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TAURIANOVA (RC), WEDNESDAY 28 OCTOBER 2020

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Fiat: secondo Santarelli bisogna modificare la riforma dei contratti

Fiat: secondo Santarelli bisogna modificare la riforma dei contratti

Sacconi: “E’ scontato che le newco rientrino in Confindustria”

Fiat: secondo Santarelli bisogna modificare la riforma dei contratti

Sacconi: “E’ scontato che le newco rientrino in Confindustria”

 

(ANSA) ROMA – Bisogna modificare la riforma del modello contrattuale del 2009 prevedendo la possibilita’ che ”il contratto aziendale sia sostitutivo di quello nazionale”. Lo ha detto all’ANSA il direttore il generale di Federmeccanica, Roberto Santarelli, spiegando che naturalmente sara’ necessario avere regole ”certe sulla rappresentanza”. Alla domanda se questo significa la ‘morte’ del contratto nazionale, Santarelli ha risposto che ”Federmeccanica ha 12mila aziende associate e che il contratto nazionale sara’ utilizzato da almeno 11.500 aziende”.

SACCONI, RILANCIO DEL PATTO SOCIALE – L’accordo Fiat deve rappresentare l’occasione strategica non solo per conservare la grande impresa che c’e’ e promuoverne altra attraverso nuovi investimenti, ma anche per lanciare un’azione di ”manutenzione straordinaria del patto sociale su base tripartita, cioe’ istituzioni e parti sociali”. E’ quanto afferma il ministro del Welfare Maurizio Sacconi in un’intervista al Sole 24 Ore. Con gli accordi di Pomigliano e Mirafiori si chiude la stagione della bassa produttivita’ e dei bassi salari, ”si supera la fabbrica rigida dove era insufficiente la tensione agli obiettivi comuni, in cui lo sviluppo era dato per scontato e l’assenteismo era un prezzo che si riteneva di poter pagare”, spiega Sacconi. ”La conseguenza della nuova possibilita’ di pieno sfruttamento degli impianti e’ la crescita dei salari e dell’occupazione. Ora si apre la sfida della condivisione, della cooperazione e anche della partecipazione ai risultati e agli stessi utili dell’impresa”. Il contratto aziendale ”non solo e’ equiordinato a quello nazionale, ma ne e’ per certi versi sovraordinato perche’ e’ piu’ prossimo ai lavoratori”, sostiene il ministro. ”Non e’ tanto deroga al contratto nazionale, ma legittima uscita da esso che sara’ sempre piu’ cornice essenziale. Nella dimensione aziendale, proprio in ragione della prossimita’, si producono accordi che definiscono un migliore equilibrio di dare e avere tra le parti”. Sacconi auspica che adesso ”si apra una stagione di relazioni industriali piu’ semplici, piu’ adattive, senza che si debba parlare di maggiore o minore democrazia a seconda dei meccanismi di rappresentanza”. Dopo l’accordo Fiat, prosegue, l’avviso comune sullo statuto dei lavori e’ piu’ vicino. ”Rappresentanza, partecipazione, statuto dei lavori, la stessa definizione dei modi di promozione dello sciopero per isolare l’abuso di minoranze estreme, possono dare luogo ad accordi e, solo ove le parti lo richiedano, a mirati interventi legislativi”.

SCONTATO CHE NEWCO RIENTRINO IN CONFINDUSTRIA – Il ministro del Welfare Maurizio Sacconi ”da per scontato” che le newco di Mirafiori e Pomigliano rientrino in seno a Confindustria. E’ quanto ha detto lo stesso ministro in un’intervista a ‘ilsussidiario.net’. ”Sono sicuro che il percorso (che lo stesso Marchionne ha ipotizzato) di arrivare quanto prima a un contratto collettivo nazionale condiviso nell’ambito del sistema confindustriale si realizzera”’, afferma Sacconi. Soffermandosi poi sulla posizione di Susanna Camusso, leader della Cgil, che ha ribadito che la Fiom dovra’ essere in fabbrica comunque e non esclude di ricorrere alla magistratura contro l’accordo, il ministro ha ribadito che ”l’accordo non sara’ riaperto. Il problema della Cgil resta innanzitutto quello della ricomposizione del suo rapporto con le altre organizzazioni sindacali, premessa fondamentale per le intese con le organizzazioni dei datori di lavoro”. Parlando infine di quello che succedera’ dopo il referendum a Mirafiori e del fatto che Marchionne ha detto che il nuovo contratto arrivera’ anche a Melfi e Cassino, Sacconi ha spiegato che ”Fabbrica Italia ha indicato la volonta’ di saturare tutti i siti produttivi italiani di Fiat con i diversi segmenti di prodotto. Dopo Mirafiori, ora si trattera’ di continuare a verificare la situazione degli altri singoli siti produttivi. L’importante e’ garantire che ciascun impianto abbia una mission e possa progressivamente avere i suoi prodotti nei tempi e nei modi che saranno dettati dall’andamento del mercato. Non si puo’, infatti, lanciare un nuovo prodotto in una fase depressa del mercato”.

redazione@approdonews.it

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