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TAURIANOVA (RC), LUNEDì 15 LUGLIO 2024

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Galleria della Limina. Chiusura anzi no, apertura ma solo diurna, anzi ad agosto no, nemmeno quella notturna. Cos’è cambiato oggi, da quel 9 maggio 2023 dove bisognava chiuderla fino a luglio? La storia (semi)infinita Abbiamo ripercorso tutte le tappe dallo scorso anno quando si è riunito il Comitato operativo per la viabilità in Prefettura fino a oggi in una “fiction dossier” a tinte “volemose bene”!

Galleria della Limina. Chiusura anzi no, apertura ma solo diurna, anzi ad agosto no, nemmeno quella notturna. Cos’è cambiato oggi, da quel 9 maggio 2023 dove bisognava chiuderla fino a luglio? La storia (semi)infinita Abbiamo ripercorso tutte le tappe dallo scorso anno quando si è riunito il Comitato operativo per la viabilità in Prefettura fino a oggi in una “fiction dossier” a tinte “volemose bene”!

| Il 17, Giu 2024

Di GiLar

Ci scuserete se potremmo sembrare dei bastian contrari alla condizione, a nostro avviso, da “teatro dell’assurdo”, così ben rappresentato che nemmeno Ionesco o Becket avrebbero fatto di meglio, e siamo anche in linea con le parole di Leo Longanesi quando disse che “La nostra bandiera nazionale dovrebbe recare una grande scritta: Ho famiglia”.
Stiamo assistendo ad una tragicomica condizione sugli eventi della cosiddetta “Superstrada Jonio-Tirreno” e sulle condizioni (pietose) delle due gallerie, “Torbido” e quella più lunga, “Limina”, dove sono evidenti delle criticità strutturali a occhio nudo, dovute allo scorrere inesorabile del tempo che a infiltrazioni di acqua che potrebbero creare pericoli per chi la percorre.
Ci scuserete se siamo sentimentali, passionali, forse anche un po’ “patriottici” ma con romanticismo, e se invece di prendere le difese dell’economia, dei commercianti e chi più ne ha più ne metta, ma siamo seriamente e con convinzione da parte dei cittadini e della loro sicurezza. Perché poi in fondo pensiamo che non saranno 70 giorni o giù di lì di chiusura totale della grande arteria a compromettere la stabilità economica, per fortuna, sia dalla parte della Piana (dove tra l’altro c’è un bellissimo mare invidiato da tutto il mondo) e sia nella parte Ionica, l’indotto economico c’è, non sono zone isolate da Dio e dal mondo. Ed è pur vero che aveva ragione Pasolini quando disse che “Il coraggio intellettuale della verità e la pratica politica sono due cose inconciliabili in Italia”.
E ci scuserete ancora se noi siamo “limitati” nel comprendere, sarà una nostra pecca intellettuale perché qua la cultura c’entra ben poco se non quella del campanilismo di parte che a nostro avviso è ridicolo e anche consentitelo, “pericoloso”.
Se c’è una cosa che in Italia funziona è il disordine, figuriamoci in Calabria, e lo stiamo assistendo da quel 9 maggio del 2023 quando ci fu in Prefettura a Reggio Calabria il “Comitato operativo di viabilità” e dove si parlò di una chiusura “per lavori improcrastinabili per Anas”, e c’era il disappunto (scontato) di alcuni sindaci della Locride che avevano partecipato alla riunione con l’allora Prefetto Mariani, nonché appunto Anas, Protezione Civile in quanto si trattava di “lavori strutturali” e che si paventava una chiusura, all’epoca, dal 15 maggio al 27 luglio (e forse oltre), ma di colpo quei lavori “urgenti” si sono trasformati in “prorogabili” perché un assessore calabrese che di nome fa Calabrese, ex sindaco di Locri (e di parte). Ecco, l’assessore calabrese che di nome fa Calabrese, in barba alla scienza che prevedeva “lavori improcrastinabili”, viene rinviato a settembre, come gli esami di riparazione e non delle due gallerie, per un tempo che andava “non inferiore di 70 giorni”.

