoriale. L’ordine gerarchico all’internodella struttura mafiosa, che garantisce alle singole cosche anche ampi margini diautonomia, é assicurato dai tradizionali gradi e cariche operative nei diversi livellidell’organizzazione. (Operazioni “IL CRIMINE”)

Il 21.09.2010 in Reggio Calabria, militari di questo Comando Provinciale e del R.O.S. hanno datoesecuzione a provvedimento di Fermo di Indiziato di Delitto, emesso dalla Procuradella Repubblica – DDA di Reggio Calabria, nei confronti di PRATICO’ DemetrioDomenico, per associazione di tipo mafioso, detenzione e porto illegale di armi dafuoco ed esplosivi. provvedimento restrittivo scaturisce da attivita’ investigativeesperite in seguito al rinvenimento dell’autovettura carica di armi ed esplosivo, inoccasione della visita del Presidente della Repubblica. Le indagini avevanoconsentito nell’immediatezza di trarre in arresto per favoreggiamento, aggravatodall’aver favorito un’associazione mafiosa, tale NOCERA Francesco, nato a ReggioCalabria il 20.12.1964, meccanico del luogo. Provvedimento include richiesta diemissione di Ordinanza di Custodia Cautelare in carcere per: FICARA Giovanni,nato a Reggio Calabria il 05.07.1964, ivi residente in C.da Cugliari Ravagnese Nr. 29; ZUMBO Giovanni, nato a Reggio Calabria il 19.08.1967, ivi residente in ViaLupardini Nr. 4 Archi, già tratti in arresto rispettivamente nelle operazioni“REALE” E “CRIMINE”. (Operazione “PICCOLO CARRO”)

Il 30.09.2010 il Comando Provinciale Carabinieri di Reggio Calabria e il R.O.S. hanno eseguito unun’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP del Tribunale diReggio Calabria, nei confronti di 22 indagati di appartenenza alla ‘ndrangheta edalla sua articolazione territoriale denominata cosca “Serraino”, per associazione ditipo mafioso, estorsione aggravata, danneggiamento e minaccia aggravata, porto edetenzione abusiva di armi, intestazione fittizia di beni e oltraggio. Il provvedimento della DDA reggina dispone anche il sequestro di beni mobili,immobili e attività commerciali nella disponibilità della cosca per un valore di 1.500.000 Euro. L’operazione denominata “EPILOGO” ha consentito di individuareuna componente organica della cosca Serraino, operante nel quartiere San Speratodi Reggio Calabria e nel comune di Cardeto (RC), di definirne gli interessi criminalie di far luce su alcuni fatti delittuosi perpetrati sul territorio. Sono state individuatele responsabilità per il danneggiamento, perpetrato il 5 febbraio 2010, in danno delgiornalista Antonino MONTELEONE.

Il 23.11.2010 il Comando Provinciale e il R.O.S. Reparto Anticrimine di Reggio Calabria hannodato esecuzione a O.C.C.C. e fermi di indiziato di delitto, emessi rispettivamente dalG.I.P. presso il Tribunale e dalla Direzione Distrettuale Antimafia di ReggioCalabria, nei confronti di 24 indagati, di cui 9 detenuti, appartenenti alla cosca“Pesce” di Rosarno (RC). L’operazione, che segue quella dello scorso 28 aprile 2010,costituisce lo sviluppo di un’indagine che ha consentito di delineare gli assetti el’operatività delle cosche della ‘ndrangheta PESCE e BELLOCCO, operanti inRosarno, con ramificazioni in altre regioni ed all’estero. Il quadro delineato dellafamiglia “PESCE” emerge dal controllo dei principali esponenti del sodalizio, i cuicapi vanno individuati in PESCE Antonino (detenuto) e suo figlio Francesco(latitante, perché sottrattosi alla cattura nel corso della richiamata operazione).“ALLINSIDE 2”14.12.2010 I Carabinieri e la Polizia di Stato di Reggio Calabria hanno eseguito 53 Ordinanze diCustodia Cautelare in carcere emesse dal G.I.P. presso il Tribunale di ReggioCalabria su richiesta della locale Procura Distrettuale Antimafia, nei confronti di 53 indagati per associazione di tipo mafioso, appartenenti alla cosca “COMMISSO” di Siderno (RC). L’indagine, in armonia con le precedenti risultanze dell’operazione c.d. “Crimine” ha consentito di delineare ulteriormente gli assetti e l’operativitàdell’articolazione della ‘ndrangheta facente riferimento alla cosca COMMISSO,operante in Siderno, con ramificazioni in altre regioni ed all’estero, in particolare inCanada.

Il 21.12.2010 i Carabinieri del ROS e del Comando Provinciale hanno dato esecuzione adun’Ordinanza di Custodia Cautelare Emessa dal G.I.P. del Tribunale di ReggioCalabria nei confronti di 12 indagati per associazione mafiosa e corruzione elettoraleaggravata dalle finalità mafiose. L’operazione costituisce l’ulteriore sviluppo delleindagini sulla cosca “Pelle” di San Luca che, il 22 aprile 2010, avevano già portatoall’esecuzione di un primo provvedimento di fermo a carico del boss PELLE Giuseppe cl.’60 e di altri 8 esponenti del sodalizio e successivamente contribuito allamaxi operazione “Il Crimine” del 13 luglio con l’arresto di oltre 300 persone. Semprein questo contesto, il 19 novembre 2010 erano stati eseguiti decreti di perquisizionelocale nei confronti di docenti, impiegati e studenti dell’università di ReggioCalabria, indagati per falsità ideologica, truffa aggravata ed altri delitti, connessiall’ammissione ai corsi universitari dell’ateneo reggino ed al superamento di proved’esame. L’attuale filone investigativo ha accertato il condizionamento delle elezioniamministrative del 29 e 30 marzo 2010 al centro di numerosi incontri tra il capocosca PELLE Giuseppe ed alcuni candidati raggiunti dal provvedimento restrittivo.

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