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TAURIANOVA (RC), MONDAY 30 NOVEMBER 2020

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Dopo il Dpcm arriva l’ordinanza del Ministero della Salute, la Calabria è in “Zona Rossa”. Testo Dpcm e Autocertificazione Le misure saranno in vigore da venerdì 6 novembre, restano aperti i parrucchieri nelle zone rosse. In quelle arancioni chiusi anche bar, ristoranti e non ci si può spostare tra regioni né all'interno del territorio di appartenenza, è un vero e proprio "lockdown"

Dopo il Dpcm arriva l’ordinanza del Ministero della Salute, la Calabria è in “Zona Rossa”. Testo Dpcm e Autocertificazione Le misure saranno in vigore da venerdì 6 novembre, restano aperti i parrucchieri nelle zone rosse. In quelle arancioni chiusi anche bar, ristoranti e non ci si può spostare tra regioni né all'interno del territorio di appartenenza, è un vero e proprio "lockdown"

Di Giuseppe Larosa

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Il nuovo Dpcm è stato firmato appena dopo la mezzanotte dal Premier Giuseppe Conte e sarà in vigore dal 6 novembre e fino al 3 dicembre, “c’è uno scenario davvero critico con un’elevata gravità e un livello di rischio alto” che si “collocano in uno scenario di tipo 3’”. C’è un tempo di due settimane per valutare ulteriori misure e se l’indice dei contagi dovesse diminuire potrà essere una sorta di “declassamento” nelle zone. Per ora la Calabria è “Zona Rossa”, uno “schiaffo” perché tale provvedimento è dovuto alle carenze strutturali ospedaliere.
C’è una classificazione delle Regioni suddiviso in tre zone, nella zona rossa rientrano Lombardia, Piemonte, Calabria, Alto Adige e Valle d’Aosta, allo stato attuale è in bilico la Campania. Mentre nella cosiddetta “zona arancione”, Puglia, Sicilia, Liguria e probabilmente il Veneto. Tutte le altre sono zone verdi. Le Regioni hanno chiesto che la valutazione del rischio epidemiologico venga fatta in collaborazione con i dipartimenti di prevenzione regionali.
Si è cercato, seppur tra mille polemiche di non “paralizzare” il paese, adottando un “lockdown light”, checché se ne dica, tra “esperti”, “legioni”, Eco docet e “Comitato Scientifico di Facebook: Conte vattene a casa, sei inadeguato”. In quanto solo nelle prossime 24 ore si saprà in quale categoria saranno collocate le Regioni in base all’indice Rt e ad altri 21 criteri che saranno stabiliti con le Regioni ed il ministro della salute Roberto Speranza
I principali provvedimenti riguardano la didattica a distanza al 100 per cento alle scuole superiori, limiti alla mobilità fra Regioni a rischio, centri commerciali chiusi nel weekend e nei giorni festivi. Chiuse anche le attività dei negozi e mercati nelle regioni, province e comuni a massimo rischio. “Sono sospese le attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari”. Ed ancora, non apriranno i musei, le sale bingo e quelle scommesse, i mezzi pubblici potranno essere pieni al 50 per cento e ci saranno limiti alla circolazione delle persone di sera con un coprifuoco che scatterà dalle 22 alle 5. Mentre nelle cosiddette “zone rosse”, all’ultima ora le “attività inerenti servizi alla persona fra cui parrucchieri, barbieri, estetisti”, resteranno aperti.
Nella zona rossa resteranno aperte solamente le industrie e le scuole fino alla prima media. Il resto seguirà le lezioni da casa. Nessuna serrata per i servizi essenziali, ovviamente farmacie e supermercati saranno aperti al pubblico come a marzo scorso. Dovrebbe essere confermata la misura restrittiva della limitazione degli spostamenti da e per le regioni ad alto rischio, in area “rossa”, ma anche in quelle che rientrano nella cosiddetta zona “arancione”.
In quest’ultima, i Bar, ristoranti, gelaterie e pasticcerie resteranno chiusi, le loro serrande rimangono abbassate tutto il giorno e non più solo dopo le 18. Oltre quindi alla serrata dei locali, restano in vigore le regole generali. Qui la Dad sarà solo per le superiori, gli studenti potranno frequentare in presenza fino alla terza media. Per il resto valgono tutte le regole delle zone verdi: “50 per cento di capienza sui mezzi pubblici, didattica a distanza integrale alle superiori, stop ai musei e coprifuoco dalle 22”.
E infine, l’ultima zona è quella verde, con regole meno rigide ma comunque più restrittive rispetto al decreto dello scorso 24 ottobre. Qui rientra il resto di Italia. Si farà meno shopping perché i centri commerciali saranno chiusi nel weekend, il trasporto pubblico è dimezzato. Dopo la chiusura di cinema e teatri un altro colpo alla cultura: anche i musei restano chiusi. Bar e ristoranti aperti solo a pranzo, rimane la chiusura alle 18 e fino alle 22 solo serrvizio a domicilio e asporto.
Alle 22, poi, finisce la giornata: tutti dentro casa quando scatterà il coprifuoco nazionale, salvo ovviamente motivi di salute o lavoro. E sempre per quanto riguarda gli spostamenti, ci si potrà muovere solo tra quelle “verdi”.
Per spostarsi durante il cosiddetto del coprifuoco, solo per motivi di salute, lavoro o altre urgenze, occorre presentare un’autocertificazione.
Le zone rosse sono quelle individuate ad alto rischio e quindi, è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori, e perfino gli spostamenti all’interno del territorio, salvo che per comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o per motivi di salute. La didattica a distanza in queste regioni scatterà già dalla seconda media (salvo le attività con minori disabili). Resteranno chiusi bar, pasticcerie, ristoranti, e tutti i negozi che non vendono beni essenziali. Resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio e, fino alle 22, la ristorazione con asporto, con divieto di consumare sul posto o nelle vicinanze. Restano aperti i negozi di alimenti e bevande nelle aree di servizio e rifornimento carburante lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti. E le industrie. Nessuna serrata per i servizi essenziali, ovviamente farmacie e supermercati saranno aperti al pubblico come a marzo scorso.
Restano sospesi anche i servizi di crociera da parte delle navi passeggeri di bandiera italiana. Sino al completo sbarco dei passeggeri e dei marittimi impiegati nei servizi in parola, le imprese armatoriali sono obbligate al rispetto delle prescrizioni”. Inoltre c’è la sospensione delle procedure concorsuali pubbliche e private e di quelle di abilitazione all’esercizio delle professioni, “a esclusione dei casi in cui la valutazione dei candidati sia effettuata esclusivamente su basi curriculari ovvero in modalità telematica, ovvero in cui la commissione ritenga di procedere alla correzione delle prove scritte con collegamento da remoto, nonché’ ad esclusione dei concorsi per il personale sanitario, ivi compresi, ove richiesti, gli esami di Stato e di abilitazione all’esercizio della professione di medico chirurgo e di quelli per il personale della protezione civile”.

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