E poi sono iniziati i lavori a settembre? No, siccome passata la festa gabbato lu santu, l’estate è stata trascorsa indenne da incidenti (fortunatamente) con grandissimi disagi alla circolazione, non se n’è più parlato, tanto i commercianti sono stati salvati da una debacle economica (?), e quindi sono salvi, loro. L’Anas nel frattempo aveva diramato un comunicato ufficiale che “Al fine di garantire la sicurezza per la circolazione, la viabilità verrà garantita mediante la realizzazione di opere provvisionali. Nel frattempo, la statale 682 rimarrà aperta al traffico, gli interventi all’interno della galleria verranno eseguiti con limitazioni al transito veicolare”. E vissero felici e contenti, politici, commercianti e con la coscienza pulita (?). E puntualmente la solita spocchiosa frase, “Tutto dovrebbe essere chiarito nel prossimo vertice”, siamo in Italia, siamo in Calabria ed Enno Flaiano ci insegnò che “In Italia la linea più breve tra due punti è l’arabesco. Viviamo in una rete di arabeschi”.
Addirittura il parlamentare dem Nicola Irto per una chiusura necessaria da parte dell’Anas avrebbe fatto un’interrogazione parlamentare per farla restare aperta anche d’estate, vista la sua pericolosità, ma siete matti? E magari pure se è pericolosa, rischia di rovinare la stagione estiva, l’economia, etc. E la sicurezza dei cittadini e la loro incolumità? Un’interrogazione parlamentare no eh? Magari, a nostro avviso l’interrogazione parlamentare andava fatta sul perché nonostante in un vertice di chiedeva di chiuderla e invece non è stata chiusa o no? Per mero campanilismo politico, territoriale e magari in caso di elezioni i voti sarebbero assicurati. Già la politica fa danni per incapacità manifesta, figuriamoci se si sostituisce alla scienza (sic!).
Poi a settembre non fu chiusa e c’è stato un vergognoso silenzio mentre la strada restava aperta finché non si ritornati a parlare dell’arteria quando nella serata del 17 dicembre dello scorso anno caddero alcuni calcinacci e se ci fosse stato qualche automobilista, non sappiamo né osiamo immaginare per paura cosa sarebbe accaduto, ed ecco che l’unico comunicato è stata la riapertura per la rimozione dei calcinacci ed è tutto a posto (?). Ma pochi giorni dopo si parla di una chiusura a gennaio 2024 per iniziare questi benedetti lavori, ah finalmente, per scongiurare, come sempre la compromissione dell’estate che verrà.
E niente passa pure Natale e gennaio, anzi no, il 23 gennaio 2024 si sveglia il Presidente Occhiuto e che dice?
“I lavori sulla Galleria Limina, pertanto, avranno inizio entro il mese di marzo, in piena coerenza con quanto era stato previsto dalla Regione, e senza alcun allungamento dei tempi complessivi dell’appalto”. Riepiloghiamo, dai “lavori urgenti e improcrastinabili” dal 9 maggio 2023, siamo arrivati al 23 gennaio 2024 per dire che inizieranno i lavori a marzo 2024 (Sic!).
Ma ecco che arriva la chiusura per i lavori, arriviamo al 3 maggio scorso, dove in un comunicato si legge che la “Galleria Limina chiuderà dal 3 maggio fino al 10 ottobre (…) nella fascia oraria dalle 22 alle 6”, disposta tramite un’ordinanza dell’Anas. E riferendosi ai lavori scrive, “risanamento del rivestimento definitivo e di captazione delle acque di percolamento della galleria Limina lungo la S.S. 682 al Km 18+300 e l’esecuzione di lavori occorrenti al ripristino strutturale della galleria Torbido con anche la risoluzione delle infiltrazioni d’acqua diffuse”. E la strada alternativa era stata indicata la Sp5 che chi l’ha percorsa, ha visto strade buie e prive di segnaletica, ma questo è un altro discorso.
Ma ecco che arriva, dopo nemmeno 8 giorni il “miracolo” in quanto, forse per intercessione con la Madonna dello Scoglio che forse che avrà garantito che tutto andava per il meglio che, si sospende per due giorni la chiusura notturna, ovvero 11 e 12 maggio e il motivo? “Al fine di favorire il regolare afflusso e il deflusso dei veicoli e dei bus in occasione della festa e dei pellegrinaggi alla Madonna dello Scoglio a Placanica”.
Guardate che non è un noir, è storia realmente accaduta!
Il 13 maggio si riapre normalmente e solo di giorno e cosa accade? Quello che di solito accade quando le pulci hanno la tosse perché pochi giorni dopo un’associazione della Locride di imprenditori denominata “Jonica Holidays”, giustamente rivendica il loro diritto, perché per la Madonna dello Scoglio la chiusura notturna si è revocata per noi no? Teniamo famiglia e quindi chiedono anche loro di sospendere la chiusura notturna per i mesi estivi di luglio e agosto. E che diamine!
Ieri sulla stessa lunghezza d’onda ma con una vena polemica, il sindaco di Siderno Mariateresa Fragomeni, con la solita tiritera omologata ossia che gli imprenditori sui “disagi “ e sulle “pesanti ricadute” aggiungendo banchetti di nozze, difficoltà a raggiungere, disdette di matrimoni perché la chiusura è alle 22 e quindi difficoltà a ritornare, una sorta di “apocalisse turistica” e quindi chiede anche lei di sospendere la chiusura notturna anche perché ci saranno “festival e rassegne musicali (…) è necessaria la sospensione, quantomeno nei mesi di luglio e agosto, dei lavori e delle chiusure per consentire a questo territorio di non subire un calo vertiginoso delle presenze turistiche e dei derivanti introiti”. Stiamo parlando di un territorio quello Jonico, vastissimo in cui l’indotto è garantito a prescindere come ricezione turistica.
Ma la Fragomeni va oltre ed è interessante quello che scrive, La Regione, insieme ad Anas ha annunciato i famosi lavori per la seconda canna, che sarebbe molto utile per superare i disagi, ma non solo, a oggi, non si parla assolutamente di questo percorso alternativo, ma soprattutto non è stata inserita nell’ipotesi progettuale la necessaria copertura economica. Così si gioca sulle spalle di un territorio che ha tanti problemi e non merita di essere illuso ancora una volta da promesse elettorali e incanti vari. Vogliamo vedere i progetti ma soprattutto le risorse per far sì che questo territorio non debba patire per più di due anni gli errori altrui”. Ecco, quali sono i progetti dell’Anas? E soprattutto aggiungiamo noi, ci spiegate una buona volta cosa c’è sotto?
Ma ecco che arriva lui, come nel 9 maggio del 2023: l’assessore regionale calabrese che di nome fa Calabrese e, udite udite, “Per accordi già presi, a seguito della richiesta avanzata ad Anas dal presidente della Regione Roberto Occhiuto e dal sottoscritto i lavori alla galleria della Limina saranno quasi certamente sospesi nel periodo di massima affluenza turistica e cioè tra il 2 e il 26 agosto”. Un mito! Un colpo al cerchio e uno alla botte, non si chiude due mesi (luglio e agosto), ma una via di mezzo, 25 giorni ad agosto.
Ma al contempo ringrazia “la disponibilità e la sensibilità dimostrata l’ingegner Francesco Caporaso, capo compartimento Anas Calabria”, come se la “disponibilità” e la “sensibilità” risolvessero quei problemi strutturali e “improcrastinabili” del 9 maggio 2023 (sic!).
Non abbiamo paura di essere impopolari, non è una questione di allarmismo né di polemiche la solo sete di sapere e di essere informati, ma qualche domanda vorremmo porla. Quel 9 maggio del 2023 si era deliberato che dopo 6 giorni occorreva urgentemente chiudere la strada fino al 27 luglio, ovvero con più della metà di stagione estiva, diciamo “compromessa” per lavori urgenti, strutturali e “improcrastinabili”, la sera l’assessore Calabrese comunica che non verrà chiusa ma sarà rimandata a settembre 2023, perché? Cos’è cambiato in quell’urgenza? Quali sono i reali problemi? C’è sicurezza assoluta per i cittadini che la percorrono? Poi, come mai dal 9 maggio del 2023 viene continuamente rimandata, visto che i lavori sono urgenti, fino a chiuderla a distanza di quasi un anno, ovvero il 3 maggio 2024? Perché? Ma è una domanda che poniamo anche ai vertici Anas, soprattutto ai vertici Anas, prima si dice che è urgente e poi abbiamo avuto proroghe di chiusura per quasi un anno, perché?
E infine, visto che l’assessore Calabrese scrive pure che ha tenuto conto “delle esigenze già manifestate dai sindaci della Locride”, e ci può stare, ma menziona quelli della Piana, chi sarebbero? Così, a titolo informativo solo per sapere chi sono, vedere le loro facce, visto che manifestano nella Piana, le stesse esigenze della Locride (sic!).